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lunedì 20 febbraio 2017

ANSA/ Vendono fedi nuziali per vivere, colletta per ricomprarle


ANSA/ Vendono fedi nuziali per vivere, colletta per ricomprarle


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ANSA/ Vendono fedi nuziali per vivere, colletta per ricomprarle
Iniziativa parroco Rovigo che rilancia 'ora manca un lavoro'
(di Rosanna Codino)
(ANSA) - ROVIGO, 20 FEB - Una coppia di Rovigo vende le fedi
nuziali travolta dai problemi economici, ma la generosita' dei
parrocchiani insieme all'intraprendenza di un parroco che avvia
una colletta via Facebook riescono a compiere il miracolo: da
sabato sono tornate a luccicare sugli anulari dei due.
Protagonisti della vicenda Diego, 48 anni, disoccupato da
quattro, e la moglie, che lavora saltuariamente come
collaboratrice domestica.
Hanno due figli, ma da quando l'uomo ha perso il lavoro le
cose si sono fatte di giorno in giorno piu' difficili. Al punto
che non esitano a vendere il simbolo d'oro della loro unione pur
di raggranellare qualche soldo. Diego racconta a un amico con un
filo di vergogna e tanto dispiacere la scelta di privarsi delle
fedi, senza fare i conti con don Gianni Vettorello, parroco di
San Bortolo e cappellano della Polizia, che decide di lanciare
una colletta sulla sua pagina Facebook.
In pochi giorni il gruzzoletto necessario viene messo
insieme, grazie anche alla generosita' di alcuni terremotati
dell'Abruzzo che dirottano per questa causa i fondi economici
destinati a loro. Quando pero' la coppia si presenta, soldi alla
mano, a recuperare gli anelli fa un'amara scoperta: sono gia'
stati fusi. A quel punto don Gianni decide di acquistarne due di
nuovi, che dona alla famiglia. "In queste fedi - spiega nella
foto diffusa attraverso internet - e' racchiusa la generosita' di
chi ha voluto donare oggetti in oro per realizzarle, di chi ha
voluto contribuire con la propria offerta, di chi le ha
realizzate e di chi si e' impegnato per garantire e far fronte ad
eventuali spese aggiuntive".
Visto il buon esito della catena di solidarieta', il parroco
adesso rilancia e prova ad alzare ulteriormente la posta. "Sono
perfettamente cosciente che sto chiedendo la cosa piu' difficile
da realizzare - dice -. Le fedi sono tornate, i generi
alimentari sono arrivati, le offerte in denaro sono state
recapitate, mancherebbe solo la cosa piu' importante e decisiva
per questa famiglia bisognosa: 'un lavoro'. Il lavoro e' dignita',
il lavoro e' salute ed armonia, il lavoro e' poter uscire al
mattino a testa alta e poter ritornare alla sera, stanchi, ma
orgogliosi per aver messo sul tavolo il pane, non frutto di
elemosina, ma frutto del proprio lavoro". Un futuro
occupazionale per Diego potrebbe rappresentare un nuovo inizio
per l'intera famiglia. "Anche i figli si accorgeranno - conclude
don Gianni - che quel pane ha un profumo e un sapore diverso; il
sapore della dignita' riconquistata. Io ci credo". (ANSA).
CO
20-FEB-17 17:08 NNNN