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giovedì 26 febbraio 2015

TUMORI: 'RARO' 1 CANCRO SU 5, CIPOMO CHIEDE CAMBIO DI PASSO =



TUMORI: 'RARO' 1 CANCRO SU 5, CIPOMO CHIEDE CAMBIO DI PASSO =
In Europa 4 mln di casi l'anno, ma oggi l'asssistenza e' 'un
percorso a ostacoli per malati e medici'

Milano, 26 feb. (AdnKronos Salute) - Rari, ma tanti. Ogni anno in
Europa 6 persone su 100 mila sviluppano forme tumorali rare, portando
a 4 milioni di casi il conteggio annuale dei nuovi malati. In altre
parole, è 'raro' un caso di cancro su 5 (20%). Sono dati dell'Esmo, la
Società europea di oncologia medica, ricordati dal Cipomo (Collegio
italiano primari oncologi medici ospedalieri) in occasione dell'VIII
Giornata delle malattie rare che si celebra sabato 28 febbraio. Per il
Collegio oncologi ospedalieri, "serve un cambio di passo"
nell'assistenza a questi pazienti. Perché la realtà di oggi è "un
percorso a ostacoli che mette in difficoltà malati e medici",
avvertono gli specialisti.

"I tumori rari, considerati complessivamente, hanno una rilevanza
epidemiologica maggiore di quanto la definizione stessa possa lasciar
pensare", sottolinea Gianpiero Fasola, presidente del Cipomo. "Ogni
singolo caso rischia di diventare un percorso a ostacoli che può
mettere in difficoltà pazienti e professionisti. In Italia - spiega -
il lavoro svolto fin qui dall'Istituto nazionale tumori di Milano e
dalla Rete tumori rari ha già dato ottimi risultati, e tutti abbiamo
un debito con i colleghi che per primi hanno lavorato in questo
difficile ambito. Tuttavia non mi sembra strategicamente intelligente
che un sistema sanitario si affidi solo alla buona volontà di singoli.
Serve un cambio di passo: sistematizzare, coordinare e facilitare
l'accesso alle competenze giuste e ai luoghi di cura giusti. Questo
dovrà essere l'impegno di tutti". (segue)

(Red-Opa/Adnkronos)
26-FEB-15 12:55

TUMORI: 'RARO' 1 CANCRO SU 5, CIPOMO CHIEDE CAMBIO DI PASSO (2) =

(AdnKronos Salute) - "Il Gruppo di lavoro tra Cipomo, Agenas (Agenzia
nazionale per i servizi sanitari regionali) e Aiom (Associazione
italiana di oncologia medica) sulle reti oncologiche - prosegue Fasola
- sta operando per rispondere alle indicazioni che derivano dal
'Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del
cancro per gli anni 2011-2013' e dal Patto per la Salute tra Stato e
Regioni. E' opinione diffusa che sia necessario accelerare i tempi per
la costruzione delle Reti di patologia e passare dalle enunciazioni e
da Atti deliberativi, spesso senza esito, all'avvio di un sistema
efficacemente coordinato e monitorato per la presa in carico dei
pazienti. Ridurre le distanza tra quello che si dovrebbe, e che già si
può fare, e quello che si fa è un imperativo etico al quale non
possiamo sfuggire", ammonisce il numero uno del Cipomo.

(Red-Opa/Adnkronos)
26-FEB-15 12:55

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