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giovedì 4 maggio 2017

SANITA': CORTE UE, NO A DIVIETO ASSOLUTO PUBBLICITA' CURE DENTI =


SANITA': CORTE UE, NO A DIVIETO ASSOLUTO PUBBLICITA' CURE DENTI =
Milano, 4 mag. (AdnKronos Salute) - "Un divieto generale e assoluto di
ogni tipo di pubblicità per prestazioni di cura del cavo orale e dei
denti è incompatibile con il diritto dell'Unione europea", anche se
"gli obiettivi di tutela della salute e della dignità della
professione di dentista possono giustificare una disciplina delle
forme e delle modalità dei mezzi di comunicazione utilizzati dai
dentisti". Lo stabilisce la Corte di giustizia dell'Ue, in una
sentenza che parte dal caso di un professionista operativo in Belgio.
Tra il 2003 e il 2014 - ricostruisce la Corte in una nota - il
dentista Vanderborght ha apposto un pannello composto da 3 superfici
stampate, che indicava il suo nome, la sua qualifica di dentista, il
suo sito Internet e il recapito telefonico del suo studio. Ha inoltre
creato un sito web per informare i pazienti sui trattamenti offerti
nel suo ambulatorio, e ha inserito annunci pubblicitari in quotidiani
locali.
Dopo una denuncia presentata dal Verbond der Vlaamse Tandartsen,
un'associazione professionale di dentisti, nei suoi confronti sono
stati avviati alcuni procedimenti penali perché il diritto belga vieta
in modo assoluto ogni tipo di pubblicità per prestazioni di cura del
cavo orale e dei denti, e stabilisce alcuni requisiti di discrezione
relativamente alle insegne degli studi dentistici destinate al
pubblico. (segue)
(Com-Opa/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
04-MAG-17 14:28
NNNN

SANITA': CORTE UE, NO A DIVIETO ASSOLUTO PUBBLICITA' CURE DENTI (2) =
(AdnKronos Salute) - A sua discolpa, Vanderborght ha obiettato che le
norme in questione sono contrarie al diritto dell'Ue, in particolare
alla direttiva sul commercio elettronico, nonché alla libera
prestazione di servizi prevista nel Trattato Fue 1. Adito della
controversia, il Tribunale di primo grado neerlandofono di Bruxelles,
sezione penale, ha deciso di rivolgersi alla Corte di giustizia.
Di oggi la sentenza di Lussemburgo. "La direttiva sul commercio
elettronico - sostiene la Corte - osta a una normativa che, come
quella belga, vieta ogni forma di comunicazione commerciale per via
elettronica volta a promuovere cure del cavo orale e dei denti,
compresa quella effettuata mediante un sito Internet creato da un
dentista". La Corte ritiene infatti che, "sebbene il contenuto e la
forma delle comunicazioni commerciali possano validamente essere
inquadrati da regole professionali", tali regole "non possono
comportare un divieto generale e assoluto di ogni tipo di pubblicità
online avente lo scopo di promuovere l'attività di un dentista". (segue)
(Com-Opa/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
04-MAG-17 14:28
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SANITA': CORTE UE, NO A DIVIETO ASSOLUTO PUBBLICITA' CURE DENTI (3) =
(AdnKronos Salute) - Inoltre, secondo la Cgue, "la libera prestazione
di servizi osta a una normativa nazionale che vieta in modo generale e
assoluto ogni tipo di pubblicità relativa a prestazioni di cura del
cavo orale e dei denti". A tale riguardo, la Corte ritiene che "un
divieto di pubblicità per una determinata attività sia tale da
restringere la possibilità", per chi la esercita, "di farsi conoscere
presso la potenziale clientela e di promuovere i servizi che si
propongono di offrire". Un simile divieto costituisce pertanto "una
restrizione alla libera prestazione di servizi".
La Corte di giustizia dell'Ue ammette che "gli obiettivi della
normativa in questione, vale a dire la tutela della salute pubblica e
della dignità della professione di dentista, costituiscono motivi
imperativi di interesse generale idonei a giustificare una restrizione
alla libera prestazione dei servizi. Infatti - spiega - l'utilizzo
intensivo di pubblicità o la scelta di messaggi promozionali
aggressivi, addirittura tali da indurre i pazienti in errore a
proposito delle cure proposte, può nuocere, deteriorando l'immagine
della professione di dentista, alterando il rapporto tra i dentisti e
i loro pazienti nonché favorendo la realizzazione di cure inadeguate o
non necessarie, alla tutela della salute e pregiudicare la dignità
della professione di dentista".
Ciò premesso, la Corte ritiene che "un divieto generale e assoluto di
ogni tipo di pubblicità eccede quanto necessario per realizzare gli
obiettivi perseguiti. Questi ultimi potrebbero essere raggiunti
mediante misure meno restrittive che disciplinino, se del caso in
maniera rigorosa, le forme e le modalità che possono validamente
assumere i mezzi di comunicazione utilizzati dai dentisti".
(Com-Opa/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
04-MAG-17 14:28
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