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giovedì 26 dicembre 2019

EDICOLA EMIGRAZIONE / TRUFFA BRASILIANA PER DIVENTARE ITALIANI



GIOVEDÌ 26 DICEMBRE 2019 09.42.19


EDICOLA EMIGRAZIONE / TRUFFA BRASILIANA PER DIVENTARE ITALIANI (1)

9CO1027538 4 CRO ITA R01 EDICOLA EMIGRAZIONE / TRUFFA BRASILIANA PER DIVENTARE ITALIANI (1) (9Colonne) Roma, 26 dic - San Paolo, capitale del Brasile, 12 milioni di abitanti. Qui ogni anno decine di migliaia di persone sognano l'Italia e l'Europa. "Per fuggire da fame, disoccupazione, violenza o malasanità. Solo quest'anno sono state oltre 70 mila le richieste per ottenere la nazionalità italiana" scrive il settimanale Panorama. "E poiché nel nostro Paese vige lo ius sanguinis - cioè diventa cittadino per nascita 'il figlio di padre o di madre cittadini', senza un limite di generazione, in molti scavano nel proprio albero genealogico, sperando di scoprire parenti italiani emigrati in Sudamerica. Però poi spesso i parenti non esistono, oppure la trafila è così lunga che i sogni si arenano ben presto e subentra la saudade. Ma c'è chi a questa malinconia di speranze tradite oggi ha trovato un rimedio molto efficace, e soprattutto remunerativo. Sì, perché con poche migliaia di euro anche chi non ne avrebbe diritto può diventare italiano a tutti gli effetti. Addirittura, in certi casi, basta meno di un mese". Secondo il settimanale la trafila illegale - smascherata nell'operazione "Super Santos" del marzo scorso, quando la polizia individuò un sodalizio criminale tra Verbania e Novara che in soli tre giorni aveva trasformato 800 brasiliani in cittadini italiani, al prezzo di 7 mila euro cadauno -, si svolge così: "Decine di falsi consulenti, attraverso un'organizzazione ramificata tra Brasile e Italia - senza sedi fisiche, ma molto attiva online", riescono a "garantire la cittadinanza italiana e a trasformare qualsiasi extracomunitario in un 'italiano doc', con tanto di carte bollate, semplicemente corrompendo dei funzionari pubblici nelle nostre amministrazioni locali. Una truffa ben organizzata, che coinvolge centinaia di piccoli e medi comuni italiani". A Padova, Verbania, Novara, Modena, Mantova, Portici, Savona, Omegna, Roseto degli Abruzzi, Castello di Cisterna, Teramo, Augusta, Floridia, Crocetta del Montello, Maddaloni i casi scoperti nel 2019. Secondo l'"advogado" italo-brasiliano Luiz Scarpelli, che ha denunciato per primo la mafia della cittadinanza italiana in Brasile e che ora, a Roma, difende le vittime di questi raggiri, le cifre sono sorprendenti: "Su un totale di oltre 50 mila richieste poco trasparenti, dal 2014 a 2019 sono 6 mila quelle già annullate e altre 34 mila sono sotto indagini della polizia e delle procure. Almeno 40 mila cittadini brasiliani, con e soprattutto senza discendenza italiana, hanno approfittato di questo sistema di corruttela amministrativa, per un giro di affari che supera il miliardo e 250 milioni di reais (circa 250 milioni di euro, ndr)". (SEGUE) 260942 DIC 19
GIOVEDÌ 26 DICEMBRE 2019 09.43.02


EDICOLA EMIGRAZIONE / TRUFFA BRASILIANA PER DIVENTARE ITALIANI (2)

9CO1027539 4 CRO ITA R01 EDICOLA EMIGRAZIONE / TRUFFA BRASILIANA PER DIVENTARE ITALIANI (2) (9Colonne) Roma, 26 dic - Per ottenere i documenti necessari, i consulenti "di solito vanno nelle parrocchie" spiega a "Panorama" Camillo De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo (Belluno), uno dei Comuni più colpiti dai falsari "dove cercano di recuperare i dati degli antenati italiani, veri o presunti, la maggior parte dei quali è immigrata in Brasile a fine Ottocento". Aggiunge De Pellegrin: "A volte entrano nei cimiteri e cercano tra le tombe dei defunti dei cognomi adatti, poi costruiscono la documentazione e una storia che si possa sostenere senza timore di smentite. Vanno anche negli Archivi di Stato a caccia di antenati, specie tra le Forze armate italiane". Secondo dichiarazioni della stessa polizia, le società farlocche dietro ai falsari "sono gestite in nero dai brasiliani, come fossero vere e proprie agenzie turistiche". I falsi consulenti operano un monitoraggio online dei possibili "clienti" cui sottoporre i propri servizi, entrando in gruppi facebook e chat di whatsapp. "I consulenti rimandano poi gli aspiranti italiani a siti -vetrina, dove si fa leva sui vantaggi che comporta ottenere il nostro passaporto" e "agganciata la vittima, si passa alla produzione e all'inoltro della documentazione falsa, che molti Comuni accettano grazie a una rete di connivenze interne alle nostre amministrazioni, dove alcuni dipendenti infedeli si prendono una 'stecca' pari al 20 per cento sul compenso dei consulenti, in cambio di timbri e firme". (red) 260943 DIC 19  

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