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domenica 24 luglio 2022

I RESPONSABILI; DI CHE? ( a cura di Enrico Corti)

 


CONCESSA LIBERATORIA DA PARTE DELL'AUTORE



I RESPONSABILI; DI CHE?

Contrariamente al “tutto va bene Madama la Marchesa“ strombazzato dalle falsità di propagandistiche di regime; dai dati ISTAT sappiamo che dopo 18 mesi dl Governo Draghi le conseguenze per gli italiani sono esemplarmente state; inflazione 2022 in Italia al 9,3%, mentre in Giappone è al 2,4% e in Russia al 5,6%; lavoratori occupati. su 17.864.078 ben 3.028.066 (17%) lo sono a temo indeterminato e 4.600.000 (14,5%) sono a contratto IVA, (in totale i precari assommano a 7.628.066, pari al 42,7% del totale), a ciò si aggiunge che rispetto alla loro forza lavorativa le donne occupate sono solo il 49%; la disoccupazione giovanile è al 38%; migliaia di aziende italiane si sono trasferite all’estero dando lavoro a più di 800.000 lavoratori; 850 aziende italiane sono state vendute a oligarchi stranieri; il salario dell’operaio italiano negli ultimi 30 anni è diminuito del 3%, mentre in Francia è aumentato del 31,10 %; dai dati di Wall Strett in Francia il salario medio annuale dell’operaio è di 10.000 Euro superiore a quello italiano, nell’ultimo anno il monte salari italiano ha perso 40 miliardi di Euro, sceso così  tra i più bassi d’Europa; tutte le riforme invise alla destra sono state rinviate negli anni futuri; l’evasione fiscale italiana si conferma la più alta; il tasso sul danaro è stato alzato di 50 punti (BCE); ecc. ecc.

Le responsabilità sono queste; ciò è stato possibile anche per la gran cassa mediatica che da tempo accompagna il conformismo conservatore dei padroni del vapore del libero mercato, in primis difensori solo del loro affarismo; le provate vere cause della disfatta non sono mai messe in dubbio e stanno alla radice del sistema delle disuguaglianze; ci hanno messo del proprio anche giornalisti top di “sinistra“, democratici atlantisti.

            Commentando il caso Luigi Di Maio, Corrado Augias ha difeso il comportamento del moderno voltagabbana, giudicandolo un vero politico in quanto, anziché vociare nelle piazze, ha compreso che la politica si fa nel palazzo, scegliendo con chi stare e conseguentemente che fare; un classico detto da un giornalista Rai dalla pancia piena dal compenso annuo di 300.000 Euro  e dalla testa piena di onde atlantiche; le quali lasciano all’asciutto l’operaio dal salario annuo di 15.000 Euro,  percepite quando ha la fortuna d’avere un lavoro. Il tutto camuffato dalla frase ipocrita di Augias; “io non faccio politica “.

            Un altro giornalista che si riteneva un non politico schierato per non metterci la sua vera faccia, è stato Eugenio Scalfari (pace allo spirito suo); negli anni 70 aizzò i neonati Consigli di Fabbrica contro le Confederazioni Sindacali perché, a suo dire, queste non erano costituzionalmente abilitate a discutere di riforme quali pensioni; sanità; scuola; ecc. in quanto a suo dire di competenza solo dei partititi, (era per un sindacato all’americana tipo “Fronte del Porto“.) Pertanto non è mai stato un giornalista; ma un camuffato leader politico anticomunista.

La sua stima nei confronti di Enrico Berlinguer non aveva nulla a che vedere con le idealità; l’apprezzamento nasceva innanzitutto per le forti qualità morali del leader dl Pci; rafforzata da due scelte politiche volute dal capo dei comunisti italiani; 1°, il fallito tatticismo dell’anti coerente compromesso storico; 2°, la rottura con il Patto di Varsavia con la scelta dell’ombrello Nato; origini queste di tutti i mali che hanno poi colpito la sinistra italiana e la pace nel mondo.

Dal lato istituzionale internazionale, la rappresentante yankee in Europa Ursula von der Leyen non sa che la Russia è una Stato Europeo, pertanto lo considera un nemico da annientare per conto Usa con le sanzioni economiche e con l’invio di armi all’Ucraina; per poi lamentarsi se viene pagata con la stessa moneta.

Per le crisi energetiche e alimentari di prima necessità, si presume l’arrivo di un inverno catastrofico; pagheranno soprattutto i lavoratori consumatori. in queste infernali prospettive; Berlusconi, Salvini e la Meloni hanno gettato la maschera dei “responsabili“, indossando quella vera elettoralistica per la sondaggistica previsione della conquista del regime di potere. La commedia all’italiana si è trasformata trasformando in farsa drammatica; dall’esaltazione di Draghi al suo siluramento; i propagandisti della responsabilità come sempre mentono sulle vere responsabilità che il loro sistema ha avuto nel portarci alla catastrofe.

Ancora una volta da buon vetero democristiano ci sta provando Enrico Letta a ritessere la ricucitura per un “rinnovato campo di interesse nazionalistico; recuperando il geniale progetto Draghi. A chi ha l’ardire di chiedersi come può essere capo del partito, che fu dei lavoratori, un tipo dal più alto compenso tra i parlamentari; si risponderà sicuramente; “taci vetero antimodernista nemico della libertà “.

 Questi meritano una sberla; un sonoro ceffone; da appioppare sconfiggendo l’assenteismo, causato dalla maggioranza degli attuali partiti, attraverso una partecipazione di massa al voto degli arrabbiati e degli indifesi; votate chi volete; purché non siano ciarlatani destrorsi; ivi compresi coloro che ultimamente, da soli, hanno votato in Parlamento la fiducia a Draghi.

Per la sua efficacia strutturale, l’auspicato ceffone elettorale dev’essere accompagnato da un minimo di dignità politica; ci si augura gli intellettualmente onesti si impegnino a tirare, ora e dopo, i fili dell’ingarbugliata matassa.

Enrico Corti - 23 luglio 2022    --


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