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mercoledì 28 dicembre 2016

ANSA-INTERVISTA/ Meningite: Virologo, nessun allarme in Italia


ANSA-INTERVISTA/ Meningite: Virologo, nessun allarme in Italia


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>ANSA-INTERVISTA/ Meningite: Virologo, nessun allarme in Italia
Cinque domande a Fabrizio Pregliasco, Universita' di Milano
(di Elida Sergi)
(ANSA)- ROMA, 28 DIC - Non c'e' un allarme meningite in
Italia. A evidenziarlo, dopo il nuovo caso verificatosi a Roma,
Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento
Scienze biomediche per la Salute dell'Universita' di Milano.
Ecco cinque domande all'esperto sulla malattia.
1. C'e' un allarme meningite in Italia?
"C'e' una maggiore attenzione da parte dei media per un problema
che esisteva e che e' stato rilanciato perche' c'e' stata una
situazione particolare in Toscana dal 2015. Una serie di casi
nel territorio determinati da particolari situazioni su una
variante del meningococco e di un gran numero di portatori sani
in questa Regione. Non c'e' un allarme perche' ci sono circa mille
casi all'anno di meningite, soprattutto di problematiche
batteriche, con un 10% di mortalita'. Ben venga una maggiore
informazione perche' rilancia la possibilita' di ridurre la
diffusione di questa malattia attraverso una vaccinazione che,
come tutte le vaccinazioni finora era negletta".
2. Esistono dei soggetti piu' a rischio di meningite?
"No, non si sa, perche' una quota di popolazione che puo' arrivare
al 5% e' per un certo periodo della vita inconsapevolmente
portatore sano, cioe' persona in cui alberga nelle prime vie
aeree il meningococco. Fa da untore, da diffusore della
malattia. Ma non si sa quali siano le condizioni che dalla gola
portano alla meninge e quindi determinano una malattia grave. Si
sa che ci possono essere momenti di stanchezza, malattie
intercorrenti, ma non c'e' ancora una chiarezza rispetto a questo
passaggio".
3. Quali sono i sintomi della meningite?
"All'inizio puo' essere confusa con un'influenza piuttosto
pesante. Ma le caratteristiche sono febbre elevatissima, la
presenza in particolare di rigidita' della nuca,
un'iper-estensione del collo bloccato, vomito a getto,
arrossamento cutaneo e sintomi neurologici".
4. Cosa fare se si apprende di essere stati in contatto con
una persona colpita?
"Dipende da quanto si e' stati in contatto. Per fare un esempio,
in generale nella scuola i bimbi devono stare attenti per una
decina di giorni, che e' il tempo di incubazione della malattia
e se hanno sintomi devono andare in Pronto Soccorso. Per persone
che hanno avuto contatti piu' stringenti e piu' duraturi, per piu'
ore, e' indicata invece una cosiddetta chemioprofilassi breve,
cioe' una cura di antibiotici mirati. Il batterio non sopravvive
nell'ambiente, quindi non c'e' pericolo di contaminazione
ambientale. Bisogna seguire le indicazioni della ASL e per
semplificare chi e' stato a contatto diretto deve prendere una
compressa di antibiotico, gli altri devono solo stare attenti
alla possibilita' di insorgenza di sintomi".
5.Tutti coloro che sono venuti in contatto con una persona
colpita sono a rischio?
"Sono potenzialmente a rischio se la meningite e' da
meningococco, se e' da altri batteri il rischio e' quasi
trascurabile perche' e' raro che vi sia una contagiosita'. Se e' da
meningococco una possibilita' di casi secondari c'e'".
(ANSA)
Y09
28-DIC-16 18:25 NNNN