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giovedì 28 novembre 2019

>>>ANSA/ L'Albania trema ancora, ressa per il pane a Durazzo


GIOVEDÌ 28 NOVEMBRE 2019 19.57.48

>>>ANSA/ L'Albania trema ancora, ressa per il pane a Durazzo

ZCZC9455/SXB XAI12105_SXB_QBXB R EST S0B QBXB >>>ANSA/ L'Albania trema ancora, ressa per il pane a Durazzo Il bilancio sale a 47 morti, anche una mamma con i suoi 3 bimbi (dell'inviato Claudio Accogli) (ANSA) - DURAZZO, 28 NOV - La tragedia di una mamma e dei suoi tre bambini uccisi dalle macerie della loro villetta a Durazzo. Mentre chi al terremoto e' riuscito a scampare non ha piu' nulla, neppure il cibo, tanto che tra gli sfollati e' scoppiata la ressa per il pane. L'Albania e' ancora sotto shock dopo il potente sisma
di martedi' scorso, che ha deciso di non dare tregua: un'altra forte scossa ha scatenato il terrore e la fuga in massa dalle zone piu' colpite, Durazzo in testa. E il bilancio e' salito a 47 morti. Poco prima di mezzogiorno, la terra ha tremato ancora, con una scossa di magnitudo 5.1 in Adriatico, a circa 40 chilometri a nord di Tirana. Da martedi' sono state oltre 800 le scosse di assestamento. A Durazzo tutto ondeggiava, e la gente si e' riversata di nuovo per le strade. Molti pazienti dell'ospedale della citta', sulla cui facciata sono ben visibili i segni lasciati dal terremoto di martedi', hanno abbandonato di corsa i loro letti per scendere in strada. Intasate le principali arterie dalle lunghe code di automobili di chi ha deciso di lasciare la citta'. Sulle macerie dell'hotel Miramare, dove i soccorritori ancora scavavano, si sono dovute interrompere le operazioni. Poi, quando i Vigili del Fuoco italiani e quelli turchi hanno portato via il corpo senza vita di un uomo di circa 50 anni, un suo familiare presente sul posto ha avuto un malore dopo essere scoppiato in lacrime. Il viale che costeggia il lungomare, dove sorgeva il Miramare, e' inquietante: praticamente ogni palazzina mostra le ferite del terremoto. Alcuni edifici, di oltre 12 piani, minacciano la strada, e a passarci sotto con l'auto o a piedi sembra di sfidare irresponsabilmente la sorte. I guai del terremoto si faranno certamente sentire anche sul piano economico. Nei primi nove mesi di quest'anno i turisti avevano fatto registrare numeri record, quasi 5 milioni e mezzo di ospiti, 380.000 gli italiani. E' difficile pensare come e quando si potra' tornare a queste cifre. A qualche chilometro di distanza dal lungomare c'e' lo stadio, dove nei giorni scorsi era stato allestito un centro di primo soccorso, non lontano dal centro logistico realizzato dalla Protezione Civile. Le tende bianche si sono trasformate in improvvisati ripari. Tutto intorno i palazzi sono deserti, anche i caffe' e le altre attivita' in zona hanno chiuso. Davanti a una scuola decine di persone si accalcano attorno alle auto di volontari che portano aiuti, mentre altre si arrampicano lungo le inferriate. Tutti sono a caccia del pane, o ogni altro genere di prima necessita', perche' e' in questa struttura che arrivano gli aiuti. Ma quando ripartono verso altre destinazioni si scatena la rabbia e la disperazione. "Siamo in strada da martedi'", urla una ragazza, circondata dalla sua famiglia, donne, vecchi e bambini. In tutto sono 14. "Non sappiamo dove andare, vogliamo mangiare e ci serve l'acqua".(ANSA). ACC 28-NOV-19 19:57 NNNN 

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