Translate

martedì 7 settembre 2021

NEWS PSICOLOGIA. Perché condizionatore non dà fastidio e zanzara sì? È psicoacustica

 

MARTEDÌ 07 SETTEMBRE 2021 08.26.32


NEWS PSICOLOGIA. Perché condizionatore non dà fastidio e zanzara sì? È psicoacustica

DIR0072 3 SAL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT NEWS PSICOLOGIA. Perché condizionatore non dà fastidio e zanzara sì? È psicoacustica Da acufene che tocca 20% italiani a illusioni sonore, a novembre evento Sia (DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 7 set. - Se in una stanza il condizionatore è acceso e non lo sentiamo dipende dal nostro sistema di filtraggio uditivo che, riconoscendolo come un suono non particolarmente importante, concentra la sua attenzione selettiva su altro. Al contrario, se di notte arriva il ronzio di una zanzara, il sonno è rovinato, pur raggiungendo l'insetto al massimo 30 decibel di intensità. Perché? "È uno degli aspetti dell'effetto 'cocktail party', che dimostra l'estrema complessità neuropsicologica del nostro sistema uditivo, improntato su processi di attenzione selettiva variabile. Il suono è importante quando entra dentro di noi, per gli effetti psicoacustici che determina nella vita di tutti i giorni". A parlarne all'Agenzia Dire è Aldo Messina, docente a contratto di Audiologia all'Università di Messina e responsabile del Centro Otoneurologico 'Regina Margherita' di Palermo. Lo specialista prenderà parte al XXXVIII congresso nazionale della Società italiana di audiologia e foniatria (Siaf), che si terrà a Torino al centro Congressi Lingotto dal 10 al 13 novembre. Qualsiasi forma di conoscenza "è legata all'ascolto. Sappiamo ormai che non occuparsi di sordità significa rifiutarsi di conoscere uno degli aspetti fondamentali della nostra mente e quindi del nostro corpo". Lo studio dell'orecchio interno sarà il filo conduttore del congresso Siaf. E in tema di nuove metodiche audiologiche Messina tocca il nervo scoperto: "Oggi l'esame audiometrico non è fisiologico poiché proponiamo ai pazienti, per valutare la loro capacità uditiva, dei toni puri che in natura non esistono. Gli unici toni puri 'naturali' sono gli 'echi cocleari'. I toni puri audiometrici sono stimoli che il paziente non osserverà mai nella propria vita- sottolinea l'otorino- e dobbiamo studiare nuove metodiche audiologiche più fisiologiche. Agli albori l'audiologia era prettamente di impostazione fisica, oggi valutiamo maggiormente i fenomeni psicoacustici. Si ritiene- prosegue Messina- che lo scopo della scienza sia quello di raggiungere una conoscenza oggettiva della realtà, ma i fenomeni neuropsicologici sono misurabili? Pertanto la nostra scommessa è davvero ghiotta e va oltre la pura scienza audiologica". Quando si riesce ad identificare un disturbo uditivo, continua l'audiologo, "il nostro sistema nervoso centrale cerca di parare i colpi. Si viene a determinare inizialmente un fenomeno di neuroflogosi, ovvero un'infiammazione del sistema nervoso centrale. Ne derivano successivamente dei fenomeni neuroplastici, cioè dei tentativi di rigenerare la funzione mancante. La neuroflogosi del sistema nervoso centrale è tuttavia diversa da quella del sistema muscolare, perché nel primo caso deve venirsi a formare un nuovo tessuto bilanciato con quello controlaterale. Nel secondo caso, invece, se si lede un muscolo non è fondamentale che quello che si venga a rigenerare sia uguale al muscolo controlaterale", spiega il medico. Nel sistema nervoso centrale, quindi, "a fenomeni neuroplastici possono derivare fenomeni disneuroplastici, di cui l'espressione più frequente in patologia è l'acufene: una sintomatologia che colpisce il 20% della popolazione ma solo il 4% va curato, gli altri vanno seguiti con un'attività di counseling molto semplice". Questo 16% "racchiude infatti quelle persone che riescono a compensare e a percepire quel suono come non molesto. Per questa ragione non necessitano di alcuna terapia, anzi è controproducente per loro instaurare un percorso terapeutico, poiché se non dovesse dare i risultati sperati aumenterebbe l'attenzione negativa verso il suono stesso. Tra gli acufenopatici vanno quindi preselezionati con test psicometrici i pazienti che necessitano di approccio terapeutico e solo per questi vanno fatte metodiche di distrazione dei processi attentivi deviati. La terapia dell'acufene consiste nel trasformarlo in uno dei tanti suoni della nostra vita. Il primo compito di un medico non è riabilitare- aggiunge Messina- ma evitare che il sintomo acufene sia l'espressione di una patologia". Al convegno si parlerà anche di illusioni sonore, in particolare di olofonia. "Tutti siamo sottoposti all'olofonia- fa sapere Messina- hanno iniziato a farlo i Pink Floyd con il loro suono stranissimo che passa da un lato all'altro della nostra cuffia stereofonica. In realtà l'olofonia, brevettata dall'italiano Umberto Maggi del complesso dei Nomadi, prende anche la testa e arriva addirittura sulla schiena. Com'è possibile che un udito binaurale, fatto per farci percepire cosa proviene da destra e cosa da sinistra, sia nelle condizioni di farci arrivare il suono alla schiena? Solo i musicisti, gli esperti in suoni, percepiscono questa olofonia anche anteriormente- precisa l'audiologo- tutti gli altri, sentono sempre il suono dietro la schiena e mai anteriormente. Come percepiscono allora l'olofonia i sordi, i sordi impiantati o quelli protesizzati? Dove converrà posizionare i microfoni di una protesi per far percepire meglio le illusioni sonore? Non esiste alcuno studio del genere al mondo- ricorda il medico- ma abbiamo tutte le apparecchiature per iniziare questa esperienza. Sul tema collaboro anche con l'Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria dell'Università di Messina, con i professori Francesco Galletti e Francesco Freni e la loro equipe di psicologi e logopedisti (tra questi Patrizia Longo) che saranno presenti al congresso. Non dimentichiamo, infine, che a Roma l'Istituto di Ortofonologia (IdO), diretto da Federico Bianchi di Castelbianco, usa l'olofonia come metodica di riabilitazione dei disturbi specifici dell'apprendimento. Il campo è estremamente vasto- conclude- ma noi siamo audiologi, otoneurologi e dobbiamo capire perché e come funziona l'olofonia per potere esportare l'esperienza in altri ambiti". (Wel/ Dire) 08:25 07-09-21 NNNN

Nessun commento: