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lunedì 19 luglio 2021

R. STAMPA / VACCINO, RASI: SI' DAI 12 ANNI, OBBLIGO PER CHI LAVORA COL PUBBLICO

 

LUNEDÌ 19 LUGLIO 2021 09.38.32


R. STAMPA / VACCINO, RASI: SI' DAI 12 ANNI, OBBLIGO PER CHI LAVORA COL PUBBLICO

9CO1194471 4 CRO ITA R01 R. STAMPA / VACCINO, RASI: SI' DAI 12 ANNI, OBBLIGO PER CHI LAVORA COL PUBBLICO (9Colonne) Roma, 19 lug - Il vaccino "per la scienza ora vale la pena farlo fino a dodici anni e poi probabilmente si scenderà a sei". Lo afferma Guido Rasi, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Roma Tor Vergata e consulente per l'emergenza del generale Figliuolo, in una intervista a La Stampa. Non tutti i politici sembrano concordi... "Qualche leader esita pure a vaccinarsi, mentre aiuterebbero i buoni esempi. In ogni caso, per la scienza fino a 12 anni i bambini vanno vaccinati". I genitori si chiedono: ne vale la pena? "Capisco che la convenienza non sia immediata, ma ci sono rari casi pediatrici gravi. Inoltre, la variante Delta tra i 10 e i 30 anni sta creando qualche problemino. E poi c'è la questione della protezione di massa: non possiamo permetterci che il virus continui a circolare trai ragazzi". Le scene di ballo in spiaggia o ai matrimoni, mentre in discoteca è vietato, non fanno pensare che qualcosa nella comunicazione con i giovani non abbia funzionato? "Ballare in discoteca ha una densità maggiore, ma in ogni caso la pandemia testimonia lo scollamento tra i giovani e il resto della società. E' un fenomeno internazionale. 'Sento dire da molti: "Chissà cosa c'è dentro il vaccino e cosa mi succede tra dieci anni, meglio aspettare'. Al che domando: ma aspettare cosa? Che il virus circoli tanto da creare una nuova variante resistente ai vaccini? Bisogna essere chiari: questi vaccini sono sicuri e frutto di esperimenti approfonditi come mai nella Storia. Inoltre, nel mondo sono stati vaccinati 3 miliardi di persone. E i rarissimi effetti collaterali si vedono subito, non dopo anni. Un'ultima battuta: tutti i batteri o gli insetti che ci contaminano ci trasmettono Rna o Dna, non è una novità, ma i vaccini lo fanno a fin di bene". Andranno resi obbligatori? "Per alcune categorie sì, ma non per tutti. Essenzialmente per tutti coloro che sono esposti al pubblico. Un provvedimento necessario anche per diminuire i contagi e i ricoveri". Come mai sono rimasti solo i vaccini a Rna? "È stata una selezione naturale, anche per questioni contrattuali come nel caso diAstraZeneca. Peccato che nel maschio adulto e in altri casi specifici non si usi di più il monodose di JohnsoneJohnson. In autunno poi dovrebbe arrivare il vaccino proteico americano Novavax. Gli studi preautorizzativi sono ottimi: dovrebbe coprire al 90 per cento ed essendo proteico non avrebbe l'impatto psicologico dei vaccini a Rna, anche se dare una proteina e farla produrre all'organismo cambia poco. Non dimentichiamoci che i vaccini tradizionali, come quello cinese, hanno funzionato poco". I vaccini sono una vittoria americana? "Sì e non sorprende. Gli Stati Uniti grazie all'immunologo Fauci hanno investito 10 miliardi di dollari su un ente pubblico per creare un consorzio di produttori e il risultato sono Pfizer, Moderna e Novavax". E l'Europa? "Niente, ne ha parlato. L'unica cosa buona che ha fatto è stata negoziare un buon portafogli di vaccini". Il green pass? "È giusto estenderlo il più possibile per contrastare la diffusione della variante Delta. Ci sono però 4 milioni di guariti che fanno fatica a ottenerlo mentre lo meriterebbero anche senza vaccinazione". (red) 190938 LUG 21 

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