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sabato 10 marzo 2012

SALUTE. ARRIVA NUOVO STUDIO SU PICCHI SMOG E INFARTO: ECCO DATI


SALUTE. ARRIVA NUOVO STUDIO SU PICCHI SMOG E INFARTO: ECCO DATI
MALORE PUO' COLPIRE ANCHE DOPO UNA SETTIMANA.

(DIRE) Roma, 10 mar. - Lo smog puo' provocare, com'e' noto, una
lunga serie di patologie. Ora pero' la ricerca scopre che la
connessione tra inquinamento atmosferico e infarto puo' anche
colpire entro una settimana dal momento in cui si sono respirate
concentrazioni elevate di sostanze nocive. Lo studio e' stato
realizzato da un'equipe di ricercatori francesi, che ha
confrontato i dati emersi da precedenti indagini
medico-scientifiche. Secondo gli studiosi, coordinati da Mustafic
Hazrije del Paris Cardiovascular Research Center, la frequenza
degli attacchi cardiaci risulta leggermente piu' alta della media
a seguito dell'esposizione ad alti livelli degli inquinanti piu'
diffusi, a eccezione dell'ozono.
La ricerca, pubblicata nel Journal of the American Medical
Association, ha messo insieme i risultati di 34 studi che
misuravano il rischio di subire un attacco cardiaco o un infarto
del miocardio a diverse concentrazioni di inquinanti industriali
e legati al traffico veicolare, come il monossido di carbonio, il
biossido di azoto, le polveri sottili e la fuliggine. Ogni serie
di dati analizzati comprendeva un numero di casi variabile tra
400 e 300.000 persone, e tutte le diagnosi sono accertate e
confermate da cartelle cliniche dettagliate. Tutti i principali
inquinanti atmosferici, a eccezione dell'ozono, sono risultati
significativamente associati con un aumento a breve termine del
rischio di infarto del miocardio.
In particolare, per la maggior parte delle sostanze in esame
e' stato valutato che un aumento della concentrazione di 10
microgrammi per metro cubo d'aria, un valore quasi impercettibile
per un individuo che respira normalmente, determina un incremento
dell'1-3% della probabilita' di avere un attacco di cuore entro
una settimana dall'inalazione dello smog. Si tratta di un aumento
di incidenza relativamente basso rispetto ai tradizionali fattori
di rischio, come il fumo, l'ipertensione o il diabete, ma nei
paesi industrializzati praticamente ogni persona e' esposta
costantemente all'inquinamento atmosferico, il che a lungo andare
puo' avere effetti significativi.
Gli inquinanti presenti nell'aria che respiriamo, inoltre,
possono alterare la capacita' dei vasi sanguigni di espandersi e
contrarsi in modo da mantenere costante la pressione sanguigna.
Un effetto che secondo i ricercatori puo' determinare un aumento
delle probabilita' di subire un ictus. I rischi dello smog, hanno
concluso i ricercatori, riguardano soprattutto i soggetti gia' in
partenza piu' esposti, a cominciare dai pazienti affetti da
patologie cardiache croniche.

(Alf/ Dire)
16:15 10-03-12

NNNN

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