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giovedì 19 luglio 2018

*Mafia, giudici: Borsellino ucciso per opposizione a trattativa



GIOVEDÌ 19 LUGLIO 2018 19.03.22
POLIZIA

*Mafia, giudici: Borsellino ucciso per opposizione a trattativa

*Mafia, giudici: Borsellino ucciso per opposizione a trattativa Le motivazioni della sentenza di Palermo Palermo, 19 lug. (askanews) - Sono ben 5.252 le pagine di motivazioni al processo sulla trattativa. Un processo durato cinque anni, che ha visto alla sbarra boss e politici dichiarati colpevoli di minaccia e violenza al corpo politico dello Stato. Assolto l'ex ministro Nicola Mancino, accusato di falsa testimonianza. Per Marcello Dell'Utri sono punite le condotte commesse contro il governo Berlusconi. In sostanza i carabinieri del Ros sono stati condannati per i fatti commessi fino al 1993; Dell'Utri per i fatti del 1994: da una parte la trattativa sarebbe stata intavolata dai carabinieri, da un certo punto in poi da Dell'Utri. Condannati a 12 anni di carcere i generali del Ros Mario Mori e Antonio Subranni, l'ex senatore di Forza Italia Dell'Utri e il boss Antonino Cinà; a 28 anni Leoluca Bagarella. Otto anni al colonnello Giuseppe De Donno. Stessa pena per Massimo Ciancimino accusato di calunnia nei confronti dell'allora capo della polizia Gianni De Gennaro, mentre è stato assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Prescrizione per Giovanni Brusca. Per i giudici "non c'è dubbio che quell'invito al dialogo pervenuto dai carabinieri attraverso Vito Ciancimino costituisca un sicuro elemento di novità che può certamente avere determinato l'effetto dell'accelerazione dell'omicidio di Borsellino" con la finalità di approfittare "di quel segnale di debolezza proveniente dalle istituzioni dello Stato e di lucrare, quindi, nel tempo dopo quell'ulteriore manifestazione di incontenibile violenza concretizzatasi nella strage di via d'Amelio, maggiori vantaggi rispetto a quelli che sul momento avrebbero potuto determinarsi in senso negativo". E questo è un fatto anche laddove non si volesse convergere sulla conclusione dell'accusa secondo cui "Riina abbia deciso di uccidere Borsellino temendo la sua opposizione alla trattativa, conclusione che peraltro trova una qualche convergenza nel fatto che, secondo quanto riferito dalla moglie, Agnese Piraino Leto, Borsellino, poco prima di morire le aveva fatto cenno a contatti tra esponenti infedeli delle istituzioni e mafiosi". (segue) Xpa 20180719T190316Z  
GIOVEDÌ 19 LUGLIO 2018 19.11.13

Mafia, giudici: Borsellino ucciso per opposizione a trattativa -2-

Mafia, giudici: Borsellino ucciso per opposizione a trattativa -2- Magistrati: via D'Amelio fu manifestazione forza di Riina Palermo, 19 lug. (askanews) - Per i magistrati palermitani "è giocoforza ritenere che l'unico fatto noto di sicura rilevanza, importanza e novità verificatosi in quel periodo per l'organizzazione mafiosa sono stati i segnali di disponibilità al dialogo, ed in sostanza, di cedimento alla tracotanza mafiosa culminata nella strage di Capaci, pervenuti a Salvatore Riina, attraverso Vito Ciancimino, proprio nel periodo immediatamente precedente la strage di via D'Amelio". Per i giudici "quei contatti che già all'indomani della strage di Capaci importanti e conosciuti ufficiali dell'Arma avevano intrapreso attraverso Vito Ciancimino, unitamente al verificarsi di accadimenti (quali l'avvicendamento Scotti-Mancino al ministero dell'Interno, ndr) che potevano ugualmente essere percepiti come ulteriori segnali di cedimento dello Stato, ben potevano essere percepiti da Riina già come forieri di sviluppi positivi per l'organizzazione mafiosa. In altre parole se effettivamente quei segnali pervennero a Riina nel periodo immediatamente antecedente alla strage di via D'Amelio (e che ciò effettivamente avvenne risulta provato) è logico e conducente ritenere che Riina, compiacendosi dell'effetto positivo per l'organizzazione mafiosa prodotto dalla strage di Capaci, possa essersi determinato a replicare, con la strage di via D'Amelio, quella straordinaria manifestazione di forza criminale per mettere definitivamente in ginocchio lo Stato ed ottenere benefici sino a pochi mesi prima (quando vi fu la sentenza definitiva del maxi processo) assolutamente per lui impensabili". Xpa 20180719T191107Z  

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