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mercoledì 24 gennaio 2018

ANSA/ Nano-navette viaggiano nel sangue dirette contro tumori


ANSA/ Nano-navette viaggiano nel sangue dirette contro tumori

ZCZC8886/SXB XSP59651_SXB_QBXB R CRO S0B QBXB >>>ANSA/ Nano-navette viaggiano nel sangue dirette contro tumori Costruite in Italia, ingannano le difese immunitarie (ANSA) - ROMA, 24 GEN - Sono minuscole per viaggiare all'interno dell'organismo e sanno cambiare aspetto per attaccare i tumori da piu' fronti: sono le nano-navette trasformiste costruite in Italia, nell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, grazie al finanziamento di 2,5 milioni in 5 anni da parte del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc). "Sono particelle radicalmente nuove", ha detto all'ANSA il direttore del Laboratorio di Nanomedicina di Precisione dell'Iit, Paolo Decuzzi. Descritte sulla rivista ACS Nano, le nanoparticelle sono state realizzate dal gruppo interdisciplinare coordinato da Paolo Decuzzi, direttore del Laboratorio di Nanomedicina di Precisione dell'Iit, e del quale fa parte il ricercatore Roberto Palomba. La ricerca e' stata realizzata nell'ambito del progetto europeo Potent, diretto da Decuzzi e che ha come obiettivo utilizzare le nanoparticelle per la diagnosi precoce e la terapia del piu' aggressivo tumore del cervello, il glioblastoma multiforme. L'obiettivo ultimo e' avere una nuova generazione di farmaci intelligenti, in grado di curare i tessuti malati senza danneggiare quelli sani. "La nostra ricerca cambia radicalmente rotta rispetto a quelle condotte nell'ultimo decennio", ha osservato Decuzzi. "Utilizziamo particelle un po' piu' grandi, ossia delle dimensioni di un centesimo di un capello mentre finora si sono utilizzate particelle da 10.000 a 100.000 volte piu' piccole di un capello". Oltre alla dimensione, ha aggiunto, i ricercatori sono riusciti a modellare le nanoparticelle, in modo da renderle soffici come cellule del sangue oppure dure come porzioni di osso. Le prime possono sfuggire agli attacchi del sistema immunitario, che altrimenti le identificherebbe come nemiche, annientandole, e cosi' riescono a portare a destinazione il farmaco che trasportano. Le particelle rigide, immediatamente riconosciute dalle cellule immunitarie che divorano i nemici (chiamate macrofagi), diventano cavalli di Troia che portano farmaci direttamente all'interno dei macrofagi, potenziandoli e trasformandoli in nuove armi da scagliare contro i tumori. La tecnica, che combina in questo modo chemioterapia e immunoterapia, si sta sperimentando sui topi e la strada per arrivare all'uomo e' ancora lunga. L'obiettivo ultimo e' riuscire a sconfiggere i tumori contro i quali la lotta e' finora particolarmente difficile, come quelli di ovaio, polmone e pancreas, piu' il glioblastoma e alcune forme del tumore del seno. (ANSA). BG 24-GEN-18 19:01 NNNN 

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