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venerdì 21 ottobre 2022

Rapporto Mafie nel Lazio: 'ndrangheta in ascesa

 

VENERDÌ 21 OTTOBRE 2022 13.30.54

Rapporto Mafie nel Lazio: 'ndrangheta in ascesa

Rapporto Mafie nel Lazio: 'ndrangheta in ascesa Rapporto Mafie nel Lazio: 'ndrangheta in ascesa Il salto di qualità nell'agire mafioso Roma, 21 ott. (askanews) - "Una molteplicità di forme criminali che ormai caratterizza il contesto criminale laziale rendendolo unico rispetto ad altre regioni considerate non a tradizionale presenza mafiosa. E' una espansione del modello culturale-criminale delle mafie, un modello mafioso produce un inquietante effetto emulativo anche sulle altre organizzazioni criminali". Così Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, nel presentare questa mattina insieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presso la Camera di Commercio di Roma, il VI° e il VII° Rapporto "Mafie nel Lazio. Un lungo incontro per fare il punto sul fenomeno nel territorio laziale presenti Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma, Ilaria Calò, Procuratrice Aggiunta della Direzione Distrettuale Antimafia-Roma, Colonnello Roberto Prosperi, Comandante del Gruppo Analisi e Relazioni Operative del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della GdF, Colonnello Gianluca Valerio, Vice Comandante del ROS, Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. Il volume presentato è il resoconto, rigoroso e documentato, delle principali inchieste giudiziarie sulle organizzazioni criminali nel Lazio relativo al periodo 2020/primo semestre 2022. Nelle indagini prese in esame in queste due edizioni del Rapporto emergono con maggiore chiarezza alcune caratteristiche sulla dinamicità delle famiglie mafiose: un'evoluzione storica del modello, un salto di qualità nell'agire delle mafie tradizionali nel Lazio che va dalla "testa di ponte", ossia dal mero investimento in attività commerciali, alla delocalizzazione delle strutture criminali, fino alla stabilizzazione della cellula con l'importazione nel Lazio del metodo mafioso, come dimostra la scoperta della prima "locale" di 'ndrangheta istituita all'interno della città di Roma, come propaggine della mafia calabrese. Non c'è infatti un soggetto in posizione di forza e quindi di preminenza sugli altri, ma sullo stesso territorio convivono e interagiscono diverse organizzazioni criminali: innanzitutto gruppi che costituiscono proiezioni delle mafie tradizionali, con la ndrangheta dotata senza dubbio di maggiore potenza militare ed imprenditoriale. Insieme a queste proiezioni sullo stesso territorio coesistono, inoltre, gruppi criminali autoctoni che danno vita a vere e proprie associazioni mafiose e anche organizzazioni che, pur non rientrando nel profilo penale del 416 bis, sono egualmente pericolose perché accomunate dall'utilizzo del metodo mafioso. Da una parte le mafie tradizionali, dall'altra i gruppi romani autoctoni; ad accomunarli la ricerca di relazioni per contaminare il tessuto economico. Tali differenti realtà si trovano a interagire tra loro. Negli ultimi anni, infatti, si sono registrate delle joint venture per condurre singoli affari, ma anche spartizioni per attività e territorio con capacità di dirimere delle controversie, con soggetti di prestigio utilizzati come arbitri per trovare una soluzione. Sono elementi che fanno ipotizzare una costante contaminazione ed evoluzione tra i gruppi autoctoni e quelli che agiscono per conto delle grandi mafie italiane e anche straniere. La 'ndrangheta gioca un ruolo determinante nelle dinamiche criminali romane, dal narcotraffico internazionale sino al reinvestimento dei capitali illeciti. (segue) Bet 20221021T133047Z

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