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venerdì 22 agosto 2025

A Mukachevo la  fabbrica "di macchine del caffè" FLEX,attaccata dai nostri due giorni fa, ancora brucia ... Nonostante il costante lavoro,  gli autotreni antincendio, i Khokhol non sono riusciti a domare il fuoco.

Chi lo avrebbe mai immaginato che macchine da caffè bruciassero così bene❓🤣
Amici miei
Di Marco Travaglio

Se fossi ucraino, sarei terrorizzato dagli amici dell'Ucraina. Tipo gli amorevoli europei che in 1275 giorni di invasione non le hanno mai dato un solo soldato, però giurano solennemente che gliene daranno centinaia di migliaia, forse milioni, se e quando eventualmente venisse di nuovo invasa. Tanto, ove mai accadesse, l'ingrato compito di morire per Kiev non toccherebbe a loro, che non sanno se arrivano a Natale, ma a chi verrà dopo. Il quale naturalmente direbbe: "Mai promesso nulla. Mai conosciuto Macron, Starmer, Merz, Tusk e quell'altra, come si chiama? Ah, sì, Kallas". Quindi, quando ci promettono "garanzie di sicurezza", penso: ma se non ce le avete date in 42 mesi di invasione, perché mai dovremmo credere che ce le darete in caso di eventuali invasioni future?

Poi andrei a leggermi il famoso articolo 5 del Trattato Atlantico, quello che i famosi amici – da un'idea della Meloni – vorrebbero estendere a Kiev lasciandola fuori dalla Nato. E scoprirei che, in caso di aggressione a un membro della Nato, ciascuno degli altri lo "assisterà" con "l'azione che giudicherà necessaria, compreso l'uso della forza armata". Già oggi nessuno è obbligato a entrare in guerra col membro aggredito: figurarsi domani con un non membro. E poi, in teoria, tutti i Paesi del mondo rischiano di essere attaccati: perché l'art. 5 della Nato senza la Nato dovrebbe spettare solo a noi?

Mi domanderei perché mai la Russia, se le riconoscessimo le regioni occupate, dovrebbe ritirarsi oggi per tornare a invaderci domani. E mi verrebbe in mente che, se i filorussi passassero sotto Mosca e non votassero più in Ucraina, il nostro elettorato diverrebbe in maggioranza nazionalista e antirusso. E potremmo ritrovarci al governo i fascio-nazisti dell'Azov o di Pravyj Sektor. Cioè potremmo essere noi ad attaccare la Russia, con qualche bravata dannunziana tipo l'attentato ai gasdotti North Stream o l'invasione a Kursk. A quel punto l'aggressore saremmo noi e le garanzie di sicurezza spetterebbero ai russi.

Così mi ripasserei la storia recente. E scoprirei che i nostri "amici" per vent'anni ci hanno indotti a renderci inaffidabili ai russi e a metterci nel loro mirino violando tutti i patti: l'impegno del 1991 alla neutralità con l'annuncio di adesione alla Nato (ora passata in cavalleria), due golpe contro il presidente neutralista Janukovich e – dopo il secondo – l'attacco militare al Donbass ribelle; gli accordi di Minsk 2014-'15 per l'autonomia e il cessate il fuoco in Donbass con 8 anni di guerra civile; e, nel marzo 2022, il ritiro dal negoziato di Istanbul a pochi passi dall'accordo con la Russia.

Con questi amici, quasi quasi rivaluterei i nemici. Che sono feroci, spietati e pure stronzi, ma almeno sono gente seria. E i loro amici li garantiscono fin troppo.

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È tornato virale un video. Settembre 2022, Assemblea generale dell'#Onu: parla il migliore dei migliori, il candidato automatico al #Quirinale, Mario #Draghi.

Dice: «#Kiev sembra aver acquisito un vantaggio strategico importante. Le sanzioni che abbiamo impartito a #Mosca hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa, sulla sua economia. (…) Con un'economia più debole, sarà più difficile per la #Russia reagire alle sconfitte che si accumulano sul campo di battaglia. L'unità dell'Unione Europea e dei suoi alleati è stata determinante per offrire all'#Ucraina il sostegno di cui aveva bisogno, per imporre costi durissimi alla Russia». Andate a rivederlo, è psichedelico.

