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venerdì 15 aprile 2022

UCRAINA, CALO' (ANPI SUD): BANALE ACCOMUNARE RESISTENZA A QUELLA ITALIANA

 

VENERDÌ 15 APRILE 2022 20.01.58

UCRAINA, CALO' (ANPI SUD): BANALE ACCOMUNARE RESISTENZA A QUELLA ITALIANA (1)

9CO1276168 4 EST ITA R01 UCRAINA, CALO' (ANPI SUD): BANALE ACCOMUNARE RESISTENZA A QUELLA ITALIANA (1) (9Colonne) Roma, 15 apr - "Più che differenza tra le due resistenze si tratta di un diverso contesto storico, sociale e culturale". Ai microfoni di iNews24 Vincenzo Calò, responsabile Anpi Area Sud, spiega perché la Resistenza italiana non va accomunata con quella ucraina. "È troppo banale pensare di accomunarle tutte con un solo termine. Sennò dovremmo associare la Resistenza italiana a quella dell'Afghanistan, dell'Iraq o della Libia. Altrimenti dove sta la differenza, in chi dichiara guerra? Quindi dovremmo entrare nella logica che alcune guerre sono giuste perché esportano la democrazia e altre no perché sono di occupazione? Rispetto all'invasione dell'Ucraina è evidente che c'è la violazione dell'autonomia di uno Stato e che è una guerra di invasione. Questo l'abbiamo denunciato. Ma non spetta a noi fare l'analisi storica". La Resistenza italiana, spiega Calò, "è stata di un popolo che l'ha fatta con e senza le armi prima durante il periodo fascista e poi dopo, quando ha avuto il suo sbocco con la guerra. È semplicemente un'analisi di buonsenso e per non fare una sciocca contrapposizione tra resistenze. Non è in discussione che in questo conflitto c'è chi occupa e chi è occupato, chi resiste e chi invade. Però la semplificazione lessicale non aiuta perché la soluzione è la pace. Dobbiamo piuttosto chiederci qual è l'obiettivo e qual è lo strumento. Il primo è la pace e mi pare che il fronte in Italia sia ampio e l'Anpi ne faccia parte. Ma lo strumento qual è, l'uso indiscriminato delle armi? Questa è la logica che sancisce una differenza, non altro". (SEGUE) 152001 APR 22 

VENERDÌ 15 APRILE 2022 20.03.57

UCRAINA, CALO' (ANPI SUD): BANALE ACCOMUNARE RESISTENZA A QUELLA ITALIANA (2)

9CO1276169 4 POL ITA R01 UCRAINA, CALO' (ANPI SUD): BANALE ACCOMUNARE RESISTENZA A QUELLA ITALIANA (2) (9Colonne) Roma, 18 apr - Il metodo di inviare le armi all'Ucraina, secondo Calò, "non sembra che stia portando alla pace. O sbaglio? L'uso delle armi è sbagliato in generale, quindi è sciocco parlare solo dell'Ucraina. La diplomazia si realizza attraverso azioni concrete e con quest'ultima si può avviare un reale percorso di pace. Non è da oggi che vengono armati gli eserciti, nella fattispecie anche l'Ucraina. Ricordo che già prima dell'invasione russa c'erano conflitti anche lì. E l'Anpi non dice da adesso che armare i Paesi, inasprisce i conflitti. Il problema è l'uso delle armi, non a chi vengono date, è una questione di buonsenso". Inoltre, sull'accusa ad Anpi di essere stata "morbida" nei confronti di Mosca e sull'eccidio di Bucha, Calò afferma: "Mi chiedo perché l'Anpi sia stata "morbida". Cosa ha fatto di diverso rispetto a chi ha condannato e denunciato l'aggressione russa e ha precisato che questa guerra viola l'autonomia dello Stato ucraino. Da questo punto di vista non c'è nessun tentennamento da parte dell'Anpi". E su Bucha: "Qual è la posizione morbida? Aver chiesto, di fronte a un fatto oggettivo, cioè un eccidio, di fare chiarezza? Rispetto alla responsabilità non abbiamo motivo di negare che sia opera dei russi. Ma un conto è la comunicazione che ci arriva, quella che viene definita propaganda di guerra, un altro è il lato giuridico: cioè chiedere che ci sia concretamente la definizione dei responsabili". Portare i responsabili dei crimini di guerra in Ucraina in un Tribunale, spiega Calò, vuol dire fare un passo in avanti. E non lo dico solo io, o solo l'Anpi. L'ha detto il capo delle Nazioni Unite, il sottosegretario Gabrielli e tanti altri che chiedono un'assunzione di responsabilità da parte degli organi competenti". 152003 APR 22 

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