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martedì 15 dicembre 2015

ANSA - LA STORIA/ Rania e suoi 6 figli spariti nel nulla in Siria


ANSA - LA STORIA/ Rania e suoi 6 figli spariti nel nulla in Siria
Nel 2013 a Damasco, appello della sorella in Italia con Amnesty
(di Cristiana Missori)
(ANSAmed) - ROMA, 15 DIC - "Sono ancora vivi? Avranno fame?
Staranno calmi o piangono?". Domande a cui la giovane Naila
Alabassi, siriana, non trova risposta. A marzo 2013 la sorella
Rania, stimato dentista di Damasco, insieme ai suoi sei bambini,
Dima, Entisar, Najah, Alaa, Ahmad e Layan - fra i 3 e i 15 anni
- sono stati prelevati sotto casa dalle forze militari del
regime di Assad, sparendo nel nulla. Da quel momento Naila e i
suoi famigliari chiedono notizie, ma nessuno dice loro dove
siano e di quale reato sia accusata la sorella.
In questi giorni Naila - che da anni vive in Arabia Saudita
insieme ai genitori e agli altri 7 fratelli - é in Italia grazie
al sostegno di Amnesty International, per sensibilizzare
l' opinione pubblica sulle sparizioni forzate in Siria. Il suo
caso, spiegano dall' ong, é emblematico perché si tratta del
primo caso in cui una donna e i suoi bambini vengono portati
via. Per questo Rania é fra le persone inserite nella campagna
mondiale sui diritti umani ' Write for rights', lanciata lo
scorso 5 dicembre da Amnesty, che si batte per il rilascio di
persone imprigionate o sotto processo, vittime di tortura o di
sparizioni o a rischio di diventare "spose bambine". A oggi, le
firme raccolte a sostegno della sua liberazione incondizionata
insieme ai suoi bambini sono 116.586, ma ne servono 130 mila.
Firme, spiega Amnesty, che poi saranno presentate al
rappresentante siriano presso le Nazioni Unite.
"Inizialmente - racconta all' ANSA Naila - non sapevamo chi
potesse avere prelevato mia sorella. Gli uomini della sicurezza
di Assad? I ribelli?". Non era chiaro. Pochi giorni prima, però,
il marito di Rania, Abdelrahman, era stato portato via, senza
alcuna spiegazione, da un gruppo di militari armati. "Il giorno
dopo - prosegue la donna - i militari sono tornati e hanno preso
tutto quello che hanno trovato in casa: gioielli, passaporti,
documenti, telefoni cellulari, computer, anche il tablet dei
bambini. Poi hanno distrutto le telecamere di sicurezza del
palazzo. E due giorni dopo hanno portato via Rania e i bambini,
li hanno fatto salire su un' auto e da allora nessuno ha più
avuto notizie di loro". Le autorità siriane "si sono rifiutate
di fornirci alcuna informazione su cosa sia avvenuto o dove
siano lei e i suoi bambini attualmente", afferma Naila, anche
lei medico. Nessuna certezza, ma soltanto informazioni ricevute
pagando, impossibili da verificare. Un mercato fiorente in
Siria, come denuncia Amnesty in un recente rapporto. "Sono
riusciti a chiederci 300 mila dollari, una cifra per noi
insostenibile". Si commuove, mentre racconta della sorella,
studentessa brillante, poi medico affermato. "Grazie al suo
lavoro era riuscita a comprarsi una casa a Damasco e a mettere
su una clinica. Aiutava i più bisognosi, curandoli
gratuitamente". Una cosa proibita dal regime, sostiene.
Potrebbe essere questa la motivazione della sua sparizione.
Aver curato ribelli? "Rania - assicura la sorella - non
appartiene ad alcun partito e non ha mai protestato contro
nessuno". La preoccupazione é anche per il marito di Rania.
"Penso sia morto - dice con voce rotta - é fra quegli 11mila
volti ritratti da ' Cesar', nome in codice del fotografo della
polizia militare siriana, incaricato dalla burocrazia di
catalogare le immagini delle vittime della repressione, che ha
scelto di tradire il regime, facendo arrivare in Occidente
45mila immagini di persone torturate e uccise nelle carceri di
Assad. "Vedi - avvicina il cellulare, questo é Abldelrahman
pochi giorni prima di scomparire - questo é lui da morto".
(ANSAmed)

Y96-KI
15-DIC-15 15: 43 NNN 

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