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sabato 20 agosto 2011

LEGA: LUNEDI' 'REDDE RATIONEM' SU MANOVRA ED ENTI LOCALI

LEGA: LUNEDI' 'REDDE RATIONEM' SU MANOVRA ED ENTI LOCALI =
(AGI) - Alzano lombardo (Bergamo), 19 ago. - Interventi sulle
pensioni, tagli agli enti locali e ipotesi di patrimoniale.
Sulle modifiche da apportare alla manovra da 45 miliardi, la
Lega appare divisa e, per la prima volta in tanti anni, non
'sciacqua i panni sporchi' in famiglia. Complice la dura estate
che ha costretto il leader a confrontarsi con scelte difficili
e qualche contestazione, pesano le divisioni tra il 'cerchio
magico' che attornia Umberto Bossi dal dopo-malattia, e gli
altri due colonnelli, Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Il
movimento sta attraversando dunque un momento difficile, di
passaggio, aggravato dagli effetti della crisi economica e
dall'impopolarita' delle misure decise dal governo. E - novita'
- i leghisti si affrontano apertamente, con Bossi che, nei suoi
comizi, definisce "terroni" (perche' asserviti
all'assistenzialismo) i sindaci del Carroccio che si lamentano
dei tagli agli enti locali e si lamenta "del sindaco di Verona
che dice la sua e quell'altro che dice la sua", dopo le
proteste di Flavio Tosi e Attilio Fontana, maroniani doc, messi
alla guida di Verona e Varese.
C'e' quindi grande attesa, nel movimento, per la riunione
della segreteria politica di lunedi', alla quale, stando alle
parole di Calderoli, e' stato affidato il compito di
"individuare e formalizzare le proposte" del Carroccio, in
vista dell'iter parlamentare della manovra. In ambienti
leghisti, e' dato per assodato che la riunione sia stata
chiesta da Maroni (che, oltretutto, e' coordinatore della
segreteria politica), cioe' colui che, nel partito, si e'
mostrato piu' sensibile alla questione degli enti locali
(mentre Bossi ha continuato a rivendicare, nei comizi d'estate,
la scelta "equilibrata" fatta dalla Lega di "salvare le
pensioni", anche a costo di sacrificare gli enti locali). Nelle
uniche dichiarazioni sulla manovra, durante la conferenza
stampa di Ferragosto, il titolare del Viminale ha tenuto a
precisare che il decreto "non e' blindato". "Credo che il
Parlamento debba fare uno sforzo per garantire un taglio dei
tagli previsti per le autonomie locali", ha messo in chiaro
Maroni. (AGI)
Mi7/Ted (Segue)
201916 AGO 11

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(AGI) - Roma, 20 ago. - Dal canto suo, in una nota diffusa
oggi, Calderoli ha parlato di nuovo delle riunione di lunedi' e
invitato gli "amici" del Pdl "a fare la stessa cosa". "Per poi
incontrarci per trovare una sintesi e un'unica proposta comune
sulle modifiche da apportare alla manovra", ha aggiunto. "In
questo momento e' davvero troppo importante avere
un'unitarieta' nella maggioranza rispetto ad un altrettanto
troppo evidente attacco dei poteri forti", ha sostenuto, "e dei
loro 'maitresse' editoriali, scatenati come non mai nel
tentare, ancora una volta, l'ennesima spallata, per mettere al
governo i non eletti e varare una riforma elettorale che possa
poi far vincere chi e' in minoranza nel Paese".
In questi giorni di vacanza, non e' chiaro se Bossi e
Maroni si siano sentiti al telefono. Certamente, il 16 sera, il
'capo' ha chiamato il ministro dell'Interno per parlare della
situazione dei profughi a Brescia, sollecitato dalle richieste
del prefetto, Livia Narcisa Brassesco Pace, incontrata
all'Hotel Mirella di Ponte di Legno. Ma i due leader leghisti
non hanno parlato di manovra in quella breve telefonata davanti
ai giornalisti. E lunedi' potrebbe essere il momento del
confronto decisivo.
Altra occasione importante e' quella di venerdi' prossimo,
quando Maroni incontrera' Angelino Alfano, primo segretario di
un altro partito invitato a parlare a una festa della Lega
Nord, ad Alzano lombardo (intervistato insieme a Maroni e
Calderoli da Enrico Mentana).
Anche ieri, durante un comizio a Schio, ricordando che
lunedi' e' convocata una riunione della segreteria politica del
partito, Bossi ha tenuto a precisare: "La Lega e' una forza
politica popolare che deve essere unita e forte: noi abbiamo il
compito storico di fare soprattutto gli interessi della gente
del Nord". Ed e' proprio questo che si aspettano i leghisti dal
summit: una voce unica (anche a costo, pero', di correggere
alcune proposte del 'capo' e le sue versioni sempre piu'
discordanti), oltre a scelte che salvino gli enti locali.
Perche' la Lega e' un partito del territorio e non puo' tradire
le sue origini. (AGI)
Mi7/Ted
201916 AGO 11

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