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giovedì 4 maggio 2017

Morbillo: Iss, epidemia preoccupa e temiamo si estendera' =


Morbillo: Iss, epidemia preoccupa e temiamo si estendera' =

(AGI) - Roma, 4 mag. - "Purtroppo questi numeri sono
inevitabili. Non siamo riusciti a contenere il morbillo e ora
non possiamo fare altro che registrare il diffondersi di questa
epidemia". Lo ha detto all'Agi Gianni Rezza, direttore del
dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di
Sanita' (ISS) a commento dei dati, resi noti oggi nell'ultimo
bollettino di sorveglianza sul morbillo del ministero della
Salute e dell'Iss. Pur essendo in netto calo rispetto al mese
di marzo del 2017, ad aprile si sono registrati 385 nuovi casi
(29 nell'ultima settimana), un dato superiore di 5 volte
rispetto all'aprile 2016, quando i casi furono 76. "L'epidemia
si sta concentrando al Centro-Nord - spiega Rezza - soprattutto
nelle aree urbane di Lazio, Lombardia, ma anche di Toscana,
Piemonte e Veneto. Temiamo che, vista la bassa copertura
vaccinale (non supera la soglia dell'85 per cento) possa
estendersi anche al Centro Sud e nelle altre zone del Paese".
Il morbillo e' una malattia altamente infettiva. Un solo
paziente puo' trasmettere il virus anche a 15 persone sane.
"Per questo e' molto importante che si arrivi a soglie di
vaccinazione superiori al 95 per cento" aggiunge Rezza. A
preoccupare gli esperti e i responsabili della sanita' pubblica
c'e' poi un altro dato che emerge dall'analisi epidemiologica:
l'eta' media elevata, rispetto alla tradizionale concezione
"infantile" della malattia: 27 anni. Si contano anche 127 casi
tra gli operatori sanitari. "Il fatto che ci sia questa media
cosi' alta dipende dal fatto che sono proprio gli adolescenti e
gli adulti i meno vaccinati e dunque i piu' esposti al virus",
spiega Rezza che aggiunge "e questo spiega anche l'alto grado
di ospedalizzazione collegata alla infezione che stiamo
registrando". In eta' adulta infatti il morbillo puo' avere
effetti anche piuttosto seri. "Particolarmente brutto poi -
dice Rezza - il dato relativo ai contagi tra gli operatori
sanitari". Anche il clima di polemiche politiche che vengono
sollevate intorno ai vaccini non aiuta a creare il clima
favorevole per una campagna di vaccinazione estesa. "I politici
non dovrebbero occuparsi di giudicare se la terra e' tonda o
non lo e', oppure a decidere se i vaccini sono sicuri. Queste
sono questioni di cui si devono occupare i tecnici. I politici
dovrebbero invece stabilire le regole attraverso le quelli
dovremmo usare questi strumenti. Per esempio, dovrebbero
stabilire se e' giusto o meno proteggere i soggetti piu'
deboli, come per esempio un bambino immunodepresso, che, se
dovesse contrarre l'infezione perche' a scuola i suoi compagni
non sono vaccinati, rischia di avere serie conseguenze". (AGI)
Red/Pgi
041418 MAG 17
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