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domenica 31 luglio 2016

ANSA/ Bankitalia, giungla concorsi P.a. Sfavoriti i migliori


ANSA/ Bankitalia, giungla concorsi P.a. Sfavoriti i migliori

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>>>ANSA/ Bankitalia, giungla concorsi P.a. Sfavoriti i migliori
Carica bandi Regioni-enti locali,in media solo 2 posti a volta
(di Marianna Berti)
(ANSA) - ROMA, 31 LUG - In Italia i concorsi pubblici "non
sembrano adeguatamente favorire l'ingresso dei candidati
migliori e con il profilo più indicato". La sentenza arriva da
uno studio condotto da quattro economisti della Banca d'Italia,
che parlano esplicitamente di "distorsioni". Procedure bizantine
che toccano i picchi a livello locale, dove si assiste al
proliferare di bandi, una vera e propria giungla. Tanto che, si
rileva nel dossier, "nel periodo 2001-2015, Regioni ed Enti
locali hanno bandito quasi 19.000 concorsi per assunzioni a
tempo indeterminato, con una media di nemmeno 2 posizioni
disponibili per concorso".
Il Paper pubblicato da via Nazionale, sotto il titolo di
'Incentivi e selezione nel pubblico impiego', mette in fila
tutte le "criticità" del meccanismo di reclutamento made in
Italy e il primo tra i punti deboli è "l'elevato gradi di
rigidità', con "prove scritte e orali, prevalentemente volte a
testare conoscenze teorico-nozionistiche".
Gli autori del dossier (Cristina Giorgiantonio, Tommaso
Orlando, Giuliana Palumbo e Lucia Rizzica) calcolano che ogni
assunto "ha studiato in media circa 5 mesi per sostenere la
prova e "oltre il 45% ha solo studiato in quel periodo, non
svolgendo altra attività lavorativa". Considerando che nel 2014
ben 280.000 individui hanno fatto domanda per partecipare a una
selezione pubblica, si stima che il "costo opportunità per il
Paese è valutabile in circa 1,4 miliardi di euro l'anno".
Prezzi salati che "possono disincentivare i candidati più
capaci", generando "piuttosto un vantaggio a favore di coloro
che hanno più tempo da dedicare alla preparazione della prova
(generalmente i non occupati)". Lo stesso effetto deriva dalla
prevalenza di quesiti "nozionistici" che può, viene sottolineato
nello studio, "inibire la capacità dei responsabili
dell'organizzazione di valutare il possesso, da parte dei
candidati, di caratteristiche pur rilevanti per le mansioni che
saranno loro affidate, quali le ambizioni di carriera e la
motivazione intrinseca".
Un ulteriore ostacolo a lavorare nel pubblico sta nelle
"lunghe" liste di idonei, "circa 7 candidati" per ogni
vincitore, rileva l'indagine. Lo smaltimento di graduatorie con
'riserve' così numerose determina "l'irregolarità della cadenza"
dei concorsi, per cui non si ha mai certezza sull'uscita dei
bandi.
Fin qui quel che è stato, ora con la riforma Madia le cose
dovrebbe cambiare. Le misure previste nella legge delega
"appaiono, nel complesso, indicare l'avvenuta individuazione, da
parte del legislatore, della problematicità di aspetti
analizzati", si riconosce nel Paper. Le novità, dalla
centralizzazione delle selezioni alla riduzione degli idonei,
vanno quindi in "una direzione coerente" anche se, evidenzia lo
studio, "la riforma non pare in grado di incidere su alcuni
snodi cruciali".
Il tema è comunque tutto aperto e le scelte finali saranno
fatte entro febbraio con il Testo unico sul pubblico impiego. A
proposito, la ministra della P.a, Marianna Madia, ha aperto un
confronto con i sindacati oltre che sul contratto anche sul
reclutamento (prima di Ferragosto ci dovrebbe essere già un
incontro all'Aran). Il fronte P.a non sembra così conoscere
vacanze, visto che in dirittura d'arrivo c'è il decreto sulle
partecipate e il Governo sembra intenzionato a rispettare i
tempi, fine agosto, anche per la riforma della dirigenza e il
riordino delle Camere di commercio. Entro l'estate sarà pure
finalizzata l'operazione mobilità che ha coinvolto gli esuberi
delle ex Province. Il ministero fa sapere infatti che "i
dipendenti assegnatari dei posti prenderanno servizio
nell'amministrazione di destinazione il primo settembre
2016".(ANSA).
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31-LUG-16 18:06 NNN