In effetti, a voler citare tutte le panzane di #MarioDraghi servirebbe molto più spazio. Sarebbe materia da libro, chissà.

Aprile 2022, conferenza stampa dinanzi ad agguerritissimi giornalisti, pronti a intimorirlo battendo le mani o lucidandogli la suola delle scarpe con la lingua: «Preferiamo la pace o star tranquilli col condizionatore acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre». Pensa a tutti quelli che, quell'estate, decisero di sudare e boccheggiare sull'altare di Kiev.

A luglio 2021 disse: «Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi e lui o lei muore. Questo è». Nella stessa conferenza stampa aggiunse: «Il green pass è una misura con cui gli italiani possono continuare a esercitare le proprie attività, a divertirsi, andare al ristorante, a partecipare a spettacoli all'aperto o al chiuso, con la garanzia di trovarsi tra persone che non sono contagiose». Castronerie.

Ma Draghi, per quanto mi riguarda, è solo un pretesto: non è su di lui che voglio concentrare l'attenzione. È su di noi, sul nostro dibattito pubblico, sulla nostra informazione. In definitiva, sullo stato di salute della nostra democrazia. Perché non può esservi democrazia senza un dibattito sano, senza un'informazione seria e rigorosa, se il confronto è soffocato dall'assordante rumore della propaganda peggiore. Sul punto, è centrale la riflessione proposta da Alessandro Orsini nel suo Casa Bianca-Italia. La corruzione dell'informazione di uno Stato satellite (Paper First, 2025).

A me interessa ricordare come abbiamo reagito noi a quelle performance. In un Paese serio, uno come Draghi verrebbe accantonato, messo da parte con un certo imbarazzo. Non ci sarebbe nemmeno da infierire: semplicemente ha toppato più volte, e lo ha fatto su questioni enormi. Invece, ancora oggi, il suo è un nome automatico ogni volta che si parla delle massime cariche italiane e internazionali: lo si immaginava alla successione di #Mattarella, di #Stoltenberg, di #VonDerLeyen al termine del mandato. Peraltro, gli basterebbe commentare il meteo o raccontare le vacanze per finire in prima pagina, con i soliti giornali in giubilo.

Come si fa a insistere impunemente nel propinare al pubblico il racconto del migliore di tutti? Siamo messi così male?

Draghi è solo un esempio: lo stesso discorso vale per la guerra. Come si potrà mai pretendere che l'opinione pubblica partecipi, animi la dialettica politica, legga i giornali, dopo che ciarlatani spacciatisi per fact-checker ci raccontavano che i russi combattevano con le pale, con i microchip delle lavatrici, che fuggivano dinanzi alle armate di #Zelensky, che #Putin fosse affetto da tutte le malattie note e ignote, se non addirittura già morto? Gli stessi che volevano, magari per legge, imbavagliare chiunque provasse a usare il cervello e a dire cose sensate.

Una riflessione sulla nostra informazione, sulla sua indipendenza e sulla sua libertà, è davvero essenziale.
Dobbiamo pretendere di più da chi si propone di raccontarci la realtà. Dobbiamo saper scegliere tra chi continuerà impunemente a ingozzarci di propaganda come fossimo oche da foie gras e chi prova, con onestà, a dirci le cose come stanno.
https://x.com/SavinoBalzano/status/1958807437437194735?t=TfzdnTjRqH2eMZX6Z_l2Vg&s=19

Subiamo da tempo l'assalto della propaganda peggiore: giornali di regime, venduti e leccaculi per vocazione inquinano il dibattito pubblico con le loro fandonie.

Chi si mette di traverso viene insultato, ostracizzato, relegato ai margini.

Ciarlatani che si spacciano per fact-checker infestano come parassiti le ferite della nostra opinione pubblica, arrivando persino a invocare censura e sanzioni dure per chi si contrappone.

A indebolirsi è la democrazia, segnata da una disaffezione crescente e da una sfiducia galoppante.

Il nostro compito è resistere.

