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lunedì 8 aprile 2013

STRALCI DELLA CIRCOLARE GDF SULLA PROGRAMMAZIONE OPERATIVA 2013 DEL CORPO PUBBLICATI DAL SOLE 24 ORE


Riceviamo da Ficiesse e pubblichiamo

STRALCI DELLA CIRCOLARE GDF SULLA PROGRAMMAZIONE OPERATIVA 2013 DEL CORPO PUBBLICATI DAL SOLE 24 ORE 
Riportiamo di seguito gli stralci della circolare sulla programmazione operativa 2013 della Guardia di finanza
 
I CONTROLLI DELLA GDF
Pubblichiamo alcuni stralci della "Programmazione operativa 2013: avvio del processo di condivisione degli obiettivi con i centri di responsabilità di secondo livello e direttive programmatiche" del Comando generale della Guardia di Finanza.


LE AREE DI INTERVENTO

Premessa
L'atto d'indirizzo per la definizione delle priorità politiche per l'anno 2013, emanato dal Ministro dell'Economia e delle Finanze in data 1° o ttobre 2012, prevede che, nel corso della prossima annualità , dovranno proseguire le azioni intraprese ai fini della stabilizzazione dei mercati finanziari e della situazione economica, della ripresa della crescita, della riduzione dell'incidenza del debito pubblico, nonché del contrasto all'evasione e all'elusione fiscale.
In particolare, l'Autorità politica ha individuato, quali aree prioritarie di intervento, l'ulteriore rafforzamento alla lotta all'evasione e all'elusione fiscale, con particolare riguardo ai fenomeni di rilievo internazionale, ed il potenziamento del contrasto agli illeciti che provocano nocumento alla spesa pubblica nazionale e comunitaria.
Il documento dispone, inoltre, che il Corpo, così come gli altri destinatari della disposizione, provveda ad individuare a tal fine obiettivi strategici, piani operativi correlati e indicatori di misurazione dei risultati coerenti con le suddette priorità .
L'apporto della Guardia di Finanza all'attuazione delle priorità fissate dall'Autorità di Governo dovrà essere caratterizzato da:
a. una concentrazione delle risorse operative sui fenomeni di evasione, di frode e di illegalità economico-finanziaria più pericolosi e maggiormente lesivi per il bilancio pubblico;
b. un approccio trasversale e l'utilizzo di metodologie investigative e di indagine proprie di una forza di polizia, facendo ricorso all'attività d'intelligence, di analisi di rischio e di controllo economico del territorio ai fini della selezione dei soggetti da sottoporre ad attività investigativa;
c. un concreto recupero di risorse finanziarie.
Le direttive contenute nell'Atto di indirizzo consentono di avviare il processo di condivisione degli obiettivi per il 2013 – che, per la prima volta, contiene anche indicazioni di carattere programmatico – con riferimento alla lotta all'evasione fiscale, alle frodi nel settore della spesa pubblica, alla criminalità economica e finanziaria e ai traffici illeciti, nella sostanziale conferma delle rinnovate linee d'azione delineate con le circolari di programma per il 20111 e 20122.

Il processo di condivisione si concluderà con l'assegnazione degli obiettivi "definitivi" nelle diverse aree della missione istituzionale di polizia economico – finanziaria e potrà essere integrato con le eventuali ulteriori disposizioni che dovessero rendersi necessarie in seguito all'emanazione della Direttiva generale per l'azione amministrativa e la gestione per la prossima annualità .


