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venerdì 27 marzo 2020

ANSA/ Giorno piu' nero,quasi mille morti.Superati contagi Cina

VENERDÌ 27 MARZO 2020 20.24.02


>>>ANSA/ Giorno piu' nero,quasi mille morti.Superati contagi Cina

ZCZC1582/SXA XCI35541_SXA_QBXB R CRO S0A QBXB >>>ANSA/ Giorno piu' nero,quasi mille morti.Superati contagi Cina Aumento malati 'stabile' al 7%. Iss: ok misure,crescita rallenta (di Matteo Guidelli e Luca Laviola) (ANSA) - ROMA, 27 MAR - Il giorno piu' nero dell'Italia, 969 morti in 24 ore che che fanno salire il totale a 9.134, coincide con un record che solo un mese fa era impensabile e che da' la dimensione della catastrofe: il numero complessivo dei contagiati nel nostro paese ha superato quello della Cina. 86.498 sono gli italiani che hanno contratto il virus mentre i cinesi sono 81.897; ma il gigante asiatico ha un miliardo e mezzo d'abitanti e noi siamo solo 60 milioni. Ancora una volta e' la Lombardia a far schizzare i numeri verso l'alto: dei 969 morti, 541 - dunque piu' del 50% - sono nella regione che sta pagando il prezzo piu' alto, con le province di Brescia e Bergamo travolte dai decessi. Nella tragedia, pero', c'e' un dato che lascia intravedere uno spiraglio di luce: anche oggi la curva di crescita dei nuovi malati - se ne sono registrati 4.401 che portano il totale a 66.414 - e' rimasta 'stabile' e in linea con i giorni precedenti. Dal 23 marzo, infatti, l'incremento giornaliero dei malati oscilla tra il 7 e l'8%, mentre una settimana fa si attestava attorno al 13-15%. Percentuali e numeri che fanno dire sia al presidente dell'Iss Silvio Brusaferro sia a quello del Consiglio Superiore di Sanita' Franco Locatelli che siamo di fronte ad un "rallentamento della crescita". "Stiamo osservando segnali chiari di efficacia delle misure di contenimento, ma non bisogna deflettere dalle misure di distanziamento sociale" dicono gli esperti rendendo poi ufficiale quello che ormai hanno gia' capito tutti gli italiani: il 3 aprile non finira' la quarantena del paese. "Sara' inevitabile, non siamo in una fase marcatamente declinante ma in una fase di contenimento". Ed anche dopo, quando la curva iniziera' a scendere, bisognera' immaginare "alcuni mesi in cui adottare misure attente". Ci vorra' tempo, dunque. Nel frattempo la sfida piu' immediata e' ancora quella di rinforzare piu' possibile le terapie intensive. Perche', ormai e' evidente, e' un rischio concreto quello di non riuscire piu' a garantire a tutti un'assistenza adeguata. Il commissario Domenico Arcuri ha promesso che il numero dei respiratori "crescera' fortemente nei prossimi giorni" e ha annunciato che saranno i militari, con camion ed elicotteri, a distribuire i materiali sanitari in modo da accelerare i tempi di consegna. E pero' non e' ancora chiaro quanti finora ne sono stati consegnati alle Regioni, che continuano a protestare: Arcuri oggi ha parlato di 242 ventilatori consegnati negli ultimi 2 giorni e 9,6 milioni di mascherine. Qualche giorno fa aveva poi fornito altri numeri: 825 ventilatori consegnati dall'inizio dell'emergenza al 23 marzo. Ma manca il dato complessivo, perche' questi numeri non tengono conto dei ventilatori acquistati da Consip - nei confronti della quale Arcuri ha negato vi siano frizioni ringraziando per quanto fatto finora - e di quelli acquisiti direttamente dalla protezione civile. Quello che invece e' chiarissimo e' che sono ancora pochi rispetto alle esigenze. Per questo il commissario ha invitato le Regioni a provvedere direttamente agli acquisti definendo quelli dello Stato come "complementari e in qualche modo suppletivi". Ma era stato proprio il governo all'inizio dell'emergenza a volere la centralizzazione degli acquisti. Intanto gli italiani sembrano aver finalmente recepito l'indicazione di spostarsi solo per casi di estrema necessita', probabilmente anche grazie all'aumento delle sanzioni per chi viola i divieti. Le denunce sono calate dalle 8.300 di martedi' alle 5.800 di mercoledi' - primo giorno di validita' del decreto - alle 1.700 di ieri, 129 delle quali a persone che hanno violato la quarantena. Dal Viminale sono poi partite nuove indicazioni ai prefetti: viene ribadito che i sindaci non possono adottare ordinanze in contrasto con le misure statali e si ricorda ai rappresentanti del governo sul territorio che possono imporre lo svolgimento di attivita' essenziali e di pubblica utilita' nel caso in cui vi sia un rifiuto da parte del titolare. (ANSA) GUI-LAL 27-MAR-20 20:23 NNNN

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