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lunedì 17 marzo 2014

Atto Camera Interpellanza 2-00456 presentato da PALMIZIO Elio Massimo testo di Venerdì 14 marzo 2014, seduta n. 190..secondo quanto risulta da un articolo pubblicato lo scorso 3 marzo dal quotidiano: «l'Unità», il piano di riorganizzazione del comparto sicurezza sul territorio, attraverso il processo di razionalizzazione delle risorse finanziarie, prevede la soppressione di 267 presidi di polizia in ogni area regionale, in particolare nei riparti della Polizia postale, ferroviaria stradale e ulteriori chiusure di centinaia di presidi, caserme e nuclei d'intervento per altre forze d'intervento in tutte le regioni della penisola;..



Atto Camera

Interpellanza 2-00456
presentato da
PALMIZIO Elio Massimo
testo di
Venerdì 14 marzo 2014, seduta n. 190
  Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
   secondo quanto risulta da un articolo pubblicato lo scorso 3 marzo dal quotidiano: «l'Unità», il piano di riorganizzazione del comparto sicurezza sul territorio, attraverso il processo di razionalizzazione delle risorse finanziarie, prevede la soppressione di 267 presidi di polizia in ogni area regionale, in particolare nei riparti della Polizia postale, ferroviaria stradale e ulteriori chiusure di centinaia di presidi, caserme e nuclei d'intervento per altre forze d'intervento in tutte le regioni della penisola;
   il piano di dismissione indica che, dalla cessazione dei servizi previsti, deriveranno risparmi per la spesa pubblica pari a 600 milioni di euro, precisando tuttavia che nessun congedo sarà previsto per il personale di pubblica sicurezza, che sarà riallocato in altre sedi;
   gli uffici dei commissariati che sarebbero soppressi, coinvolgono indistintamente importanti città capoluogo di ogni regione e con riferimento alle province, si stabilisce che su un totale di centodieci, centouno sarà in numero degli enti provinciali che avrà una caserma o un posto di polizia in meno;
   il progetto di riorganizzazione degli uffici territoriali, è identificato nel documento predisposto da commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, (cosiddetta spending review), Carlo Cottarelli, il cui report, prosegue il suindicato quotidiano, è stato già inviato da parte del Ministero interpellato;
   il disegno di rivisitazione in particolare, prevede la soppressione delle sedi della polizia stradale, nelle località di: Barletta, Arcore, Finale Ligure; di numerose sedi della polizia ferroviaria distese da Agrigento ad Avellino, da Bari Centrale a Caltanissetta, da Cosenza a Crotone, fino a Viterbo, incluse le sedi presso le stazioni di Siena e Orvieto, a cui si aggiungono le sedi della polizia informatica, di Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Belluno, Benevento, Bergamo, Brindisi, Caserta, Como, Cosenza, Cuneo solo per citarne alcune sedi e nel settore marittimo, attraverso la soppressione dei Nuclei sommozzatori di Ferrara, Grosseto, La Spezia, Latina, Livorno, Messina, Oristano, Palermo, Gioia Tauro e Salerno, nonché ulteriori uffici di frontiera fra cui quello di Bardonecchia, trasformato in un super commissariato;
   anche l'Arma dei carabinieri, sarà interessata dal processo di rivisitazione della pianta organica, attraverso la soppressione di circa 200 caserme, con un risparmio analogo a quello in precedenza indicato, a cui si aggiungono le chiusure delle sedi di Roma, Milano e Napoli per il reparto d'intervento della polizia di Stato – Rips, il cui servizio è nato soltanto sei anni fa;
   le organizzazioni sindacali, a seguito della bozza del documento di riorganizzazione nazionale della settore sicurezza, hanno rilevato una serie di complesse e articolate criticità in ordine agli effetti derivanti da tali decisioni, il cui ridimensionamento delle sedi rischia di determinare gravissime ripercussioni sui livelli di vigilanza, per la sicurezza e l'assistenza della comunità nazionale;
   secondo quanto sostenuto dal sindacato autonomo di polizia – SAP, il piano di revisione presentato dal dipartimento di pubblica sicurezza, dovrebbe essere indirizzato in una rideterminazione del numero delle forze di pubblica sicurezza, in considerazione che l'Italia, rappresenta l'unico Paese europeo ad avere 7 comparti della polizia di Stato (polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia penitenziaria e forestale) e 2 polizie locali (municipale, vigili urbani e provinciale);
