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sabato 24 marzo 2012

RUSSIA: MORTA MARINA SALYE, LA PRIMA ANTAGONISTA DI PUTIN


RUSSIA: MORTA MARINA SALYE, LA PRIMA ANTAGONISTA DI PUTIN =

San Pietroburgo, 24 mar. (Adnkronos) -E' morta nei giorni scorsi
in Russia a 77 anni, per un infarto, Marina Salye, antagonista di
Vladimir Putin quando ancora nessuno conosceva l'uomo che nel giro di
dieci anni avrebbe invece iniziato a dominare la vita politica del
Paese.

Protagonista delle proteste pro democratiche a Leningrado alla
fine degli anni ottanta, vincitrice delle prime elezioni municipali
libere da cui Anatoly Sobchak emerse invece in seguito come sindaco,
Salye ben rappresenta quella societa' civile, guidata dal premio Nobel
Andrei Sakharov, che negli ultimi anni dell'Unione sovietica scese in
campo anche grazie alla Perestroika per promuovere una politica
diversa e che venne piano piano estromessa dopo la seconda elezione di
Boris Eltsin presidente, del tutto dopo l'arrivo di Putin al Cremlino.

Salye si era presto schierata contro Putin, chiamato da Sobchak
a ricoprire la carica di vicesindaco di Leningrado, dopo aver scoperto
che era stato lui a firmare l'acquisto in Germania delle stesse
derrate alimentari che avrebbe dovuto procurare lei per incarico del
sindaco per riempire gli scaffali vuoti dei negozi della citta'.
(segue)

(Sip/Col/Adnkronos)
24-MAR-12 08:30

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RUSSIA: MORTA MARINA SALYE, LA PRIMA ANTAGONISTA DI PUTIN (2) =

(Adnkronos) - Era stato Putin a scambiare, attraverso una serie
di compagnie di facciata, risorse naturali, che non lasciarono mai la
Russia, per un valore stimato oltre cento milioni di dollari per
derrate alimentari che non arrivarono mai a Leningrado.

Salye aveva condotto una accurata ricerca su questo primo
scandalo legato all'ex agente del Kgb a Dresda: l'assemblea
legislativa della citta' aveva votato in favore del trasferimento
della vicenda alla procura con una mozione che Sobchak aveva poi
lasciato cadere. L'esponente politica aveva poi ripresentato la sua
inchiesta quando Putin era stato chiamato da Eltsin come suo delfino
alla fine del 1999, un'inchiesta che le aveva procurato minacce
talmente gravi da convincerla, dopo la vittoria di Putin alle
presidenziali del 2000, a lasciare la vita politica e a rifugiarsi
lontana da tutti a Ozero, nella regione di Pskov.

Aveva rotto solo di recente il suo silenzio per un incontro con
l'oligarca e candidato alle presidenziali Mikhail Prokhorov il cui
nuovo partito intendeva sostenere e per partecipare ad alcune
manifestazioni di protesta.

(Sip/Col/Adnkronos)
24-MAR-12 08:37

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