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domenica 22 agosto 2021

PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE

 

DOMENICA 22 AGOSTO 2021 14.56.32


**FLASH -PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE- FLASH** =


ADN0315 7 ECO 0 ADN ECO NAZ **FLASH -PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE- FLASH** = (Sec/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-AGO-21 14:56 NNNN

DOMENICA 22 AGOSTO 2021 14.58.04



PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE =


ADN0319 7 ECO 0 ADN ECO NAZ PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE = Roma, 22 ago. (Adnkronos) - Un giorno all'anno: a tanto ammonta mediamente il tempo dedicato alla formazione da parte dei dipendenti pubblici italiani. E' quanto emerge dallo studio del Centro Studi Enti Locali (CSEL) elaborato per l'Adnkronos. Il passo indietro sulle ore dedicate 'all'aula', osserva lo studio, è stato trasversale a tutti i rami della pubblica amministrazione ma le amministrazioni centrali hanno comunque mantenuto standard più alti di quelle locali e contavano, sempre nel 2019, un numero di ore di formazioni doppie rispetto a quelle dei dipendenti comunali, provinciali e regionali (circa 2 giorni all'anno a testa). Come rilevato dall'Inapp nel rapporto 2021, presentato lo scorso luglio, il genere non sembra essere un elemento che fa la differenza in questo ambito. "Si può osservare - si legge - come nelle Unità istituzionali più piccole le donne vengano formate più a lungo, contrariamente a quanto succede nelle Unità istituzionali con 250 lavoratori e oltre, dove sono gli uomini a ricevere una formazione leggermente più intensa. A livello territoriale, emerge un divario tra l'area del Nord-Ovest, in cui in media un lavoratore uomo viene formato per 1,5 ore in più, e quella del Meridione e delle Isole, dove invece è l'intensità relativa al personale femminile a essere maggiore di 3,1 ore". Dietro alla clamorosa contrazione dell'investimento sulla formazione dei dipendenti pubblici che ha caratterizzato gli ultimi anni c'è, tra le altre cose, lo zampino della spending review. Il Decreto n. 78 del 2010, oltre a spingere pesantemente verso il contenimento della spesa di personale (cosa che ha contribuito a produrre un saldo negativo di 132.159 unità di personale in 10 anni), osserva il CSEL, si è anche abbattuta sulla spesa per la formazione, dimezzando, dall'oggi al domani, le risorse ad essa dedicate. (segue) (Sec/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-AGO-21 14:58 NNNN

DOMENICA 22 AGOSTO 2021 14.58.04


PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE (2) =


ADN0320 7 ECO 0 ADN ECO NAZ PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE (2) = (Adnkronos) - Della necessità di intervenire in modo deciso su questo fronte sembra essersi immediatamente reso conto anche il Presidente del Consiglio, Mario Draghi. Tra i principi affermati nel corso del suo discorso di insediamento che ha preceduto il voto di fiducia a Palazzo Madama lo scorso febbraio, c'era infatti anche l'idea che la ripartenza economica del Paese e la ricostruzione degli equilibri socio-economici stravolti dalla pandemia passino anche per la formazione dei dipendenti pubblici. ''Occorre investire - ha detto il Premier - sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle Amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel 'Programma nazionale di ripresa e resilienza'''. Analogamente, l'attuale inquilino di Palazzo Vidoni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha scritto nelle Linee programmatiche, redatte all'indomani della sua nomina, che era intenzione di questo esecutivo ''ribaltare questa tendenza (NrR calo formazione) e investire in maniera significativa sulla qualificazione e riqualificazione delle persone upskill e reskill. A partire dalle competenze tecnico-specialistiche, ma soprattutto da quelle gestionali, organizzative, relazionali leadership approccio per obiettivi, problem solving digitale)''. Considerato quanto siano assidue le riforme e le modifiche normative che riscrivono costantemente, spesso in modo radicale, le regole del gioco dettate dai legislatori nazionali e regionali, non è effettivamente rassicurante pensare che chi gestisce la ''cosa pubblica'', spenda in media un solo giorno all'anno a fare aggiornamento e a rafforzare la propria preparazione. Ciò a maggior ragione alla luce della recente approvazione del ''Piano nazionale di ripresa e resilienza'' (Pnrr) che pone obiettivi ambiziosi e impone un cronoprogramma serratissimo e lontano anni luce dai tempi con cui normalmente ci approcciamo alle risorse comunitarie. (segue) (Sec/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-AGO-21 14:58 NNNN

DOMENICA 22 AGOSTO 2021 14.58.10


PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE (3) =


ADN0321 7 ECO 0 ADN ECO NAZ PA: CSEL, SOLO UN GIORNO ALL'ANNO IN MEDIA TEMPO DEDICATO DAI DIPENDENTI A FORMAZIONE (3) = (Adnkronos) - L'Italia dovrà impegnare il 70% dei circa 191 miliardi che ci sono stati destinati dall'UE entro la fine del 2022 e il restante 30% entro fine 2023, per poi spenderli effettivamente entro il 2026. Per non perdere i finanziamenti attesi, dobbiamo quindi muoverci con una velocità e una efficacia assolutamente inedite per questo paese. Per comprendere quanto sia ardua la sfida, basti pensare alla nostra più recente performance in tema di capacità di spesa dei fondi europei: tra il 2014 e il 2020 l'Italia si era visto assegnare circa 73 miliardi dall'Ue tra fondi strutturali e di coesione ed è riuscita a spenderne circa il 40%. Perché? La gestione di programmi complessi come quelli europei mette le pubbliche amministrazioni di fronte alla necessità di compiere sforzi straordinari, sia in termini di competenze che organizzativi. Per poter cogliere le opportunità offerte dai programmi comunitari, e in particolare del Pnrr e del Fondo completare, servirà una forte spinta organizzativa mai vista prima, sia in termini di persone che di risorse. Riusciremo a vedere una reale ripartenza soltanto se la Pubblica Amministrazione saprà dismettere le classiche vesti dell'organizzazione che lavora ''per funzioni'' e abbraccerà il modello dell'organizzazione per obiettivi. Per far questo occorre ragionare anche in termini di flessibilità lavorativa e sarà necessario che chi gestisce la cosa pubblica faccia il salto di qualità in termini di preparazione e di competenze, anche digitali. Serve insomma una sorta di rivoluzione culturale, oltre che un deciso innalzamento del livello medio delle competenze. Dinamiche che non sono certo facilitate dalla costante erosione del numero dei dipendenti pubblici che ha caratterizzato l'ultimo decennio e dal parallelo costante innalzamento dell'età media degli stessi. Secondo Carlo Corazza, Capo Ufficio del Parlamento europeo in Italia, "ciò che ha frenato la spesa, è stata l'inefficienza di alcune regioni che gestiscono la maggior parte dei fondi europei in Italia. Abbiamo regioni come Emilia Romagna, Lombardia e Toscana che hanno una capacità di spesa eccellente, altre ben lontane". A livello comunitario nei prossimi anni, il combinato disposto di 'Next Generation' e il nuovo bilancio europeo varranno circa 1.840 miliardi. ''Un buon 60-70% delle risorse destinate all'Italia - ha detto Corazza nel corso di un Tavolo tecnico organizzato nell'ambito del progetto 'Next Generation Eu: Europa Comune' - sarà speso da 4 regioni, è quindi assolutamente indispensabile che la classe dirigente e la Pubblica Amministrazione di queste regioni siano all'altezza di questa sfida. Questo è l'ultimo treno che passa per far ripartire il Sud". (Sec/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-AGO-21 14:58 NNNN

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