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venerdì 17 maggio 2013

ANDREOTTI: CASELLI, RISTABILIRE LA VERITA' PROCESSUALE


ANDREOTTI: CASELLI, RISTABILIRE LA VERITA' PROCESSUALE =
IL PROCURATORE AL SALONE DEL LIBRO SUI RAPPORTI TRA MAFIA E
POLITICA

Torino, 17 mag. (Adnkronos) - Giulio Andreotti tra i padri della
Patria? Non e' d'accordo il procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli,
secondo il quale "coloro che hanno nascosto o stravolto la verita'
sull'esito del processo di Palermo ad Andreotti hanno reso un pessimo
servizio alla trasparenza democratica del nostro Paese". E sono molti,
tra politica e mass media, "un esercito trasversale". Caselli
interviene oggi, al Salone del libro di Torino, sul tema dei rapporti
tra politica e mafia, in occasione della presentazione del "Dizionario
Enciclopedico delle Mafie in Italia", edito da Castelvecchi.

"Parlare di assoluzione e' fuori di ogni realta'. Il senatore
Andreotti -ricorda il magistrato all'Adnkronos- era imputato di
rapporti con la mafia. In primo grado c'e' stata assoluzione. In
appello la sentenza del tribunale e' stata parzialmente ribaltata.
Mentre per i fatti successivi il sentore e' stato ancora assolto, per
quelli fino alla primavera del 1980 e' stato dichiarato colpevole, per
aver commesso il reato contestatogli. Il reato e' stato dichiarato
prescritto, ma resta ovviamente commesso. La Cassazione ha poi
confermato la sentenza d'appello anche nella parte in cui si afferma
la penale responsabilita' dell'imputato fino al 1980. Processualmente
e' questa la verita' definitiva".

Ma perche' in Italia esiste questa forma ostinata di
'negazionismo'? "Negare tutte queste verita', documentate da una
sentenza della Cassazione, significa non voler elaborare la memoria di
cio' che e' stato perche' si teme il giudizio storico su come, in una
certa fase, si e' formato almeno in parte il consenso in Italia.
Significa pure legittimare, per il passato, il presente e il futuro,
un modo di fare politica che contempla anche rapporti organici con la
mafia. Significa indebolire la nostra gia' fragile democrazia". La
mafia, insomma, "non e' un interlocutore politico", ribadisce il
procuratore. Non e' e non puo' diventarlo. Mai.

(Rex/Ct/Adnkronos)
17-MAG-13 18:40

NNNN

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