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martedì 2 giugno 2020

>ANSA-FOCUS/ Le autopsie concordano, 'Floyd e' morto soffocato'

MARTEDÌ 02 GIUGNO 2020 18.10.58

>ANSA-FOCUS/ Le autopsie concordano, 'Floyd e' morto soffocato'

ZCZC4492/SXB ONY36447_SXB_QBXB R EST S0B QBXB >ANSA-FOCUS/ Le autopsie concordano, 'Floyd e' morto soffocato' Ma esami famiglia e del medico legale divergono su alcuni punti (di Claudio Salvalaggio) (ANSA) - WASHINGTON, 2 GIU - L'autopsia commissionata dalla famiglia della vittima e quella ufficiale concordano che la morte di George Floyd a Minneapolis e' da ritenersi un "omicidio", sostanzialmente per soffocamento, ma differiscono sulle cause e potrebbero creare dubbi tra i giurati del processo e sulla gravita' del reato (colposo o volontario). La prima conclude che l'afroamericano e' morto per "asfissia causata da pressione sostenuta" quando il suo collo e la sua schiena furono compressi per nove minuti dai quattro agenti bianchi che con le loro ginocchia lo bloccarono a terra con i polsi ammanettati dietro la schiena, impedendo al sangue di arrivare al cervello. In pratica e' morto soffocato. La seconda, arrivata poche ore dopo, afferma che la causa e' "l'arresto cardiopolmonare causato dalla pressione esercitata sul collo" ma aggiunge che potrebbero aver contribuito anche altri fattori, come alcune patologie pregresse e alcune sostanze intossicanti, in particolare fentanil e metanfetamine, di cui c'e' un largo abuso negli Usa. Il rapporto non indica tuttavia quante ce ne fossero o fino a che punto potrebbero aver inciso. L'autopsia ufficiale e' stata diffusa due giorni dopo che i risultati preliminari avevano escluso l'asfissia traumatica e lo strangolamento, sostenendo che la morte di Floyd era stata determinata probabilmente dagli "effetti combinati dell'essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione, ndr) e di qualche potenziale sostanza intossicante". Una conclusione che aveva sollevato un'ulteriore ondata di indignazione inducendo la famiglia della vittima a chiedere un'esame indipendente. "Che fosse intossicato o meno o avesse farmaci in corpo e' irrilevante per la causa della morte, che e' omicidio per mano di un altro", hanno insistito i difensori della famiglia, riferendosi all'agente Derek Chauvin, l'unico finora arrestato e incriminato per omicidio volontario: un'accusa che puo' costargli oltre 20 di carcere. Ora si trova in un carcere di massima sicurezza. Ma la famiglia di Floyd e i manifestanti delle proteste che stanno infiammando l'America chiedono che vengano trattati allo stesso modo anche gli altri tre agenti, per ora invece solo licenziati. Intanto cresce il dibattito a livello politico per abolire a livello federale la stretta al collo da parte della polizia per immobilizzare gli arrestati. Ci stanno lavorando i dem al Congresso, l'idea e' stata rilanciata oggi dal governatore di New York Andrew Cuomo. La prassi e' stata bandita in alcuni Stati o citta', ma non ovunque. A Minneapolis e' ancora consentita e la difesa di Chauvin giochera' anche su questo. I dati tuttavia mostrano che la polizia
locale l'ha usata prevalentemente contro gli afroamericani: dal 2012, 280 casi su 428, ossia il 65%. SAV 02-GIU-20 18:10 NNNN 

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