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venerdì 28 marzo 2025

Commento a sentenze di Cassazione 28.3.2025

 

La sentenza della Cassazione n. 8044 del 2025 offre spunti significativi sulla questione della valutabilità dell'assoluzione in sede penale ai fini fiscali, in particolare in riferimento all'articolo 21-bis del Decreto Legislativo 174/2000. Questo articolo disciplina le modalità di risoluzione delle controversie tributarie e l'applicazione delle norme in materia di reati fiscali.

La sentenza della Cassazione n. 8052 del 2025 offre un'importante interpretazione riguardo all'agevolazione Tremonti Ambiente, un incentivo fiscale volto a promuovere investimenti in attività che favoriscono la sostenibilità ambientale. Questo commento analizza i principali aspetti della pronuncia, sottolineando l'importanza della comparazione tra investimenti ambientali e investimenti tradizionali.

La sentenza della Cassazione n. 8054 del 2025 affronta temi di rilevante importanza nell’ambito del diritto tributario, in particolare riguardo alla distinzione tra l'esercizio della potestà impositiva da parte dell'Amministrazione Finanziaria e la legittimità delle pretese creditorie del contribuente.

La sentenza della Cassazione n. 8076 del 2025 offre un importante chiarimento riguardo alla modalità di calcolo del rateo pensionistico e alla determinazione dell’Ape sociale, evidenziando similitudini e differenze tra le due forme di prestazione.

La sentenza della Cassazione n. 8071/2025 offre un'importante riflessione sulla tematica dell'addebito della separazione, in particolare per quanto riguarda le dinamiche familiari e le scelte dei coniugi dopo la nascita dei figli. Di seguito, un commento dettagliato su alcuni aspetti chiave di questa decisione.

CGUE 2025-La recente condanna della Corte di Giustizia Europea nei confronti dell'Italia per il mancato rispetto degli obblighi di trattamento delle acque reflue è un segnale inequivocabile della necessità di un cambio di rotta nella gestione ambientale del nostro Paese. Con una sanzione di 10 milioni di euro, a cui si aggiungono 13,7 milioni ogni sei mesi di ulteriore ritardo, l'Italia si trova nuovamente a fare i conti con le conseguenze della propria inadempienza.

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