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sabato 3 maggio 2014

CRISI. CENSIS: I 10 PIÙ RICCHI COME 500 MILA FAMIGLIE OPERAIE


CRISI. CENSIS: I 10 PIÙ RICCHI COME 500 MILA FAMIGLIE OPERAIE -


(DIRE) Roma, 3 mag. - Le diseguaglianze dei redditi? "Chi piu'
aveva, piu' ha avuto", sottolinea l'Istituto. "I redditi
familiari hanno avuto negli ultimi anni una dinamica molto
differenziata tra le diverse categorie sociali. Rispetto a dodici
anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti,
in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%,
quelli degli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei
dirigenti sono aumentati dell'1,5%. L'1% dei top earner (circa
414mila contribuenti italiani) si e' diviso nel 2012 un reddito
netto annuo di oltre 42 miliardi di euro, con redditi netti
individuali che volano mediamente sopra i 102mila euro, mentre il
valore medio dei redditi netti dichiarati dai contribuenti
italiani non raggiunge i 15mila euro. E la quota di reddito
finita ai top earner e' rimasta sostanzialmente stabile anche
nella fase crisi".
Capitolo austerity, che "non e' per tutti", spiega il Censis.
Negli anni della crisi (tra il 2006 e il 2012), "i consumi
familiari annui degli operai si sono ridotti, in termini reali,
del 10,5%, quelli degli imprenditori del 5,9%, quelli degli
impiegati del 4,5%, mentre i consumi dei dirigenti hanno
registrato solo un -2,4%. Distanze gia' ampie che si allargano,
dunque, compattezza sociale che si sfarina, e alla corsa verso il
ceto medio tipica degli anni '80 e '90 si e' sostituita oggi una
fuga in direzioni opposte, con tanti che vanno giu' e solo pochi
che riescono a salire. In questa situazione e' alto il rischio di
un ritorno al conflitto sociale, piuttosto che alla cultura dello
sviluppo come presupposto per un maggiore benessere".(SEGUE)
(Lum/ Dire)
12:36 03-05-14

NNNN
CRISI. CENSIS: I 10 PIÙ RICCHI COME 500 MILA FAMIGLIE OPERAIE
BONUS 80 EURO? SE STRUTTURALE 3,1 MLD PER CONSUMI INTERNI

(DIRE) Roma, 3 mag. - Crescono le diseguaglianze sociali: il vero
male che corrode l'Italia. I 10 uomini piu' ricchi del Paese
hanno un patrimonio pari a quello di 500mila famiglie operaie
messe insieme. Lo rileva il Censis.
"Patrimoni sempre piu' squilibrati", si legge nel rapporto. "I
10 uomini piu' ricchi d'Italia dispongono di un patrimonio di
circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500mila
famiglie operaie messe insieme. Poco meno di 2mila italiani
ricchissimi, membri del club mondiale degli ultraricchi,
dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi
di euro (senza contare il valore degli immobili): cioe' lo 0,003%
della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella
del 4,5% della popolazione totale. Ecco plasticamente
rappresentate le disuguaglianze di oggi in Italia. Le distanze
nella ricchezza sono cresciute nel tempo. Oggi, in piena crisi,
il patrimonio di un dirigente e' pari a 5,6 volte quello di un
operaio, mentre era pari a circa 3 volte vent'anni fa. Il
patrimonio di un libero professionista e' pari a 4,5 volte quello
di un operaio (4 volte vent'anni fa). Quello di un imprenditore
e' pari a oltre 3 volte quello di un operaio (2,9 volte vent'anni
fa)".(SEGUE)
(Lum/ Dire)
12:36 03-05-14

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SOCIALE. CENSIS: I 10 PIÙ RICCHI COME 500MILA FAMIGLIE OPERAIE
BONUS 80 EURO? SE STRUTTURALE 3,1 MLD PER CONSUMI INTERNI

(DIRE) Roma, 3 mag. - Crescono le diseguaglianze sociali: il vero
male che corrode l'Italia. I 10 uomini piu' ricchi del Paese
hanno un patrimonio pari a quello di 500mila famiglie operaie
messe insieme. Lo rileva il Censis.
"Patrimoni sempre piu' squilibrati", si legge nel rapporto. "I
10 uomini piu' ricchi d'Italia dispongono di un patrimonio di
circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500mila
famiglie operaie messe insieme. Poco meno di 2mila italiani
ricchissimi, membri del club mondiale degli ultraricchi,
dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi
di euro (senza contare il valore degli immobili): cioe' lo 0,003%
della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella
del 4,5% della popolazione totale. Ecco plasticamente
rappresentate le disuguaglianze di oggi in Italia. Le distanze
nella ricchezza sono cresciute nel tempo. Oggi, in piena crisi,
il patrimonio di un dirigente e' pari a 5,6 volte quello di un
operaio, mentre era pari a circa 3 volte vent'anni fa. Il
patrimonio di un libero professionista e' pari a 4,5 volte quello
di un operaio (4 volte vent'anni fa). Quello di un imprenditore
e' pari a oltre 3 volte quello di un operaio (2,9 volte vent'anni
fa)".(SEGUE)
(Lum/ Dire)
12:37 03-05-14

