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martedì 3 aprile 2018

NEWS PSICOLOGIA. Nel Manuale Diagnostico Psicodinamico la sezione Anziani


MARTEDÌ 03 APRILE 2018 08.06.04

NEWS PSICOLOGIA. Nel Manuale Diagnostico Psicodinamico la sezione Anziani

NEWS PSICOLOGIA. Nel Manuale Diagnostico Psicodinamico la sezione Anziani Del Corno: La vecchiaia non e' una iattura ma un ennesimo compito evolutivo (DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 apr. - Tra le novita' del Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM-2) c'e' la sezione 'Anziani'. La fascia di eta' inclusa va dai 55 anni agli oltre 84. "Possiamo stupirci sui 55, ma tutto sommato a 55 anni molti compiti dell'eta' adulta sono stati svolti. È, inoltre, importante distinguere gli anziani sani da quelli malati per motivi vari. Tra i sani acquisisce importanza il concetto di 'successful ageing', perche' la vecchiaia non e' una malattia. Invecchiare e' un ennesimo compito evolutivo davanti al quale tutte le persone che arrivano a quell'eta' devono confrontarsi". Lo ha precisato Franco Del Corno, Chapter Editor del PDM-2 per la sezione Anziani e past president della Society for Psychotherapy Research-Italia (SPR-It). "Ci sono inevitabili difficolta' con l'avanzare degli anni- spiega il terapeuta- il declino fisico, i lutti, il prendere contatto con l'avvicinarsi del fine vita, la riduzione delle relazioni sociali e i cambiamenti di ruolo nella societa'. Ci sono pero' anche esperienze di saggezza che meritano rispetto, riposo e un nuovo ruolo sociale che non e' privo di osservazioni". Anche questa sezione del PDM-2 e' multiassiale e si focalizza sul funzionamento mentale, i disturbi di personalita' e i disturbi sintomatici. "Nel primo asse e' importante focalizzarci sulla 'direzionalita'', quella capacita' che l'anziano ha di continuare a partecipare alla vita sociale, alla comunita', alla famiglia e alla possibilita' di coltivare nuove amicizie, avere hobby e pensare al futuro dei propri cari dopo la morte. È quindi legata alla capacita' di giudizio di un individuo", precisa Del Corno. Per quanto riguarda la personalita' "e', invece, rilevante raccogliere la storia pregressa di un disturbo di personalita'. Attenzione a non cadere in errore- suggerisce lo studioso- non si diventa borderline a 60 anni. Il disturbo appartiene alla storia clinica pregressa di una persona anziana ed e' importante capire che tipo di espressione acquisisce in eta' anziana. Qual e' il futuro di un giovane borderline o istrionico quando invecchia? In qualche modo invecchiare modifica il disturbo di personalita' e il disturbo di personalita' condiziona il processo di invecchiamento? Come si puo' avere un funzionamento normale della personalita' in relazione all'eta'? Una personalita' schizoide quando invecchia presenta un'autostima preservata solo se e' un individuo indipendente. Il fatto di essere accudito provochera' in lui un grande disagio. La presenza degli altri- chiarisce Del Corno- rappresenta per uno schizoide uno stimolo disturbante. Una persona normale cerca di farcela da sola, ma e' capace di accettare aiuto ed esprimere gratitudine. Un soggetto schizoide, tuttavia, regge meglio i lutti e il pensionamento. Il disturbo di personalita' border presenta quindi delle caratteristiche che incrudeliscono alcuni aspetti, ma che difendono anche da alcune sofferenze". C'e' una relazione tra il sentimento di solitudine, la depressione e l'isolamento sociale. "Ammalarsi e' un trauma e la malattia puo' provocare delle reazioni emotive cospicue. Il timore di ammalarsi o la scoperta della malattia possono minacciare l'equilibrio psicologico". Il cambiamento e' possibile anche per gli anziani: "La vecchiaia non e' una iattura- conclude- ma un ennesimo compito evolutivo". (Wel/ Dire) 08:05 03-04-18 NNNN 

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