La mia riflessione di oggi, affidata alle colonne del Fatto Quotidiano.
Uno dei principali paradossi è che l'europeismo ci aveva promesso la promozione della pace e autonomia dagli Usa, invece oggi la Commissione si può guadagnare la medaglietta dell'organo più catastroficamente prono a Washington.
 
La guerra in Ucraina ha avuto almeno un merito: mostrare in mondovisione i limiti strutturali di questa integrazione europea.
 
La politica economica, monetaria e commerciale dell'Ue degli ultimi trent'anni ha contribuito al tramonto del continente e alla perdita di centralità dei suoi Paesi principali: non solo l'Italia, ma ormai anche Germania e Francia i cui leader ormai vanno a Washington come alici colate e vengono trattati da inutili comparse dall'Imperatore.
 
30 anni di bugie e manipolazioni stanno venendo spazzate via ogni giorno che passa, e solo la mancanza di un vero dissenso organizzato tiene in vita questi morti che camminano che continuano a fare i nostri governanti.
 
Se mai ci sarà un "rilancio europeo" potrà nascere solo su basi radicalmente diverse, e questa catastrofe deve essere la tragica premessa per nascita di qualcosa di nuovo.
 
Ne abbiamo parlato in una ricchissima intervista con Matteo Bortolon e Gabriele Guzzi, entrambi autori di un articolo usciti sul Fatto Quotidiano.

Ci vediamo alle 18.30 qui https://youtu.be/DvibrD9x804?si=fI0tQ0NbjuS2xsj0
La serpe in seno
Di Marco Travaglio

Chissà se l'arresto del terrorista di Stato ucraino per l'attentato ai gasdotti Nord Stream sveglierà l'Europa sul suo peggiore pericolo. Che non viene da Mosca, ma da Kiev: è il nazionalismo ucraino, con punte di fascismo e nazismo, che la Nato alleva, foraggia e arma dal 2014. Una serpe in seno che rovesciò Yanukovich e ricattò Poroshenko e Zelensky per impedire che attuassero gli accordi di Minsk su tregua e autonomia in Donbass. E – ora che si parla di pace – ci espone a minacce mortali con i suoi colpi di coda. I gasdotti russo-tedeschi Nord Stream 1 e 2 li avviano Putin e Schröder per portare il gas in Europa: costati 21 miliardi di dollari alla russa Gazprom in società con due compagnie tedesche, una francese, una austriaca e l'anglo-olandese Shell, inaugurati nel 2011 da Merkel e Medvedev, sono da sempre osteggiati da Usa, Kiev e Stati baltici. Il 7.2.22 Biden minaccia: "Se la Russia invade l'Ucraina prometto che non ci sarà più un Nord Stream 2. Vi porremo fine". Detto, fatto. Il 26.9.22 quattro esplosioni sottomarine al largo di Svezia e Danimarca fanno saltare tre condotte dei gasdotti su quatro. Il prezzo del gas va alle stelle. Usa e Ucraina accusano Putin di essersi sabotato da solo. Ma l'ex ministro degli Esteri polacco Sikorski twitta: "Thank you Usa". Victoria Nuland, vicesegretaria di Stato Usa, esulta: "Sono molto soddisfatta, il gasdotto è un rottame in fondo al mare". Il Pulitzer Seymour Hersh accusa Cia e Casa Bianca. La Procura tedesca individua sette sommozzatori delle forze speciali ucraine agli ordini del generale Zaluzhny, che usarono uno yacht noleggiato da un'azienda polacca per piazzare sul fondale un quintale di tritolo. Il 14.8.24 i giudici tedeschi spiccano un mandato di cattura per Volodymyr Zhuravlov: l'ucraino si era rifugiato in Polonia ed è appena fuggito in Ucraina sull'auto diplomatica della sua ambasciata. Varsavia è accusata di sabotare le indagini per coprire la sua complicità. Ma Berlino precisa che "nulla cambia nel sostegno a Kiev": continuerà ad armare e a finanziare i mandanti del più grave attentato da decenni a un'infrastruttura europea.