   gli effetti negativi e penalizzanti di un numero così elevato di comparti di pronto intervento, determinano infatti una sovrapposizione delle competenze nel territorio che produce un surplus di spesa, in considerazione che il 60 per cento del bilancio di ogni forza di polizia è destinato alle spese per la logistica;
   il medesimo sindacato evidenzia a tal proposito, come in altri Paesi quali la Francia, Gran Bretagna il numero del comparto addetto alla sicurezza nazionale, sia notevolmente inferiore e pertanto il progetto proposto all'interno delle circolari inviate al Ministero interpellato, costituisce una pianificazione di conservazione e non di rivoluzione;
   la medesima organizzazione sindacale rileva altresì come, l'avvio di un processo di razionalizzazione rivolto attraverso la riduzione del numero delle forze di polizia sul territorio nazionale, determinerebbe un maggior risparmio in termini di oneri finanziari per l'amministrazione statale, migliorando contestualmente l'efficienza e la funzionalità degli interventi di assistenza;
   l'interpellante evidenzia tra l'altro, come nel corso di un'intervista riportata dal suindicato quotidiano, in un articolo pubblicato il giorno 4 marzo, il Sottosegretario Domenico Manzione, avesse espresso valutazioni nel complesso in controtendenza rispetto al progetto di riorganizzazione ipotizzato dal piano di revisione del medesimo Ministero intenzionato all'effettiva realizzazione entro l'estate prossima;
   l'esponente del Viminale, ha infatti rilevato come la dismissione di importanti sedi, quali ad esempio alcune della polizia postale, possano determinare un aumento dei reati informatici, compreso quelli di pedopornografia, con prevedibili effetti negativi sul tessuto sociale del Paese;
   a giudizio dell'interpellante, le valutazioni complessivamente riportate, impongono una serie di approfondite analisi e necessari chiarimenti sul piano di riordino nazionale del comparto sicurezza, in considerazione sia delle condivisibili osservazioni, espresse dal SAP, nell'ambito della numerazione delle forze di poliziagiudicate attualmente eccessive, che in ordine alle dichiarazioni del sottosegretario del Ministero interpellato, che come in precedenza evidenziato, risultano in evidente contrasto con il report predisposto dal Dipartimento pubblica sicurezza –:
   quali orientamenti intendano esprimere, nell'ambito delle rispettive competenze, con riferimento a quanto esposto in premessa;
   se intendano confermare il piano di riorganizzazione del comparto della sicurezza nazionale, attraverso un ridimensionamento del numero dei presidi di sicurezza, che coinvolgono nel complesso la totalità dell'apparato di pubblica sicurezza del nostro Paese ovvero: la polizia di Stato, l'Arma dei carabinieri, la guardia di finanza e i vigili del fuoco, in premessa riportato;
   in caso affermativo, se gli effetti derivanti da una impostazione così rigida e di forte riduzione delle sedi, possano determinare gravi conseguenze per la tutela e la sicurezza nel territorio nazionale ed in particolare nell'ambito dei reati informatici inclusi quelli pedopornografici, a causa della soppressione dei presidi della polizia postale;
   quale orientamento intendano esprimere nell'ambito delle rispettive competenze, con riferimento alle osservazioni critiche espresse dal sindacato autonomo di polizia in ordine al piano di riorganizzazione del comparto sicurezza e alle affermazioni del Sottosegretario esposte in premessa, che risultano a parere dell'interpellante, come in precedenza riportato, in controtendenza ed opposte rispetto a quanto indicato nel documento del Viminale già inviato al commissario Cottarelli;
   se le sollecitazioni in diverse occasioni espresse dal medesimo sindacato con riferimento a quanto proposto in ordine alla riduzione del numero delle forze di pronto intervento a livello nazionale, possano determinare miglioramenti sia in termini finanziari e di risparmio della spesa pubblica, che in relazione ad una migliore efficienza e funzionalità per l'assistenza e la tutela della comunità nazionale e la sicurezza del territorio nazionale;
   quali iniziative infine intendano adottare, per compensare in termini di rendimento, in caso dell'introduzione del piano di riorganizzazione previsto la prossima estate, della soppressione di un numero così elevato dei presidi nazionali pari a 267 per la polizia di Stato e circa 200 per le caserme dei carabinieri oltre a quelli relativi alla guardia di finanza e per i Nuclei dei sommozzatori dei vigili del fuoco nelle località marittime.
(2-00456) «Palmizio».

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