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venerdì 3 gennaio 2014

(ER) UNO BIANCA. ZECCHI: ASSASSINI STANNO BENE, RESTINO IN CELLA



(ER) UNO BIANCA. ZECCHI: ASSASSINI STANNO BENE, RESTINO IN CELLA
DOMANI CERIMONIA PILASTRO; UDC SPERA IN MAURO PER MEDAGLIA AI CC

(DIRE) Bologna, 3 gen. - "Cosa chiediamo? Che gli assassini
restino in carcere". E' l'appello che Rosanna Zecchi, presidente
dell'associazione delle vittime della Uno Bianca, ribadisce alla
vigilia del 23esimo anniversario della strage del Pilastro: il 4
gennaio del 1991 in via Casini, nella periferia bolognese, la
banda dei fratelli Savi uccise tre Carabinieri (Otello Stefanini,
Andrea Moneta e Mauro Mitilini). Quell'evento, come ogni anno,
verra' ricordato domani con una messa celebrata nella chiesa di
Santa Caterina e poi con una deposizione di fiori al monumento
dedicato alle vittime. Alla commemorazione parteciperanno il
sindaco Virginio Merola, la presidente ed il vicepresidente della
Provincia, Beatrice Draghetti e Giacomo Venturi, oltre ad una
delegazione del Pd guidata dal segretario Raffaele Donini.
Per Zecchi, la convinzione che i killer della Uno Bianca non
debbano lasciare il carcere si e' rafforzata negli scorsi mesi,
quando la presidente dell'associazione ha avuto l'occasione di
rivedere di persona i Savi, a Rimini, in occasione di alcune
udienze del processo a Tamas Somogyi, l'ungherese accusato di
aver fornito le armi alla banda: a giugno Fabio, poi a novembre
Roberto ed Eva Mikula. Lei "tutta elegante", mentre i due
fratelli "stanno bene, sono anche ingrassati. Erano sprezzanti,
non c'hanno neanche guardato in faccia. Noi sembravano delle
nullita' in confronto a loro e questo ci ha dato molto fastidio",
racconta Zecchi. Roberto, in particolare, "ha solo i capelli
bianchi- racconta la presidente dell'associazione- per il resto
e' uguale a come l'avevo visto 20 anni fa, in Tribunale, a
Bologna": evidentemente "ci sono carceri in cui si sta male, ma
loro invece stanno bene". Intanto, a Marino Occhipinti
"continuano a dare dei permessi premio- aggiunge Zecchi- lo so
per certo".(SEGUE)
(Pam/ Dire)
18:08 03-01-14

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(ER) UNO BIANCA. ZECCHI: ASSASSINI STANNO BENE, RESTINO IN CELLA -2-


(DIRE) Bologna, 3 gen. - "Noi siamo davvero le vittime", aggiunge
la vedova di Primo Zecchi, ucciso nel 1990 per aver annotato il
numero di targa di un'auto usata dalla banda. "Ci hanno fatto
troppo male" e ogni anno che passa "per noi e' una botta, mentre
per loro- continua Zecchi- e' come se non fosse successo niente.
E' come se avessero cancellato tutto quello che hanno fatto,
evidentemente e' cosi' altrimenti come potrebbero conviverci?".
Zecchi, infine, non entra nel merito della vertenza con il
Governo condotta da Paolo Bolognesi, presidente dei familiari
delle vittime della strage del 2 agosto 1980, sul fronte dei
risarcimenti e dei vitalizi: "Noi siamo a posto, non abbiamo
problemi su questo punto. I risarcimenti ci sono stati
riconosciuti in Tribunale e la legge 106 e' ci e' stata
riconosciuta a tutti".
Nel frattempo, pero', l'Udc torna a ribadire la richiesta di
conferire la Medaglia d'oro al valor militare ai Carabinieri
uccisi. "Nei giorni scorsi- riferisce il capogruppo in Provincia,
Mauro Sorbi- sono riuscito a contattare il ministro della
Difesa", Mario Mauro. "Rivolgemmo analogo appello lo scorso anno
al ministro Annamaria Cancellieri, senza ottenere alcun cenno. In
ottobre- continua Sorbi, in una nota- inviammo una lettera
appello a Mauro per informarlo e lo stesso, con la sua indiscussa
sensibilita', ha interloquito con noi e ci fa sperare in un suo
interessamento rispetto alla nostra richiesta". Per Sorbi, "e'
giunto il momento che lo Stato superi il proprio imbarazzo
perche' anche gli assassini erano persone appartenenti ad
un'altra Forza dell'ordine". Anche per l'Udc, infine, ai Savi non
va concesso alcun beneficio: "Sarebbe uno spregio, in primis ai
genitori dei Carabinieri e ai cittadini che hanno bisogno di
credere, oggi piu' che mai, che le pene debbono essere
interamente scontate".
(Pam/ Dire)

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