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giovedì 22 novembre 2012

DIFFAMAZIONE. CARCERE SOLO PER GIORNALISTI, SALVI I DIRETTORI

DIFFAMAZIONE. CARCERE SOLO PER GIORNALISTI, SALVI I DIRETTORI
SÌ SENATO NORMA BERSELLI (GOVERNO BATTUTO); PD-IDV INSORGONO

(DIRE) Roma, 22 nov. - L'aula del Senato approva (con 122 si',
111 no e 6 astenuti) l'emendamento salva-Sallusti del relatore
Filippo Berselli che esclude per i direttori responsabili dei
quotidiani e dei peridioci il carcere. La pena della reclusione,
nel ddl diffamazione, resta quindi solo per i giornalisti. A
votare si' sono stati Pdl e Lega. Hanno votato contro Pd, Idv,
Udc, Api-Fli. Il governo e' stato battuto perche' aveva dato un
parere 'tecnico' contrario. Il voto e' avvenuto non senza
polemiche perche' alcuni 'pianisti' hanno cercato di entrare in
azione. Tanto che la presidente di turno Rosi Mauro ha
bacchettato i senatori e ha dovuto tenere a lungo aperta la
votazione: "E' una cosa vergognosa che alcuni votino per i
colleghi assenti", ha detto.
L'emendamento stabilisce che un direttore o un vice direttore,
pur essendo chiamato in causa in tribunale per un reato di
diffamazione a mezzo stampa per fatto determinato in concorso con
un suo giornalista, sara' punito solo con la multa da 5 mila a 50
mila euro se non e' l'autore materiale dell'articolo, ossia se
non abbia messo la firma. Per il cronista il giudice invece
potra' decidere tra il carcere fino a un anno o, in alternativa,
la pena pecuniaria.
Silvia Della Monica (Pd), sostenendo "l'assoluta contrarieta'"
del Pd all'emendamento Berselli, parla di "un testo che non solo
contiene errori di carattere tecnico ma e' anche scritto in
violazione di norme costituzionali". Della Monica ha poi
annunciato di non partecipare al voto in dissenso dal gruppo del
Pd che ha votato contro. Non hanno partecipato al voto anche i
suoi colleghi Gerardo D'Ambrosio e Vincenzo Vita. "Il mio e' un
voto in dissenso- spiega D'Ambrosio- perche' io mi rifiuto di
partecpare a un voto come questo. Un legislatore non deve fare
leggi 'ad personam' ma deve legiferare nell'interesse di tutti.
Io mi rifiuto di partecipare a questa che sta diventando una
sceneggiata incredibile. Stiamo legiferando in fretta e furia e
malissimo. Ora Basta".
Anche Francesco Rutelli non ha votato il salva-direttore, ma
per ragioni diverse dal Pd. "Con questa norma- ha detto il leader
Api- c'e' l'impunita', perche' il direttore non sara' piu'
responsabile". I senatori Radicali Marco Perduca, Donatella
Poretti ed Emma Bonino si sono astenuti sottolineando che
l'astensione "equivale a un no". (SEGUE)

(Mar/ Dire)
11:32 22-11-12

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--DIFFAMAZIONE. CARCERE SOLO PER GIORNALISTI, SALVI I DIRETTORI -2-


(DIRE) Roma, 22 nov. - L'emendamento Berselli al ddl
Salva-Sallusti, approvato dall'aula del Senato, apporta modifiche
all'articolo 13 della legge sulla stampa del 1948 stabilendo che
"salva la responsabilita' dell'autore della pubblicazione per il
reato" di diffamazione a mezzo stampa per un fatto determinato
"il direttore o il vice direttore responsabile che abbia
partecipato con questi nella commissione del reato e' punito con
la pena della multa da euro 5.000 a 50.000".
Il comma 2 del testo Berselli stabilisce anche un'attenuante
della multa quando non c'e' dolo: "Il direttore o il vice
direttore responsabile, il quale omette di esercitare sul
contenuto del periodico da lui diretto il controllo necessario ad
impedire che con il mezzo della pubblicazione sia commesso il
reato" di diffamazione a mezzo stampa per fatto determinato "e'
punito, a titolo di colpa, se tale reato e' commesso, con la pena
della multa da 2.000 a 20.000 euro".
Infine si prevede che qualora l'autore dell'articolo "sia
ignoto o non identificabile ovvero sia un giornalista
professionista sospeso o radiato dall'ordine" (ed e' il caso di
Renato Farina, che ha usato lo pseudonimo di Dreyfus per
l'articolo per cui Sallusti e' stato condannato al carcere) la
multa viene ridotta applicando "la pena da 3 mila a 30 mila euro".

(Mar/ Dire)
11:32 22-11-12

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