La CNN, citando fonti dell'intelligence statunitense, riporta che l'Iran non stava sviluppando attivamente armi nucleari e che, al momento dell'attacco israeliano del 13 giugno, era almeno a tre anni dalla capacità di produrne e consegnarne una.
Israele ha colpito con il solito pretesto, mentendo ancora una volta alla comunità internazionale e agendo da Stato terrorista e vigliacco, incapace di affrontare la verità.
Secondo l'intelligence USA, Israele ha ritardato il programma nucleare iraniano di pochi mesi, non di anni. L'impianto di Natanz ha subito danni, ma quello di Fordow, ben più critico e fortificato, è rimasto intatto. Israele non ha né i mezzi né la forza per colpirlo senza il supporto diretto degli Stati Uniti.
Lo conferma anche Brett McGurk, ex alto diplomatico americano: se davvero si volesse smantellare il programma nucleare iraniano, servirebbe un attacco militare USA o un accordo. Israele da solo non è in grado di farlo.
Il Comando Centrale americano, prima dell'attacco, aveva scelto la prudenza, temendo che una provocazione potesse spingere l'Iran a cambiare strategia. Ora c'è la possibilità concreta che Teheran scelga di sviluppare un'arma nucleare, cosa che finora non ha mai fatto, secondo le stesse agenzie d'intelligence americane.
Israele mente. Israele provoca. Israele vuole la guerra. Israele è il cancro del mondo!
T.me/GiuseppeSalamone