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lunedì 15 dicembre 2014

LAVORO: FIOM, 771 METALMECCANICI LICENZIATI A NOVEMBRE IN LOMBARDIA =


LAVORO: FIOM, 771 METALMECCANICI LICENZIATI A NOVEMBRE IN LOMBARDIA =
Persi posti di lavoro e pezzi di industria senza che nessuno
muova un dito

Milano, 15 dic. - (AdnKronos) - A novembre sono stati messi in
mobilità 771 lavoratori del settore metalmeccanico, nello scorso mese
di ottobre ci sono stati invece 805 licenziamenti nel comparto. Si
tratta di un dato cristallizzato ormai dall'inizio della crisi, basti
pensare che nel novembre 2013 furono 714 le tute blu a perdere il
posto di lavoro.

Più in generale, nel 2014 ci sono stati 6238 licenziati tra operai e
dipendenti del settore metallurgico, un vero e proprio bagno di sangue
per un settore falcidiato della crisi, che stenta a trovare le
condizioni per una ancorché debole ripresa.

''I numeri nudi e crudi descrivono uno scenario lacrime e sangue per i
lavoratori metalmeccanici lombardi. È una situazizone che oltre a
essere pesantissima che andrebbe affrontata non come sta facendo il
Governo e la Regione Lombardia, attraverso la riduzione delle tutele
come i contratti di solidarietà'', afferma Mirco Rota, segretario
generale della Fiom Cgil Lombardia. (segue)

(Cri/AdnKronos)
15-DIC-14 13:24
LAVORO: FIOM, 771 METALMECCANICI LICENZIATI A NOVEMBRE IN LOMBARDIA (2) =

(AdnKronos) - (Adnkronos) - Gli esuberi, elenca il sindacato, sono
stati così ripartiti nelle varie province lombarde: Bergamo 64,
Brescia 57, Como 3, Cremona 13, Lecco 118, Lodi 1, Mantova 71, Milano
276, Monza 94, Pavia 3, Sondrio 1, Varese 70. ''Siamo ormai in una
situazione emergenziale, mentre da parte del Governo si riducono gli
ammortizzatori, senza preoccuparsi minimamente di questi numeri. Si
tratta - continua Rota - di dati estremamente preoccupanti che
denotano la difficoltà estrema del settore''.

''Senza investimenti pubblici e/o privati - conclude Rota - non si va
da nessuna parte e ogni mese ci ritroveremo a commentare un bollettino
drammatico per l'entità della crisi e le sue conseguenze nel tessuto
economico, produttivo e sociale lombardo''.

''Non si è ancora capito che il problema principale è quello del
lavoro, che bisognerebbe difendere e redistribuire intervenendo con
massicce risorse. Per questo ci stiamo battend, affinché i contratti
di solidarietà vengano rifinanziati in Lombardia e a li''.

(Cri/AdnKronos)
15-DIC-14 13:24

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