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SOCIALE. CENSIS: I 10 PIÙ RICCHI COME 500MILA FAMIGLIE OPERAIE -2-


(DIRE) Roma, 3 mag. - Le diseguaglianze dei redditi? "Chi piu'
aveva, piu' ha avuto", sottolinea l'Istituto. "I redditi
familiari hanno avuto negli ultimi anni una dinamica molto
differenziata tra le diverse categorie sociali. Rispetto a dodici
anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti,
in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%,
quelli degli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei
dirigenti sono aumentati dell'1,5%. L'1% dei top earner (circa
414mila contribuenti italiani) si e' diviso nel 2012 un reddito
netto annuo di oltre 42 miliardi di euro, con redditi netti
individuali che volano mediamente sopra i 102mila euro, mentre il
valore medio dei redditi netti dichiarati dai contribuenti
italiani non raggiunge i 15mila euro. E la quota di reddito
finita ai top earner e' rimasta sostanzialmente stabile anche
nella fase crisi".
Capitolo austerity, che "non e' per tutti", spiega il Censis.
Negli anni della crisi (tra il 2006 e il 2012), "i consumi
familiari annui degli operai si sono ridotti, in termini reali,
del 10,5%, quelli degli imprenditori del 5,9%, quelli degli
impiegati del 4,5%, mentre i consumi dei dirigenti hanno
registrato solo un -2,4%. Distanze gia' ampie che si allargano,
dunque, compattezza sociale che si sfarina, e alla corsa verso il
ceto medio tipica degli anni '80 e '90 si e' sostituita oggi una
fuga in direzioni opposte, con tanti che vanno giu' e solo pochi
che riescono a salire. In questa situazione e' alto il rischio di
un ritorno al conflitto sociale, piuttosto che alla cultura dello
sviluppo come presupposto per un maggiore benessere".(SEGUE)
(Lum/ Dire)
12:37 03-05-14

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SOCIALE. CENSIS: I 10 PIÙ RICCHI COME 500MILA FAMIGLIE OPERAIE -3-


(DIRE) Roma, 3 mag. - Come impiegheranno il bonus Irpef di 80
euro al mese i 10 milioni di italiani che ne beneficeranno per i
prossimi otto mesi, da maggio a dicembre? "I comportamenti-
spiega il Censis- saranno molto diversi se l'introduzione del
bonus sara' strutturale o se invece non avra' continuita' nel
tempo. Nel caso in cui gli 80 euro costituiranno un incremento
una tantum del reddito, il Censis stima che 2,7 miliardi di euro
(dei 6,7 miliardi totali previsti dal decreto del governo)
andranno ad alimentare la domanda interna. Per la precisione, 2,2
milioni di beneficiari del provvedimento impiegheranno tutti gli
80 euro mensili in consumi, per una spesa pari a 1,5 miliardi di
euro negli otto mesi. Altri 2,7 milioni di beneficiari li
spenderanno solo in parte per consumi, per un valore di 1,2
miliardi di euro (e destineranno 700 milioni di euro ad altro).
Invece, 5 milioni di beneficiari useranno il bonus esclusivamente
per impieghi diversi dai consumi (risparmieranno, pagheranno
debiti, ecc.), per un ammontare di 3,3 miliardi di euro. Nel caso
in cui il bonus di 80 euro costituira' una modifica fiscale
permanente, e quindi comportera' un incremento stabile e sicuro
dei redditi dei beneficiari, il Censis stima che l'incremento
della spesa per consumi nei prossimi otto mesi sara' superiore a
3,1 miliardi di euro, cioe' circa il 15% in piu' rispetto al caso
in cui il bonus non venga rinnovato nel prossimo anno. In questo
caso sarebbero circa un milione in piu' le persone che
destinerebbero tutti o in parte gli 80 euro ai consumi".
Infine, il rischio di finire in poverta' e' "per i residenti
nel Sud (33,3%), triplo rispetto a quelli del Nord (10,7%) e
doppio rispetto a quelli del Centro (15,5%). Nel Sud (18%) i
residenti hanno anche un rischio quasi doppio di finire
indebitati rispetto al Nord (10,4%) e di 5 punti percentuali piu'
alto rispetto a quelli del Centro (13%)".
(Lum/ Dire)
12:37 03-05-14

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