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domenica 9 aprile 2017

ANSA-BOX/ Igor come Liboni, 'il Lupo' che non voleva arrendersi


ANSA-BOX/ Igor come Liboni, 'il Lupo' che non voleva arrendersi


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>ANSA-BOX/ Igor come Liboni, 'il Lupo' che non voleva arrendersi
Nel 2004 uccise cc. Dopo fuga la morte in un conflitto a fuoco
(ANSA) - ROMA, 9 APR - La caccia all'uomo che in queste ore
sta impegnando senza sosta le forze dell'ordine di per catturare
il killer di Budrio ha fatto rivivere le fasi drammatiche di un
caso analogo, finito nell'estate del 2004 a Roma, con
l'uccisione di quello che fu definito uno dei piu' spietati
assassini, Luciano Liboni, passato alle cronache come il 'Lupo'.
Un uomo solitario, dai modi violenti, che riusci' a nascondersi
nella fasi cruente della latitanza spesso e a lungo in luoghi
selvaggi, vivendo di quel che trovava.
Ma Liboni, il 22 luglio del 2004, dopo una vita passata tra
furti e rapine commette quello che in gergo criminale si chiama
'il salto di qualita'', passa ad uccidere. Quella sera ammazza un
carabiniere che gli aveva chiesto soltanto di mostrargli i
documenti: 'il Lupo', latitante ormai da un anno per aver
sparato a un uomo cui aveva rubato la macchina e poco dopo ad un
Carabiniere, ferendolo in modo lieve, uccide a sangue freddo
davanti ad un bar a Pereto di Sant'Agata Feltria, l'appuntato
Alessandro Giorgioni, sparandogli al collo e al cuore.
La morte del giovane appuntato colpisce il Paese, la caccia
al Lupo e' serrata, lo si cerca in Umbria e nel Lazio, ma ad
essere impegnate sono le forze dell'ordine di mezza Italia
centrale. Sono giorni frenetici, di segnalazioni vere e false.
Il Lupo tiene sotto scacco le forze dell'ordine per giorni.
Proprio a Roma viene notato e, sempre piu' pericoloso, ha uno
scontro a fuoco con la Polizia alla stazione Termini. Per
qualche giorno sparisce, vagabonda in citta' senza una meta fin
quando, il 31 luglio, la Polizia Municipale di Roma lo nota nei
pressi del Circo Massimo ed avvisa i Carabinieri, queqli stessi
Carabinieri che per giorni avevano lavorato su una mole
incredibile di segnalazioni e sul profilo psicologico del
killer, ricavato studiando tutta la sua vita.
Il 31 luglio del 2004, da quella segnalazione, inizia il
conto alla rovescia per Luciano Liboni. Sono minuti infiniti che
vedono l'uomo ancora una volta sparare contro i carabinieri che
avevano cercato di fermarlo. Al circo Massimo, nel cuore di
Roma, e' il panico. Il 'Lupo' prende in ostaggio una turista
francese e le punta la pistola alla testa. I carabinieri
vorrebbero prenderlo vivo, gli intimano di abbassare l'arma, ma
Liboni e' intenzionato a non farsi prendere. Tenta la fuga. Ed e'
un attimo. Un carabiniere gli spara alla testa, morira' poco dopo
in ospedale. E' la parola fine alla sua vita di 'animale
braccato': il Lupo volle firmare anche la sua fine, ed e' morto
come un animale feroce. (ANSA).
ST
09-APR-17 16:43 NNNN