LE FASCE DI CONTRIBUENTI SOTTOPOSTI A CONTROLLO

(1) Piani di verifiche di 3ª fascia (con volume d'affari oltre € 100.000.000)
Gli obiettivi di verifica nei confronti dei contribuenti ricompresi nella 3a fascia di volume d'affari sono determinati dall'art. 27, commi da 9 a 11, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla Legge 8 gennaio 2009, n. 2, a norma del quale le "imprese di più rilevanti dimensioni" sono destinatarie di un controllo sostanziale, di norma, entro l'anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, sulla base di specifiche analisi di rischio. La Guardia di Finanza concorre all'attuazione della citata disposizione mediante l'effettuazione di verifiche nei confronti dei contribuenti a più elevato livello di rischio di evasione.
All'esito di un monitoraggio condotto a livello centrale, sugli interventi ispettivi svolti nei riguardi dei soggetti di maggiori dimensioni nel biennio 2010-2011, è emerso che:
- le verifiche nei confronti dei contribuenti in argomento sono risultate di gran lunga le più remunerative in termini di rendimento medio;
- parte degli interventi eseguiti ai fini doganali, dell'IVA intracomunitaria e delle accise (individuati sulla base della "fonte di innesco" corrispondente) è stata effettuata al solo scopo di conseguire gli obiettivi numerici assegnati nell'ambito delle verifiche di 3a fascia, peraltro con risultati assolutamente marginali in tutti i settori di servizio.
Pertanto, tenuto conto delle priorità politiche fissate dall'Autorità di Governo e allo scopo di incrementare ulteriormente la qualità delle verifiche nei confronti della specifica categoria, è stato previsto un numero minimo di interventi da eseguire che, però, dovrà riguardare unicamente i settori delle imposte sui redditi e dell'IVA. Considerata la rilevanza strategica della presenza ispettiva del Corpo in questo segmento, è necessario che i contribuenti siano selezionati non solo in relazione alla sussistenza di più elevati profili di rischio, ma anche sulla base di specifici e concreti indizi di evasione, valorizzando a tal fine anche gli elementi acquisiti in altri segmenti della missione istituzionale.
Conseguentemente, fermo restando che il Corpo continuerà a concorrere all'attuazione della disposizione citata, i carichi ispettivi del 2013 sono stati rimodulati tenendo conto del numero di verifiche concluse negli anni 2010 e 2011 e dei risultati conseguiti7, della platea dei contribuenti8 e dei militari effettivamente impiegati nell'esecuzione dei servizi della specie.
Le verifiche assegnate ai fini IVA e imposte sui redditi costituiscono il carico minimale da assicurare nell'anno: i Comandi Regionali potranno pertanto proporre, già in sede di condivisione, l'attribuzione di un obiettivo più elevato qualora dispongano di elementi che facciano ritenere opportuna e proficua una maggiore presenza ispettiva nei confronti dei contribuenti con volume d'affari superiore a 100 milioni di euro.
Si confermano le disposizioni contenute nella circolare n. 579/INCC del 26 novembre 2011 (paragrafo 2.b.) riguardanti le modalità di coordinamento a livello regionale con l'Agenzia delle Entrate e le misure da adottare per garantire la massima riservatezza dei soggetti segnalati.

2) Piano di interventi di 2ª fascia di volume d'affari (da € 5.164.569 a € 100.000.000)
Nei confronti dei contribuenti ricompresi nella 2a fascia di volume d'affari, il carico ispettivo è vincolato dall'art. 24, comma 2, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, in base al quale l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza realizzano coordinati piani d'intervento annuali nei confronti dei contribuenti non soggetti a studi di settore né a tutoraggio, elaborati su analisi di rischio a livello locale che riguardino, rispettivamente, almeno un decimo ciascuno della platea di riferimento, a livello non solo nazionale, ma anche regionale e provinciale.
Dall'esame dei contribuenti rientranti in questa fascia di volume d'affari è emerso un incremento (+8,4%) della platea di riferimento rispetto a quella presa a base della condivisione degli obiettivi per il 2012, che ha determinato un conseguente aumento del numero degli interventi da assicurare nel 2013.
Anche nei confronti dei soggetti economici rientranti in questa categoria è stato individuato un numero minimo di verifiche da eseguirsi nei settori delle imposte sui redditi e dell'IVA, parametrato sulla platea di riferimento e sulle verifiche concluse nel biennio 2010/2011. Allo scopo di evitare che la necessità di conseguire il carico complessivo previsto dal citato art. 24 del D.L. n. 78/2010 possa incidere negativamente sulla qualità delle attività ispettive, il raggiungimento degli obiettivi sarà assicurato, in aggiunta alle verifiche assegnate, mediante l'esecuzione di uno specifico numero di "interventi".
Gli "interventi" potranno consistere nell'esecuzione di ulteriori verifiche o controlli ai fini delle imposte sui redditi e dell'IVA, ovvero verifiche in materia doganale, ai fini delle accise o dell'IVA intracomunitaria, secondo le valutazioni dei Comandanti Regionali.
La quantificazione del target degli "interventi" è stata effettuata secondo le stesse logiche perequative già adottate per il sub-obiettivo dei controlli nel decorso biennio.
Si tratta di una significativa novità rispetto alle linee guida precedentemente adottate, che viene introdotta per migliorare la qualità della presenza ispettiva del Corpo nei confronti dei contribuenti rientranti nella 2a fascia di volume d'affari.

