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mercoledì 29 marzo 2017

ANSA/ Aborto: Comitato Onu bacchetta Italia,'garantisca servizi'


ANSA/ Aborto: Comitato Onu bacchetta Italia,'garantisca servizi'


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ANSA/ Aborto: Comitato Onu bacchetta Italia,'garantisca servizi'
70% ginecologi obiettori; delegato Mae, 'osservazioni ordinarie'
(AGGIORNA E SOSTITUISCE IL SERVIZIO DELLE 20.22)
(ANSA) - ROMA, 28 MAR - Dopo il Consiglio d'Europa, anche il
Comitato per i diritti umani dell'Onu 'bacchetta' l'Italia in
tema di aborto e rispetto del diritto delle donne
all'interruzione volontaria di gravidanza, invitando il nostro
paese a "garantire i servizi".
Il Comitato Onu, nelle sue osservazioni sulla situazione
italiana, si dice infatti "preoccupato per le difficolta' di
accesso agli aborti legali a causa del numero di medici che si
rifiutano di praticare l'interruzione di gravidanza per motivi
di coscienza". Preoccupazione e' espressa anche per la
distribuzione in tutto il paese dei medici obiettori, e "il
numero significativo di aborti clandestini". "Lo Stato -
sottolinea - dovrebbe adottare misure necessarie per garantire
il libero e tempestivo accesso ai servizi di aborto legale, con
un sistema di riferimento valido". Secondo gli ultimi dati del
ministero della Salute, in Italia i ginecologi obiettori, che
non praticano l'interruzione volontaria di gravidanza (ivg)
prevista dalla legge 194 del 1978, sono circa il 70%. Un dato
che si mantiene stabile. Le ivg, di contro, sono diminuite in
modo significativo nel corso degli anni: nel 1983 erano pari a
233.976; nel 2013 sono piu' che dimezzate (102.760) e nel 2014
sono scese sotto le centomila, a 97.535. In 30 anni, quindi, le
ivg sono calate di 131.216 unita', mentre i ginecologi non
obiettori sono scesi di 117 unita'.
Numeri pero' che secondo il ministro della Salute, Beatrice
Lorenzin, garantiscono l'applicazione della legge 194. Infatti,
come di recente rilevato dallo stesso ministro, in trent'anni
c'e' stato un "dimezzamento del numero di ivg settimanali, a
livello nazionale, a carico dei ginecologi non obiettori, che
nel 1983 effettuavano 3,3 ivg a testa a settimana, mentre ne
effettuano 1,6 nel 2013, e dalle Regioni non e' giunta alcuna
segnalazione di carenza di medici non obiettori".
Secondo il ministero, quindi, "il numero dei punti ivg appare
piu' che adeguato rispetto al numero delle ivg effettuate". Dati,
pero', piu' volte contestati dalla Libera associazione italiana
ginecologi per l'applicazione della legge 194 (Laiga), che
sostiene come l'Italia sia tra gli ultimi Paesi in Europa per
tutela della salute delle donne che vogliono abortire con otto
regioni in cui la percentuale di medici obiettori oscilla tra
l'80% e il 90%, come in Molise e Campania. Percentuali che,
secondo la Laiga, pongono l'Italia quasi ai livelli dei paesi in
cui l'aborto e' vietato, ovvero Irlanda e Polonia, e ben lontana
da paesi come la Francia dove l'obiezione e' al 7%, il Regno
Unito dove e' al 10% o i paesi scandinavi dove l'obiezione di
coscienza non si registra del tutto.
Lo scorso aprile, anche il Comitato europeo per i diritti
sociali del Consiglio d'Europa si era espresso pronunciandosi su
un ricorso presentato dalla Cgil e affermando che le donne in
Italia continuano a incontrare "notevoli difficolta'"
nell'accesso ai servizi d'interruzione di gravidanza, nonostante
quanto previsto dalla legge 194 sull'aborto e che l'Italia viola
quindi il loro diritto alla salute. Lo scorso luglio, tuttavia,
in una risoluzione, il Comitato dei ministri del Consiglio
d'Europa si felicitava "per gli sviluppi intervenuti" in Italia
dopo la condanna da parte del Comitato europeo e affermava di
attendere "con interesse il rapporto che le autorita' devono
presentare al Comitato europeo dei diritti sociali nel 2017".
Sulla vicenda interviene in serata anche Fabrizio Petri,
Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani
presso il ministero degli Esteri che era nella delegazione
presente a Ginevra davanti al Comitato Diritti Umani delle
Nazioni Unite durante la disamina della questione. Le
osservazioni del Comitato per i diritti umani dell'Onu
sull'accesso agli aborti legali sono "considerazioni di
carattere ordinario" - ha detto - emerse in un clima di
"collaborazione e partecipazione".(ANSA).
CR
28-MAR-17 23:25 NNNN