Un giorno forse sapremo se Zelensky sapesse o se i suoi militari e 007 l'avessero tenuto all'oscuro. Il che sarebbe pure peggio: confermerebbe che sono fuori controllo. Se finirà la guerra, l'Ucraina avrà un governo ancor più nazionalista (senza più gli elettori del Donbass filorusso) e l'esercito più grande e armato d'Europa. Se qualche testa calda ostile alla pace provocasse la Russia con un altro attentato per scatenarne la reazione, una Ue legata a Kiev da patti tipo articolo 5 Nato (o peggio) dovrebbe intervenire. E ci ritroveremmo da un giorno all'altro nella terza guerra mondiale. Pensiamoci, finché siamo in tempo.

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Booking ha perso un cliente. Non tratto con chi è amico dei sionisti genocidari

È vergognoso quello che sta succedendo all'albergo P43 Sicilian Suit di Ragusa. Qualche giorno fa il proprietario aveva chiesto a dei sionisti di prendere le distanze dal genocidio, altrimenti avrebbero potuto andare altrove. Oggi gli hanno hackerato il sito e cacciato da Booking. Non può lavorare perché ha tutto bloccato. Questo succede a chi rimane umano. Questo succede se non lecchi il deretano ai peggiori criminali e terroristi mai esistiti nella storia dell'umanità. In una sola parola: questo è il sionismo!

https://youtube.com/shorts/PxvQfpmeVNQ?si=GgwrjHWAxT6d2XuU

T.me/GiuseppeSalamone

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@cronomappe 🌉 Perché l'Italia non ha MAI costruito questo ponte? #StraitofMessina #MessinaBridge #Italy #Sicily #Engineering ♬ original sound - CronoMappe

 





LA MARINA MILITARE DEGLI STATI UNITI STA PREPARANDO L'ATTACCO AL VENEZUELA: TUTTI SANNO CHE È PER FERMARE I CARTELLI DELLA DROGA... (CBS)

 


BISOGNA ESSERE DEFICIENTI

 

In un’intervista al canale televisivo NBC, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che Zelensky ha respinto tutte le proposte avanzate da Donald Trump per una possibile risoluzione del conflitto.

 

NESSUNA REDENZIONE PER ISRAELE

Di Gilad Atzmon - 22 agosto 2025

C'è una distinzione cruciale tra la "Germania Nazista" e lo Stato Ebraico. Il Terzo Reich fu una breve fase della storia tedesca. Rimase al potere per 12 anni, tra il 1933 e il 1945. Una volta sconfitto, i tedeschi tornarono a essere tedeschi. Ebbero l'opportunità di dissociarsi da un breve capitolo del loro passato.

Questo non accadrà allo Stato Ebraico e all'eredità che ci lascia. Il Genocidio e la cruda Barbarie perpetrati dallo Stato che si definisce "Stato Ebraico": uno Stato che afferma di essere guidato dalla chiamata ebraica, dalla promessa di Dio e si ispira alla cultura Razzista tribale, sono ora legati al popolo eletto da Dio fino alla fine della storia. Non c'è nulla che si possa fare al riguardo, né ora né in futuro.

Io, da parte mia, ho fatto del mio meglio per impedire questo esito. L'8 ottobre 2023, ho scritto che il trauma collettivo israeliano vissuto il giorno prima era l'ultima opportunità per la tribù di porgere l'altra guancia e, naturalmente, di imparare finalmente ad amare il prossimo nonostante il dolore e la rabbia.

Ovviamente non ha funzionato...

Gilad Atzmon è uno scrittore e musicista israeliano naturalizzato britannico di musica jazz, ed un attivista anti-sionista. Attualmente vive a Londra.

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=24713219308271637&id=100000307309319


Guarda "L’OCCIDENTE VORREBBE SMEMBRARE LA RUSSIA" su YouTube

Guarda "Disgelo India-Cina, Gabellini: “Evento storico sottovalutato dai media; il ruolo della Russia”" su YouTube

Il nostro Paese non lancia bombe contro altri Popoli, né manda migliaia di aerei a bombardare città; il nostro Paese non possiede armi nucleari, né armi chimiche, né armi biologiche.
Abbiamo invece decine di migliaia di nostri scienziati e medici su cui conta il nostro Paese, sono stati educati nell'idea di salvare vite. 