Infatti, le analisi condotte nello specifico comparto hanno permesso di rilevare che:
- nel 2011, l'11% delle verifiche eseguite ai fini delle imposte sui redditi e dell'IVA è stato concluso senza la constatazione di violazioni di carattere sostanziale;
- le richieste di rimodulazione avanzate nel corso del 2012 hanno riguardato anche la "conversione" di verifiche in controlli.
Alla luce di quanto precede, i Comandi Regionali provvederanno a ripartire i carichi delle verifiche, ai fini dell'IVA e delle imposte sui redditi, e degli "interventi" avendo cura di rispettare, anche a livello provinciale, il vincolo normativo previsto dal citato art. 24 del D.L. n. 78/2010. Il carico complessivo è stato determinato in funzione della platea dei contribuenti di medie dimensioni, i cui dati sono stati già condivisi con la Direzione Centrale Accertamento dell'Agenzia delle Entrate e costituiranno l'unica base di riferimento per la redistribuzione dei carichi e il previsto coordinamento a livello provinciale.
Il criterio di flessibilità conseguente all'assegnazione dell'obiettivo degli "interventi" è volto a consentire ai Comandi Regionali di operare una equilibrata ripartizione che tenga conto non solo della media delle verifiche eseguite nel biennio precedente, ma anche delle caratteristiche dei fenomeni illeciti che connotano le specifiche realtà territoriali, nella prospettiva di migliorare la qualità della presenza ispettiva della Guardia di Finanza nei confronti dei contribuenti di medie dimensioni.
I criteri di ripartizione degli "interventi" saranno rappresentati a questo Comando Generale nell'ambito del processo di condivisione, mentre la loro ripartizione numerica e per tipologia tra i Comandi Provinciali sarà comunicata tramite la procedura STAT a conclusione della condivisione, ferma restando la possibilità di apportare successivamente – garantendo comunque l'invarianza del numero complessivo di "interventi" – le rimodulazioni ritenute opportune. In particolare, potranno essere avanzate motivate richieste di conversione in controlli di parte delle verifiche assegnate ai fini IVA e delle imposte sui redditi.
Si confermano le direttive impartite con le circolari n. 367/INCC datata 22 novembre 2010 e n. 25/INCC del 27 gennaio 2012, riguardanti il coordinamento tra i Comandanti Provinciali ei Direttori Provinciali dell'Agenzia delle Entrate per la programmazione nominativa, che riguarderà esclusivamente le verifiche ai fini dell'IVA e delle imposte sui redditi.

(3) Piani di verifiche di 1ª fascia di volume d'affari (fino a € 5.164.568)
L'analisi condotta sui risultati conseguiti nei primi dieci mesi del 2012 nei confronti dei contribuenti in esame ha posto in risalto l'efficacia delle linee di indirizzo impartite con le circolari n. 472/INCC del 4 ottobre 2011 e n. 579/INCC in data 26 novembre 2011, con le quali si è proceduto alla conversione di 2.000 verifiche in controlli e alla rimodulazione delle attività ispettive nei confronti dei contribuenti di minori dimensioni.
Infatti, nonostante la diminuzione del numero delle verifiche eseguite, la media dei risultati conseguiti (ricavi non dichiarati, costi non deducibili ai fini delle imposte sui redditi e IVA dovuta) è superiore a quella degli interventi della specie conclusi nel biennio 2010 e 2011.
Nell'ottica di proseguire il processo di miglioramento qualitativo dell'azione ispettiva, anche nei confronti dei contribuenti di minori dimensioni è stato previsto per il 2013, analogamente alle altre fasce di volume d'affari, un obiettivo minimo di verifiche da eseguirsi, solo nei settori delle imposte sui redditi e dell'IVA. Conseguentemente, ai fini del raggiungimento dello specifico obiettivo, non concorreranno le verifiche in materia di accise e IVA intracomunitaria, per le quali sono stati previsti specifici carichi ispettivi, nonché quelle in materia doganale.
Il numero degli interventi da svolgere è stato determinato prendendo in considerazione la media delle verifiche concluse ai fini dell'IVA e delle imposte sui redditi nel biennio 2010-2011, da cui sono state sottratte le attività che si sono concluse senza la constatazione di risultati nei principali settori di servizio.
Allo scopo di consentire la programmazione nominativa dei soggetti da sottoporre a verifica nel primo semestre del 2013 – che dovrebbe essere inviata al livello gerarchico superiore a quello proponente entro il 15 dicembre10 – i Comandanti di reparto procederanno a pianificare un numero di obiettivi sulla base del carico che sarà attribuito loro dai Comandi Regionali in sede di ripartizione dei target assegnati con la presente11 e a trasmettere l'elenco, per l'approvazione, al livello gerarchico sovraordinato entro il 15 gennaio 2013.
Le modifiche agli obiettivi di verifica, autorizzate dal Comando Generale in accoglimento delle eventuali richieste di rimodulazione che saranno avanzate nell'ambito del processo di condivisione dai Comandi Regionali, saranno tenute in considerazione per la programmazione del secondo semestre del 2013.

