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giovedì 14 luglio 2011

Rom, Cgil Fp Roma Ovest: "Il Piano nomadi è fallito, servono nuove idee"

Rom, Cgil Fp Roma Ovest: "Il Piano nomadi è fallito, servono nuove idee"

campo tor di quinto
Si terrà lunedì 20 giugno "Emergenza Dis-uguaglianza", l'appuntamento organizzato dalla Cgil Fp Roma ovest per una riflessione sul Piano nomadi di Alemanno e sulle possibili alternative. Interverranno anche l'assessore alle politiche sociali della provincia Claudio Cecchini e l'ex prefetto Achille Serra


Che fine hanno fatto i 32 milioni di euro stanziati per l'emergenza rom? Quali sono a oggi i risultati del tanto declamato "piano nomadi"? A queste e altre domande prova a rispondere la Fp Cgil Roma Ovest che, sulla base di un rapporto organico con alcuni operatori sociali impegnati da anni nei campi nomadi, convoca lunedì 20 giugno dalle 10 alle 13 nella sala del consiglio municipale Roma XV, una discussione tra tutte le realtà coinvolte a vario titolo nelle politiche in favore delle comunità rom. L'obiettivo è di "elaborare una proposta di metodo e di merito comune e partecipata per il superamento del complesso di negazione di diritti fondamentali e di disuguaglianza".
Proprio in questi giorni, dal "rapporto conclusivo dell'indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Camminanti in Italia", presentato il 14 giugno presso la sede della Comunità di Sant'Egidio, era emersa, da più parti, la necessità di eliminare i campi che, secondo Riccardi di Sant'Egidio "rappresentano una vergogna tutta italiana" e di costruire per i loro abitanti dei percorsi di inserimento abitativo. Ma le intenzioni del sindaco sembrano andare da tutt'altra parte. Ieri Alemanno ha dichiarato che "continuerà con il piano degli sgomberi", mentre oggi nel corso della visita al campo di Roman River ha dichiarato che negli ultimi mesi ne sono stati effettuati 150 e che molti rom sono andati via, grazie agli interventi del Comune.
"L'obiettivo dichiarato dalla giunta e che sottende lo stesso stato di emergenza è l’allontanamento di quanti più rom possibile dalla città - leggiamo nel comunicato dell'iniziativa di Cgil Fp - infatti dei 32 milioni complessivi stanziati per la cosiddetta “emergenza rom” venti sono stati spesi per lo più in sgomberi, messa a regime dei campi autorizzati e vigilanza armata privata, senza che nessun progresso nei processi di integrazione sia stato compiuto". Altro aspetto sottolineato nel comunicato è che la diretta conseguenza degli sgomberi è la moltiplicazione di micro insediamenti nascosti, spesso teatro di tragedie, come quella dello scorso 6 febbraio sull'Appia Nuova, dove hanno perso la vita quattro bambini.
All'iniziativa di lunedì, Emergenza dis-uguaglianza, interverranno l'assessore alle politiche sociali della provincia Claudio Cecchini, Mimmo Bianchini della Silp Cgil, il presidente del XV  municipio Gianni Paris, Enrico Gregorini, segretario Fp Cgil Roma ovest, il professore Aldo Morrone, direttore generale del San Camillo Forlanini e l'ex prefetto, ora senatore dell'Udc, Achille Serra. Parteciperà inoltre un rappresentante della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, mentre porteranno i loro contributi alcuni cittadini rom e le associazioni e le cooperative che lavorano con loro. Cocluderà i lavori Lorenzo Mazzoli, segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio.         
"Sbagliato parlare di emergenza - dice l'assessore Cecchini raggiunto al telefono da Paese Sera - è un termine che va bene per i terremoti, le alluvioni e i flussi su Lampedusa, ma i rom a Roma sono presenti da tanti anni, non sono una novità degli ultimi tempi. Inoltre si continua a sbagliare politicamente e culturalmente usando la parola 'nomadismo'. Molti rom vivono nella capitale da anni e la maggior parte dei loro bambini è nata qui. Parteciperò all'iniziativa soprattutto per ascoltare le proposte e gli spunti che emergeranno".
Giudizio negativo sull'operato della giunta Alemanno arriva anche da Gianni Paris: "La politica del sindaco sui rom è chiaramente fallita - dichiara - Nel XV municipio gli insediamenti abusivi sono raddoppiati, mentre il campo di Candoni, che era considerato un modello di integrazione e convivenza tra bosniaci e rumeni, ora, dopo l'arrivo degli sgomberati del Casilino 900, è sovraffollato e pieno di problemi. Bisogna fare una riflessione e costruire nuovi interventi anche in previsione del dopo-Alemanno".
Giovanni Alfonsi di Cgil Fp Roma Ovest esprime a Paese Sera la necessità di cambiare rotta nell'approccio con le comunità rom della capitale: "La vera emergenza - dice - riguarda le condizioni di vita delle persone che abitano nei campi. Serve un processo reale di integrazione fondato su casa, lavoro e scuola. Invece finora si è voluto insistere su politiche di negazione dei diritti di cittadinanza. E' tempo di fare un passo avanti e di coinvolgere nelle decisioni le comunità rom e le realtà che in questi anni hanno lavorato con loro".
Lara Facondi

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