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domenica 31 luglio 2016

ANSA/ Crescita lenta ma no manovra bis. Flessibilità pensioni


ANSA/ Crescita lenta ma no manovra bis. Flessibilità pensioni

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>>>ANSA/ Crescita lenta ma no manovra bis. Flessibilità pensioni
Anche piano povertà. Per caccia a risorse torna idea voluntary 2
(di Silvia Gasparetto)
(ANSA) - ROMA, 31 LUG - Una manovra dal 'volto umano', dalle
pensioni a un rafforzamento del piano povertà. Sarà il 'sociale'
la cifra della prossima legge di Bilancio, su cui già stanno
lavorando i diversi ministeri mentre il premier Matteo Renzi
assicura che non ci sarà bisogno di interventi correttivi in
corso d'anno per recuperare una crescita ben più lenta del
previsto.
"Da tre anni conviviamo con il rischio di manovre correttive
ma posso dire con certezza che non ce ne sarà una per il 2016"
chiarisce il premier in una intervista a Repubblica, confermando
che "l'Iva non aumenterà" e che le tasse "continueranno a
scendere" perché si andrà avanti con il taglio dell'Ires. Un
intervento già previsto, e già finanziato, con la scorsa legge
di Stabilità e che non ha bisogno di fondi, come invece un
eventuale anticipo del taglio dell'Irpef di cui ormai nessuno,
nemmeno il premier, parla più. Diversa è la possibilità,
ventilata prima dell'estate, che la manovra per abbattere le
tasse sia però già annunciata, e indicata nero su bianco a
ottobre, per scattare però solo a partire dal 2018.
Viste le poche risorse a disposizione - ancora meno di quanto
si ipotizzava solo poche settimane fa, prima della Brexit -
l'esecutivo vuole sfruttarle per dare ossigeno alle fasce più
deboli, mostrando attenzione ai bisogni dei cittadini. Con buona
pace di quel 'ceto medio' che secondo parte della maggioranza
sarebbe invece quello che andrebbe maggiormente sostenuto.
In pole position per gli interventi ex novo c'è infatti la
flessibilità delle pensioni insieme a una nuova iniezione di
risorse per il Piano povertà, che dovrebbero arrivare a 1,5
miliardi. L'intero pacchetto previdenza potrebbe arrivare invece
a costare fino a 2,5 miliardi. Un impegno sin troppo 'rilevante'
(così aveva definito le risorse a disposizione il ministro del
Lavoro Giuliano Poletti) tanto che l'intervento potrebbe essere
spacchettato in modo da avere un impatto sui conti più contenuto
almeno nella fase iniziale. Subito, quindi, dovrebbe arrivare
l'Ape (l'anticipo pensionistico fino a tre anni con un prestito
da restituire in 20 anni attraverso una penalizzazione
sull'assegno) accompagnato probabilmente dalla ricongiunzione
gratuita dei percorsi contributivi. In primavera si potrebbero
poi affrontare gli altri temi, dall'aumento della platea della
quattordicesima (o dell'assegno) a quello della no tax area,
fino agli interventi ad hoc per i lavori precoci o usuranti.
Sul fronte delle imprese il governo, come ha ribadito Renzi,
mette in campo il taglio dell'Ires (dal 27,5 al 24%) ma il nuovo
ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, vorrebbe mantenere anche
altri interventi, come il superammortamento, magari
finanziandolo con il riordino degli inventivi alle imprese
promesso per settembre. Tra i desiderata restano sempre anche
bonus ed ecobonus per le ristrutturazioni, che danno fiato al
mercato immobiliare. Per finanziare alcuni interventi si
starebbe anche ripensando alla voluntary 2, una nuova finestra
per regolarizzare capitali detenuti all'estero che sembrava
tramontata nelle ultime settimane, e che potrebbe portare
all'erario un altro paio di miliardi.
Il governo deve però fare i conti con le clausole di
salvaguardia, "trappole" delle vecchie finanziarie "disseminate
dai governi Letta e Monti", nelle parole del premier: dei 15
miliardi di aumenti di Iva e accise per ora ne sono sterilizzati
circa la metà grazie alla flessibilità concessa dall'Europa per
il 2016 e il 2017. Flessibilità che andrà però ricontrattata già
a settembre - puntando anche sul nuovo atteggiamento che
Bruxelles ha mostrato con Spagna e Portagallo, cui sono state
risparmiate le sanzioni. Con la nota di aggiornamento al Def il
governo dovrà infatti certificare una crescita inferiore
all'1,2% per quest'anno e al 1,4% per il prossimo indicata in
aprile, fermando l'asticella del 2016 attorno all'1%.
Impossibile, con una crescita più bassa, rispettare i target di
deficit al 2,3% e all'1,8% per l'anno prossimo.(ANSA).
GAS
31-LUG-16 18:12 NNN