I CONTROLLI SUI PROFESSIONISTI

Sub-obiettivo di verifiche nei confronti di professionisti e artisti

In linea di continuità con la corrente annualità , anche per il 2013 è stato fissato un carico ispettivo nei confronti di professionisti e artisti, che costituisce sub-obiettivo delle verifiche assegnate ai fini delle imposte sui redditi e dell'IVA.
Secondo il consolidato approccio trasversale finalizzato ad incrementare la qualità dell'azione del Corpo, tali verifiche, programmate nella misura di 3.000 interventi, pari a circa il 18% di quelle di 1a fascia, saranno svolte nei confronti di tutte le categorie di professionisti e artisti, riservando la priorità alle figure professionali rientranti nelle macro-aree della consulenza legale, contabile e finanziaria, dei settori sanitario e dell'assistenza sociale, degli studi tecnici, ingegneristici e di architettura.
Gli interventi saranno svolti facendo leva sull'approccio trasversale alle molteplici forme di illegalità economico-finanziaria connesse all'evasione fiscale, tipico del Corpo, allo scopo di individuare fenomeni evasivi:
- posti in essere non solo dagli stessi consulenti, ma anche da contribuenti che si sono avvalsi delle loro prestazioni professionali per trasferire all'estero somme provento di evasione o per realizzare complesse forme di frode o elusione fiscale;
- strettamente funzionali a "giustificare" o trasferire disponibilità finanziarie frutto di gravi forme di corruzione, appropriazione indebita, frodi alla spesa sanitaria, comparaggio, ecc..
Si precisa, inoltre, che:
- l'obiettivo dovrà essere ripartito tenendo conto della platea delle figure professionali e artistiche nell'ambito di ciascun Comando Provinciale, avendo cura di garantire una omogenea presenza ispettiva sul territorio e di concentrare l'azione nei confronti delle professionalità maggiormente significative nella specifica area geografica12;
- al fine di rendere più funzionale l'assegnazione dei carichi ispettivi tra i Nuclei di polizia tributaria e i reparti territoriali, i Comandi Regionali procederanno, ove già non provveduto, a rimodulare le fasce di volume d'affari con riferimento agli esercenti arti e professioni, secondo le disposizioni contenute nella citata circolare n. 264/INCC (paragrafo 3.a.(1).
L'obiettivo perseguito è quello, come precisato dalla circolare n. 1/200813, di assegnare anche ai Nuclei di polizia tributaria competenze operative nei riguardi della categoria in esame che, altrimenti, pur avendo un'importanza socio-economica significativa, andrebbe a ricadere nella sfera esclusiva degli altri reparti territoriali;
-lo specifico sub-obiettivo concorrerà al raggiungimento dei target di verifica in relazione alla fascia di volume d'affari in cui il professionista selezionato rientra14;
-per massimizzare l'efficacia del piano ispettivo e consentire la conclusione degli interventi entro l'anno di avvio – anche laddove siano esperite, come è auspicato, le indagini finanziarie –, tutte le verifiche rientranti nel sub-obiettivo in argomento saranno intraprese, tendenzialmente, entro il mese di aprile 2013. Naturalmente, rimane salva la possibilità di avviarle successivamente, ove siano conseguenti all'utilizzo ai fini fiscali di elementi acquisiti nell'ambito di indagini di polizia giudiziaria, ovvero scaturiscano dalla valorizzazione dell'esito di attività svolte in altri segmenti della missione istituzionale (es. ispezioni antiriciclaggio).

