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domenica 28 agosto 2016

ANSA-BOX/ Sisma:Cnr, 5 cose da sapere sullo stress post trauma


ANSA-BOX/ Sisma:Cnr, 5 cose da sapere sullo stress post trauma

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>ANSA-BOX/ Sisma:Cnr, 5 cose da sapere sullo stress post trauma
I segnali anche dopo mesi o anni, serve agire subito
(di Maria Emilia Bonaccorso)
(ANSA) - ROMA, 28 AGO - Il trauma che non si vede, una ferita
nell'anima che rischia di non chiudersi mai ma che ora e' sempre
piu' conosciuta: e' lo stress post traumatico, una precisa
patologia con la quale le vittime di una tragedia naturale come
un terremoto, ma anche di una violenza, debbono imparare a
vivere. Un trauma cosi' profondo che e' in grado di scatenare
anche altre malattie. Per capire con precisione di cosa si parla
e' intervenuto il Cnr che offre una piccola guida in cinque
punti elaborata dal Istituto fisiologia clinica Ifc-Cnr di Pisa
dalla quale si arriva ad una semplice e forte conclusione: serve
agire subito.
1)Quali sono gli effetti e i rischi psicologici provocati dal
terremoto?
Lo stress causato da eventi cosi' terribili e' in grado di
modificare i livelli ormonali (cortisolo e catecolamine, nelle
donne anche gli estrogeni), alterare il sonno e, nel lungo
termine, ipertensione, tachicardia e talvolta infarto del
miocardio. Ma e' anche necessario distinguere tra la percezione
dello stress degli adulti e dei bambini
2) Quali emozioni innesca il terremoto nelle popolazioni che lo
subiscono?
Ansia, paura e attacchi di panico. L'ansia è generalmente
un'emozione a due facce: da un lato può spingere l'individuo a
dare il massimo mediante l'adattamento; dall'altro può limitare
l'esistenza dell'individuo rendendolo piu' vulnerabile. Alcuni
studi hanno dimostrato come, anche in situazioni drammatiche
come sopravvivere ad un terremoto, le vittime possano
sperimentare emozioni positive, altrettanto intense e
persistenti di quelle negative. Gli studi con la risonanza
magnetica sui sopravvissuti in una zona della Cina nel 2008,
mostrarono l'alterazione delle funzioni del cervello,
predisponendo allo sviluppo della depressione e del Disturbo
Post Traumatico da Stress.
3) Che tipo di assistenza psicologica è necessaria?
Serve una prevenzione primaria, in cui si mette l'individuo in
condizioni di conoscere le proprie emozioni e saper controllare
gli effetti che queste hanno sul comportamento e sulla salute
psicologica, attraverso una formazione specifica con l'aiuto di
corsi e tecniche da attuarsi ovviamente in periodi precedenti al
disastro. Ma deve seguire una prevenzione secondaria, in cui
vengono programmati interventi di sostegno psicologico,
successivi al sisma.
4)Cosa accade quando una persona soffre del Disturbo Post
Traumatico da Stress (DPTS)?
In una ricerca condotta negli individui sopravvissuti
all'attacco terroristico alle Torri Gemelle e ai terremoti in
Molise nel 2002 e dell'Abruzzo nel 2009 che mostra come circa la
metà dei soggetti studiati sviluppavano questa patologia.
Generalmente, la persona tende a "rivivere" l'evento traumatico,
perdendo improvvisamente il contatto con la realtà. Queste
reazioni possono manifestarsi per mesi o anni.
5)Quali sono i consigli per affrontare questo disturbo?
Sicuramente non bisogna far passare troppo tempo, viene
utilizzata la terapia cognitivo-comportamentale, che prevede
l'inizio della cura nei primi giorni successivi al trauma.
L'obiettivo è quello di aiutare ad elaborare la tragedia e a
"incanalare" le emozioni, in modo da arrivare lentamente a non
viverle più. Di solito viene effettuata direttamente "sul posto"
da un'équipe di psicologici specializzati negli interventi
immediati. Le due categorie più a rischio sono soprattutto i
bambini e gli anziani. Nel caso dei bambini si continua con la
psicoterapia, che viene praticata anche sui genitori e sugli
insegnanti, in modo da creare una vera e propria rete attorno al
piccolo, per aiutarlo nella guarigione. + un lavoro da portare
avanti con delicatezza, ma senza perdere tempo. (ANSA).
BR
28-AGO-16 19:10 NNN