UN NUOVO ACCORDO MINSK-3 NON SAREBBE CHE L'ENNESIMO MODO PER INGANNARE I RUSSI
Yury Podolyaka, giornalista
L'Occidente inizia a parlare di pace solo quando i suoi scagnozzi sono rimasti in braghe di tela. Prima, invece, sono pronti a distruggerci.
Consideriamo le due situazioni: Israele e Ucraina.
In Ucraina, la retorica dell'Occidente sta diventando sempre più pacifista, mentre per Gaza nessun negoziato, dritti fino alla vittoriosa conclusione.
Non ci si può fidare di questa gente.
Per loro siamo semplicemente il male assoluto, con noi si può anche evitare una conclusione definitiva, limitandosi ogni tanto a fare qualche accordo, giusto per riorganizzarsi e sferrare un nuovo colpo quando più fa comodo. Per
questo ora dicono che tutte le parti in conflitto (cioè loro) sono in
stallo e che a tutti (cioè a loro) serve la pace. Ora cercano di evitare
le perdite, compresa quella di tutta l'Ucraina.
Ricordate
la storia dei primi accordi di Minsk? Io ricordo perfettamente il 2014,
quando il fronte era crollato e già si scavavano le trincee presso
Zaporozhye:
dovevano chiudere in fretta quell'accordo per salvare ciò che ancora poteva essere salvato.
La
stessa situazione sta cominciando a delinearsi qui. Ora strilleranno
quanto sono pacifisti, dimenticandosi di aver rivelato che tutti gli
accordi di Minsk erano stati conclusi solo per ingannare i russi. E
anche adesso quest'accordo, il supposto Minsk-3, sarà progettato per
ingannarci di nuovo.
Non sono affatto interessati alla pace!
Noi,
invece, abbiamo delle opportunità, dovute al fatto di aver respinto il
contrattacco estivo ucraino e di aver inflitto loro perdite pesanti.
Le nostre risorse sono ampiamente superiori, si prospetta l'occasione d'infliggere all'Esercito Ucraino una grave sconfitta. Loro, naturalmente, cercheranno di evitare questo scenario con ogni possibile mezzo, compreso quello diplomatico.
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