IL CONTRASTO AL LAVORO NERO

Contrasto al lavoro sommerso
L'azione del Corpo a contrasto del lavoro nero e irregolare si fonda su un approccio trasversale volto a colpire tutte le manifestazioni di illegalità connesse a questo fenomeno – quali l'evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina, le frodi in danno del sistema previdenziale, la produzione ed il commercio di articoli con marchi contraffatti – ed è orientata in tutti i settori a più intenso utilizzo di manodopera.
Per questa ragione, in continuità con quanto previsto dalla circolare n. 264/INCC del 18 maggio 2012, i piani d'azione nel settore devono puntare non solo al recupero delle imposte e dei contributi evasi, ma anche ad aggredire i grandi patrimoni e le ricchezze accumulate da chi sfrutta la manodopera irregolare, mediante un dispositivo strutturato su più livelli d'intervento, costituiti:
- dalle verifiche fiscali presso imprese e attività di lavoro autonomo;
- dagli interventi a massa, coordinati a livello regionale ed organizzati in ambito provinciale, nei confronti di obiettivi selezionati sulla base di una puntuale attività di intelligence e di rischio, in modo da fronteggiare con un disegno operativo più organico e sistematico le manifestazioni di lavoro sommerso che si presentano in forma più diffusa nelle singole aree del territorio nazionale;
- dalle investigazioni di polizia economico-finanziaria e dalle indagini di polizia giudiziaria, nei confronti di sodalizi criminali che sfruttano in maniera organizzata il lavoro nero per molteplici attività illecite.
Gli interventi saranno prioritariamente orientati al contrasto:
- all'impiego di lavoratori in nero, avuto riguardo alla plurioffensività della condotta. In questo contesto, le attività investigative saranno concentrate nell'individuazione di fenomeni di intermediazione abusiva di persone non autorizzate (c.d. "caporalato"), tenuto conto delle gravi forme di prevaricazione e violenza in danno dei lavoratori che caratterizzano questa tipologia di impiego di forza lavoro – costituita generalmente da immigrati e clandestini – sottopagata e costretta a lavorare in condizioni igienico-sanitarie precarie ed in violazione alle regole di sicurezza;
- dei fenomeni di interposizione di manodopera22 e dei fittizi rapporti di lavoro agricolo finalizzati ad ottenere indebite prestazioni previdenziali da parte dell'INPS, cui è connesso anche l'utilizzo di lavoratori in nero;
- alle irregolarità connesse all'applicazione di forme contrattuali atipiche o flessibili (es. collaborazioni coordinate e continuative, utilizzo di vouchers, contratti part-time), nonché al fenomeno delle false partite IVA e delle collaborazioni occasionali, ai sensi dell'art. 2222 del Codice Civile, che sovente dissimulano rapporti di lavoro subordinato.