(Fidel Castro)


La Russia alza il tiro: "Inaccettabile" la sicurezza dell'Ucraina senza Mosca

La Russia alza il tiro: "Inaccettabile" la sicurezza dell'Ucraina senza Mosca Mosca, 22 agosto 2025 — La Russia ribadisce con forza la sua posizione: qualsiasi discussione sulla sicurezza dell'Ucraina che non includa il Cremlino è "assolutamente inaccettabile". Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha alzato il tono dello scontro diplomatico, avvertendo che i tentativi delle nazioni europee di prendere decisioni sulla sicurezza del paese senza la partecipazione di Mosca sono "una strada che non porta da nessuna parte". Una strategia di rallentamento e nuove richieste Le ultime dichiarazioni di Lavrov sembrano un chiaro tentativo di rallentare o far deragliare i colloqui di pace in corso tra il presidente russo, Vladimir Putin, e l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il diplomatico russo ha messo in discussione l'intera iniziativa europea sulle garanzie di sicurezza, definendola "utopica". In particolare, Lavrov ha dichiarato che il dispiegamento di qualsiasi forza militare straniera in Ucraina—il punto centrale delle proposte europee—sarebbe "assolutamente inaccettabile" per la Russia. Ha accusato gli stati europei di voler "esacerbare" le tensioni, creando un'alleanza "anti-russa" con "intenzioni aggressive" verso il suo paese. Secondo Lavrov, queste discussioni sono solo un ulteriore tentativo di "infliggerci una sconfitta strategica" e di "indebolire" i colloqui di pace. La Coalizione dei Volenterosi e il ruolo di Trump Le dichiarazioni di Lavrov seguono quelle del presidente Trump, che aveva affermato come il presidente Putin avesse accettato "le garanzie di sicurezza per l'Ucraina". Tuttavia, non è mai stato chiarito cosa intendesse Putin, e ora la Russia sta modificando pubblicamente le sue condizioni. Nel frattempo, le nazioni europee, pur esitando, si preparano a inviare truppe. Dieci dei trentuno membri della "Coalizione dei Volenterosi" si sono detti pronti a schierarsi, anche se la maggior parte non ha ancora specificato la portata del proprio contributo. Il Regno Unito, tra i più propositivi, ha chiarito che le sue truppe opereranno dietro le linee del fronte, in ruoli di supporto come la logistica e l'addestramento. Donald Trump ha suggerito che il pattugliamento aereo, affidato all'USAF per la sua superiorità tecnologica, sarà l'ambito principale di applicazione della potenza americana per far rispettare un eventuale accordo di pace. 2025-08-22 01:05:36 4437348 EST Gnews,Politica Estera https://agenparl.eu/2025/08/22/la-russia-alza-il-tiro-inaccettabile-la-sicurezza-dellucraina-senza-mosca/  

Donbass: Fsb russo arresta 2 agenti ucraini accusati di pianificare attentati terroristici

NOVA0046 3 EST 1 NOV Donbass: Fsb russo arresta 2 agenti ucraini accusati di pianificare attentati terroristici Mosca, 22 ago - (Agenzia_Nova) - Il Servizio di sicurezza federale della Federazione Russa (Fsb) ha annunciato di aver arrestato due agenti dell'intelligence militare ucraina nella repubblica popolare di Donetsk, accusati di essere coinvolti in due attentati con autobomba avvenuti nel 2024 e nella pianificazione di nuovi attacchi terroristici. Lo ha riferito il Centro relazioni pubbliche dell'Fsb, precisando che i due sospetti, cittadini russi nati nel 1987 e nel 1997, hanno confessato. Secondo la ricostruzione dell'Fsb, i due sarebbero coinvolti nelle esplosioni che a marzo e dicembre 2024 hanno colpito le auto di un funzionario del governo regionale di Kherson e di un ex alto dirigente del Servizio penitenziario federale della Russia nella repubblica popolare di Donetsk. I due stavano inoltre preparando attentati contro il capo di un'amministrazione municipale della repubblica popolare di Donetsk e il comandante di un battaglione di volontari impegnato nell'"operazione militare speciale". Uno degli arrestati, residente a Donetsk, sarebbe stato reclutato dall'intelligence ucraina nel 2022. Il suo ruolo, secondo l'Fsb, era quello di organizzare attacchi terroristici, reperire esecutori e consegnare esplosivi, mantenendo i contatti con Kiev tramite Telegram. Il secondo uomo, nato nel 1997, avrebbe effettuato missioni di ricognizione a Mosca nel 2023 su incarico dei servizi ucraini, tra cui l'identificazione dell'abitazione di un giornalista russo. Contro i due arrestati sono stati avviati procedimenti penali per alto tradimento, terrorismo e traffico illecito di esplosivi. Entrambi sono attualmente in custodia. (Rum)  

