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martedì 2 giugno 2020

Boxe: nel 2016 se ne andava Muhammad Ali, da Roma 1960 - VIDEO -









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Boxe: nel 2016 se ne andava Muhammad Ali, da Roma 1960 a Trump =

(AGI) - Roma, 2 giu. - Sono passati quattro anni da quel 3 giugno 2016 quando, Muhammad Ali se ne andava a 74 anni dopo essere stato ricoverato d'urgenza in un ospedale di Phoenix, in Arizona, per problemi respiratori. Sul ring, l'ultimo match di quello che e' considerato il piu' iconico pugile di tutti i tempi e uno dei piu' forti pesi massimi di sempre, era stato contro Trevor Barbick l'11 dicembre del 1981, ma il suo ultimo combattimento e' terminato venerdi' 3 giugno 2016 ed era durato 30 anni, da quando gli era stato diagnosticato il morbo di Parkinson. Nato con il nome di Cassius Marcellus Clay Jr. il 17 gennaio del 1942 a Louisville (Kentucky), aveva cambiato il nome in Muhammad Ali quando si era convertito all'Islam. Atleta capace di "danzare come una farfalla e di pungere come un'ape" sul ring, ma soprattutto un mito e un simbolo anche fuori dal ring, aveva fatto il suo debutto sulla scena mondiale alle Olimpiadi di Roma nel 1960 quando aveva conquistato l'oro nei pesi massimi. Quattro anni dopo era stato incoronato campione mondiale professionista. (AGI)Cau (Segue) 021738 GIU 20 NNNN

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(AGI) - Roma, 2 giu. - Sul ring della vita dovette cominciare a combattere molto presto essendo cresciuto nel sud dell'America dei pregiudizi razziali e la discriminazione. Forse proprio per questa sua rabbia abbraccio' la boxe, a cui arrivo' per caso e uno strano incontro del destino, quando a 12 anni gli rubarono la moto. Cassius disse alla polizia che voleva picchiare il ladro e l'agente, Joe Martin, che era anche allenatore di pugili in una scuola locale, decise di indirizzare la sua rabbia sul ring. Il 'piu' grande' comincio' allora a lavorare con Martin per imparare la tecnica della boxe e ben presto arrivarono i successi. Cassius riusciva ad accompagnare alla figura imponete (era alto 1,91), la velocita' e la leggerezza della danza: un'accoppiata vincente che rendeva quasi imbattibile quel 'gigante ballerino'. Dopo aver conquistato l'oro olimpico contro il polacco Zbigniew Pietrzkowski ai Giochi di Roma, Cassius passa al professionismo, continuando a vincere sul ring. E comincia a inanellare una serie di successi: nel 1963 batte il peso massimo britannico Henry Cooper, nel 1964 a 22 anni batte Sonny Liston e diventa campione mondiale dei pesi massimi. Successivamente si unisce setta afroamericana musulmana Nation of Islam (NOI) di Elijah Muhammad, cambiando legalmente il suo nome in Muhammad Ali e nel 1965 batte di nuovo Liston. Due anni dopo, pero', si rifiuta di combattere nella Guerra del Vietnam per via della sua religione e della sua opposizione al conflitto. "I miei nemici sono i bianchi, non sono i vietcong i mio nemico, ne' i cinesi ne' i giapponesi. Siete voi i miei nemici quando voglio liberta', quando chiedo giustizia, uguaglianza", rispose ad uno studente che gli contestava il suo rifiuto. Per la sua scelta di non partire viene arrestato e accusato di renitenza alla leva e privato del titolo iridato. (AGI)Cau (Segue) 021738 GIU 20 NNNN
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(AGI) - Roma, 2 giu. - Nel 1971 la Corte suprema degli Stati Uniti d'America annulla la sua condanna e Ali ricomincia a boxare. Nel marzo del 1971 al Madison Square Garden di New York incontra Joe Frazier, diventato campione del mondo approfittando della sua assenza, con una borsa ma vista per l'epoca (2,5 milioni di dollari per ciascuno) e subisce la sua prima sconfitta, ai punti dopo 15 riprese (malgrado Frazier si fosse dimostrato piu' forte, Ali ha sempre parlato di "decisione dell'uomo bianco" che voleva punire l'uomo-Muhammade Ali anti-sistema e favorire il suo avversario). Tre anni dopo comunque Ali nel 'combattimento della giungla' riconquista il titolo mondiale dei pesi massimi mettendo ko George Foreman - che era diventato campione battendo Joe Frazier - all'ottavo round a Kinshasa, allora Zaire, il 30 ottobre del 1974: il promotore Don King raccoglie 10 milioni di dollari, tra gli spettatori Mobutu. E torna a sconfiggere il suo acerrimo rivale, Joe Frazier, il 1 ottobre del 1975.Ali divenne famoso come personaggio provocatorio e stravagante e durante le conferenze stampa parlava liberamente anche di problemi non legati al pugilato. Con il proprio carisma si contraddistinse inoltre come uno dei principali innovatori della pratica del trash-talking nel mondo sportivo e trasformo' profondamente il ruolo e l'immagine dell'atleta afroamericano negli Stati Uniti, diventando punto di riferimento del Potere nero. Nel 1984 gli fu diagnosticata la sindrome di Parkinson, attribuita alla sua professione e che lo porto' a un graduale declino fisico nel corso dei decenni successivi. Malgrado tali disagi, anche dopo il suo ritiro dal mondo sportivo, Ali rimase impegnato in numerose azioni umanitarie, sino alla morte. Un uomo che ha sempre combattuto contro le ingiustizie e il cui ultimo intervento 'politico' e' arrivato a dicembre 2015 durante la campagna elettorale delle presidenziali Usa con una dichiarazione contro il candidato repubblicano Donald Trump, che aveva proposto di bandire i musulmani dagli Usa. "Noi come musulmani dobbiamo reagire contro coloro che usano l'Islam per i loro interessi politici", aveva avvertito Ali. (AGI)Cau 021738 GIU 20 NNNN 

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