LE VERIFICHE STRUMENTALI

Controlli strumentali
L'obiettivo complessivo dei controlli strumentali è rimodulato come segue:
- 400.000 controlli in materia di scontrini e ricevute;
- 100.000 controlli sul trasporto merci, di cui 20.000 controlli sulla circolazione di prodotti sottoposti ad accisa;
-20.000 controlli su indici di capacità contributiva.
Per quanto concerne i controlli in materia di scontrini e ricevute, si confermano le direttive, impartite da ultimo con la citata circolare n. 264/INCC, volte a migliorare la qualità degli interventi, attraverso:
- l'esecuzione di piani coordinati di controllo, da attuare in funzione di specifici contesti territoriali;
- un'accurata pianificazione degli interventi e dei suddetti piani, che tenga conto delle circostanze di luogo (ad esempio, in occasione di particolari ricorrenze o eventi) e di tempo (ad esempio, prefestivi o festivi, orari pomeridiani o serali, con particolare riguardo ai luoghi di villeggiatura nelle località turistiche e nelle città d'arte), allo scopo di mirare i controlli nei confronti di contribuenti che risultino avere maggiore propensione alla violazione degli obblighi previsti dalla normativa di settore.
Il fenomeno illecito si basa sul ricorso a fittizi rapporti di appalto di servizi con imprese che provvedono solo formalmente ad assumere i lavoratori e ad assolvere i relativi obblighi fiscali e contributivi. In realtà , i rapporti tra committenti e società appaltatrici, apparentemente regolari, sono strutturati al solo scopo di "interporsi" tra i lavoratori e le aziende alle cui dipendenze prestano effettivamente la propria attività lavorativa.
pomeridiani o serali, con particolare riguardo ai luoghi di villeggiatura nelle località turistiche e nelle città d'arte), allo scopo di mirare i controlli nei confronti di contribuenti che risultino avere maggiore propensione alla violazione degli obblighi previsti dalla normativa di settore.
A seguito di specifica analisi è emerso che, anche per effetto dell'esecuzione dei piani coordinati, è stata incrementata la qualità dell'azione ispettiva del Corpo nel comparto, in quanto – nei primi 9 mesi dell'anno – a fronte di una contrazione del numero di interventi rispetto allo stesso periodo del 2011, si è registrato un incremento in termini sia percentuali che assoluti degli interventi conclusi con la constatazione di irregolarità . Inoltre, attraverso i piani coordinati viene esaltato e valorizzato l'approccio trasversale della Guardia di Finanza a contrasto di tutti gli illeciti economico-finanziari, posto che tali moduli operativi consentono di contrastare anche fenomeni di abusivismo commerciale, di utilizzo di manodopera irregolare e di commercio di merce contraffatta e non sicura.
Trattandosi di tipologie di intervento non connotate da particolare complessità , per la loro esecuzione non dovranno essere utilizzati, in linea tendenziale, militari ordinariamente impiegati in attività di verifica o nell'esecuzione di articolate indagini di polizia giudiziaria.
Nell'ambito dei controlli sul trasporto merci è stato inserito un sub-obiettivo "controlli sulla circolazione di prodotti sottoposti ad accisa". Tali interventi dovranno assicurare una maggiore presenza ispettiva in un ambito particolarmente delicato, anche alla luce delle recenti modifiche normative: con riferimento alla circolazione di prodotti in regime sospensivo, infatti, è stato introdotto l'obbligo di emissione del documento amministrativo elettronico (e-AD) di cui all'art. 6 del Testo Unico delle Accise (D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504) in luogo del D.A.A. in formato cartaceo.
I controlli della specie dovranno essere eseguiti nel rispetto delle procedure illustrate nel volume II, parte IV, capitolo 1, paragrafo 1., del Manuale operativo in tema di "Attività della Guardia di Finanza nel settore delle accise e dell'imposizione indiretta sulla produzione e sui consumi", diramato con circolare n. 115100 in data 18 aprile 2011.
La loro consuntivazione sarà effettuata in conformità alle disposizioni impartite con il foglio n. 277910 in data 20 settembre 2012.

I controlli sugli indici di capacità contributiva rientravano nell'ambito dell'attività che il Corpo era tenuto ad assicurare per il concorso al piano straordinario di controllo economico del territorio, finalizzato all'acquisizione di elementi necessari per la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche a norma dell'art. 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, che, ai sensi dell'art. 83, comma 8 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133, ha riguardato il triennio 2009-2011.
Nonostante il piano non sia stato rinnovato, è stato comunque attribuito un carico di 20.000 controlli, poiché le informazioni acquisite in tale ambito costituiscono espressione dell'importante funzione di controllo economico del territorio svolta dal Corpo.
Naturalmente si dovrà procedere agli sviluppi operativi degli elementi acquisiti a livello locale o centralmente elaborati e diramati dalla funzione "CO.EL." dell'applicativo C.E.TE., attraverso autonome verifiche o l'invio di segnalazioni ai locali Uffici dell'Agenzia delle Entrate per l'applicazione del "redditometro", in conformità alle direttive già impartite con la citata
Circolare n. 264/INCC

Da http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-04-02/controlli-164012.shtml
 

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