- Raid ucraino su oleodotto. Ungheria, 'ci vogliono in guerra'

Raid ucraino su oleodotto. Ungheria, 'ci vogliono in guerra' Colpito il Druzhba. Porta greggio russo a Ungheria e Slovacchia (ANSA) - MOSCA, 22 AGO - "Un altro attacco alla sicurezza energetica del nostro Paese, un altro tentativo di trascinarci in guerra". Così il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha denunciato un nuovo attacco ucraino della scorsa notte contro una stazione di pompaggio dell'oleodotto Druzhba (Amicizia), che porta petrolio russo in Ungheria e Slovacchia. Il raid è stato rivendicato dalle forze di Kiev, secondo quanto scrive sul suo sito l'agenzia Reuters. "Nella notte - scrive Szijjarto su Facebook - abbiamo ricevuto la notizia che l'oleodotto dell'Amicizia, al confine tra Russia e Bielorussia, è stato ripetutamente attaccato, per la terza volta in breve tempo. Il trasporto di petrolio greggio in Ungheria è stato fermato di nuovo!". "Non funzionerà, continueremo a sostenere gli sforzi per la pace e tutelare i nostri interessi nazionali con tutte le nostre forze!", aggiunge il capo della diplomazia di Budapest. In una lettera citata dall'agenzia russa Tass, lo stesso Szijjarto e il ministro degli Esteri slovacco, Juraj Blanar, hanno chiesto alla Commissione europea di fare pressioni su Kiev perché metta fine a questi attacchi. "Senza questo oleodotto le forniture (energetiche) sicure ai nostri Paesi sono semplicemente impossibili", affermano i due ministri. (ANSA).
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@veritaswebb COSA SIGNIFICA DAVVERO SOSTENERE L'UCRAINA?#shorts #news #italy #global #europe ♬ suono originale - veritaswebb
@grillfacile Dopo l'ennesima offesa di Trump a noi europei sono già pronti i nuovi PREMI NOBEL... #donaldtrump #giorgiameloni #dazi #satira #satirapolitica #monologo #sergiogiuffrida ♬ suono originale - Sergio Giuffrida
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@mexicanoinside Ho subito un vile atto vandalico, Qualcuno mi ha bucato le gomme della macchina per via di alcuni adesivi con la bandiera Palestinese 🇵🇸 #roma #palestina #degrado #giubileo ♬ suono originale - Claudio F. Nicolas

la canzone “За Тебя РодинаМать”( A te Madre- Patria) per la GIORNATA DEL TRICOLORE RUSSO

 


Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha annunciato una mobilitazione di massa a causa della minaccia di attacchi da parte degli Stati Uniti.

 







E ora la stampa di regime?

 

Corte di Giustizia Tributaria 2025 - Sentenza storica: IRPEF da rimborsare al pensionato, dubbi su militari e polizia

 

Gli Stati Uniti hanno smesso di condividere con i partner occidentali nell'alleanza "Cinque occhi" informazioni di intelligence riguardanti i negoziati di pace sull'Ucraina.

 

 

 

Giovani in fuga dall'arruolamento nelle Forze di polizia - Logudoro live

 

Taser sotto accusa. Il dibattito sulla sicurezza e le responsabilità politiche - OK!Mugello

 

Taser, due morti in 24 ore. MOSAC: "Lo Stato assolve sé stesso e accusa chi è in prima linea"