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giovedì 15 marzo 2012

IL GOVERNO NELL’ARMONIZZARE I TRATTAMENTI PENSIONISTICI RISPETTI LA SPECIFICITÃ? DELLE FORZE DI POLIZIA, ALTRIMENTI MIGLIAIA DI OPERATORI E FAMILIARI MANIFESTERANNO IL PROPRIO DISSENSO NELLE PIAZZE.








COMUNICATO STAMPA

IL GOVERNO NELL’ARMONIZZARE I TRATTAMENTI PENSIONISTICI RISPETTI LA SPECIFICITÃ? DELLE FORZE DI POLIZIA, ALTRIMENTI MIGLIAIA DI OPERATORI E FAMILIARI MANIFESTERANNO IL PROPRIO DISSENSO NELLE PIAZZE.

Con il trattamento ricevuto con le ultime manovre finanziarie, il Comparto Sicurezza ha già sopportato gravi tagli alle retribuzioni ed alle indennità .

Non accetteremo, per l’ennesima volta, l’imposizione di misure radicali ed inique in materia di trattamenti pensionistici, che si rifletterebbero drasticamente su categorie di personale che, in peculiari condizioni d’impiego e di status, rischia la propria vita per garantire la sicurezza della collettività .

Uno status d’impiego con qualifiche di polizia giudiziaria a carattere permanente che impone l’obbligo di disponibilità e reperibilità nell’arco dell’intera giornata, nonché l’obbligo d’intervenire anche al di fuori dell’orario di svolgimento del proprio turno di lavoro, per prestare soccorso o per prevenire o reprimere la commissione di reati.

Le specifiche condizioni d’impiego, temporali e di luogo, aggravati dai fattori di stress, fanno sì che la maggior parte degli operatori della sicurezza dopo circa dieci /quindici anni risultino affetti da varie patologie croniche, le cosiddette malattie professionali le quali, a causa delle carenze di risorse, spesso non vengono nemmeno riconosciute dipendenti dal servizio.

La peculiarità del rapporto d’impiego, inoltre, impone agli operatori la consueta limitazione di diritti costituzionali od esigibili normalmente garantiti a tutti i cittadini.

Ne sono un chiaro esempio il divieto di costituire partiti politici, di costituire o aderire ad organizzazioni sindacali o professionali di categoria, la disapplicazione costante della Legge 104/92 a tutela dei familiari disabili, della Legge 151/01 a tutela della maternità e paternità , il divieto di prestare servizio nella stessa città ove svolgono un’attività industriale, commerciale o professionale i propri parenti.

Per queste ragioni, è assolutamente inaccettabile la paventata volontà del Governo di voler conformare i trattamenti pensionistici del Comparto Sicurezza a quelli del Pubblico Impiego.

Qualora non vi fosse, pertanto, da parte del Governo, la disponibilità ad un sereno confronto con i Co.Ce.R e con le OO.SS., che origini dalla convinzione di trovarsi a riformare il sistema pensionistico del personale di un settore vitale e strategico dello Stato e con delle specificità d’impiego uniche nel suo genere, ci vedremo costretti a manifestare tutto il nostro dissenso in tutte le sedi istituzionali, nonché portando migliaia di finanzieri e familiari nelle piazze, unitamente ad altri lavoratori del comparto.

Roma, 09 marzo 2012
IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

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