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giovedì 24 aprile 2014

Privacy: Garanti Ue, no a sorveglianza indiscriminata cittadini =


Privacy: Garanti Ue, no a sorveglianza indiscriminata cittadini =
(AGI) - Roma, 23 apr.- La lotta al terrorismo "non puo'
giustificare forme di sorveglianza massiva e indiscriminata
delle comunicazioni dei cittadini europei". Lo hanno ribadito i
Garanti europei per la privacy nell'ultima riunione svoltasi a
Bruxelles, nel corso della quale sono stati approvati una
serie di importanti pareri, tra i quali particolarmente
significativi quello riguardante il controllo delle
comunicazioni elettroniche per scopi di sicurezza nazionale e
quello sulle tecniche di anonimizzazione. (AGI)
Bas (Segue)
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Privacy: Garanti Ue, no a sorveglianza indiscriminata cittadini (2)=
(AGI) - Roma, 23 apr.- Il primo parere nasce dalla necessita'
delle Autorita' di protezione dati europee (Dpa) di dare una
valutazione sul caso Datagate e si sofferma, in particolare,
sull'analisi degli strumenti elaborati finora in ambito Ue per
consentire il trasferimento di dati personali verso gli Usa.
I Garanti Ue rilevano che nessuno di questi strumenti
-"Safe Harbor", clausole contrattuali standard (Scc), regole
vincolanti d'impresa (Bcr) - puo' essere usato per consentire
alle autorita' di un Paese terzo di accedere ai dati trasmessi
per finalita' di massiva ed indiscriminata sorveglianza. Ad
avviso dei Garanti "le possibilita' di consentire l'accesso
delle autorita' pubbliche a tali dati devono essere
interpretate in modo restrittivo, limitate quindi a casi
specifici e specifiche indagini".
Le Dpa hanno dunque sollecitato i governi ad "assicurare
maggiore trasparenza sulle attivita' dei servizi di
intelligence, assicurando un quadro legale coerente ed una
supervisione efficiente, anche attraverso il coinvolgimento
delle Autorita' di protezione dei dati. (AGI)
Bas (Segue)
231249 APR 14

Privacy: Garanti Ue, no a sorveglianza indiscriminata cittadini (3)=
(AGI) - Roma, 23 apr. - Le Dpa hanno inoltre raccomandato di
mettere in campo una serie di azioni: il rafforzamento degli
obblighi, che gia' gravano sui Paesi dell'Ue, di proteggere il
diritto alla riservatezza e alla tutela dei dati personali; la
rapida approvazione del "pacchetto protezione dati", con
particolare riguardo all'obbligo per le aziende, proposto
dall'Europarlamento, di informare gli interessati sugli accessi
ai loro dati consentiti alle autorita' pubbliche competenti;
l'adozione di un accordo internazionale che preveda forti
garanzie per gli individui nel contesto delle attivita' di
sorveglianza e costituisca uno strumento globale per garantire
il diritto alla riservatezza ed alla tutela dei dati personali.
Le Autorita' di protezione dati europee hanno inoltre
affrontato la questione dei cosiddetti "metadati", cioe' quei
dati di contesto (tra cui numero chiamante e chiamato,
indirizzo IP, luogo, ora, tipologia di terminale o servizio,
durata della comunicazione ecc.) che descrivono il contenuto
esterno (conversazione telefonica, sessione internet ecc.) di
una comunicazione. (AGI)
Bas (Segue)
231249 APR 14

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Privacy: Garanti Ue, no a sorveglianza indiscriminata cittadini (4)=
(AGI) - Roma, 23 apr. - I Garanti hanno ribadito che i
metadati sono informazioni che consentono di identificare un
individuo, e come tali sono soggetti alle regole in materia di
protezione dei dati personali. In questa prospettiva, hanno
pertanto rivolto alcune raccomandazioni anche alle imprese, a
partire da quelle che forniscono servizi di comunicazione
elettronica, affinche' assicurino una maggiore trasparenza
nella gestione dei dati degli utenti europei.
L'altro significativo parere, coordinato dal Garante
italiano, riguarda l'anonimizzazione dei dati personali. Le Dpa
riconoscono il valore dell'anonimizzazione in quanto strategia
utile a mitigare i rischi per la privacy e a assicurare
benefici per gli individui e la societa' piu' in generale,
specie nel caso dell'open data e del conseguente riutilizzo di
informazioni anche personali. Ma sottolineano, altrettanto
chiaramente, le difficolta' di creare insiemi di dati realmente
anonimi (anche sulla scorta della letteratura scientifica e
della casistica disponibile) e mettono in guardia dai rischi
delle "re-identificazione" insito nelle tecniche esistenti
delle quali il parere analizza efficacia e limiti.
Riguardo infine alla cosiddetta "pseudonimizzazione",
inoltre, le Autorita' europee sottolineano come essa possa
rappresentare un'utile misura di sicurezza in grado di ridurre
la diretta correlazione tra il dato e l'identita' originale
dell'interessato (attraverso la creazione appunto di uno
"pseudonimo"), ma non certamente un metodo tale da impedire
l'identificazione di un soggetto in modo irreversibile. Il dato
pseudonimizzato resta, in ultima analisi, un dato personale.
I Garanti invitano dunque tutti i titolari del trattamento
e gli utilizzatori di dati "anonimizzati" ad un approccio cauto
e tecnologicamente avvertito, e a tener sempre presente la
necessita' di una valutazione periodica del rischio di
re-identificazione anche alla luce della continua evoluzione
delle tecnologie di anonimizzazione. (AGI)
Bas
231249 APR 14

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