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domenica 22 gennaio 2017

USA: TRUMP ALLA CASA BIANCA CON GOVERNO DI MASCHI, BIANCHI E RICCHI/ADNKRONOS =


USA: TRUMP ALLA CASA BIANCA CON GOVERNO DI MASCHI, BIANCHI E RICCHI/ADNKRONOS =
record di miliardari, banchieri e petrolieri, solo tre donne ed
un afroamericano, nessun ispanico
Washington, 22 gen. (AdnKronos) - Con Donald Trump alla guida degli
Stati Uniti arriva un governo formato in stragrande maggioranza da
uomini bianchi, molti ricchi, molti ex militari. Sono infatti appena
tre le donne del governo Trump - già soprannominato il governo dei
miliardari dal momento che nel loro insieme valgono, secondo Politico,
una fortuna di circa 35 miliardi di dollari, cifra che non ha
precedenti nella storia - ed uno solo il ministro afroamericano,
nessuno in un dicastero di rilievo, come dipartimento di Stato, Tesoro
o Giustizia.
La miliardaria Betsy DeVos, ardente sostenitrice della scuola privata,
con un patrimonio familiare di oltre 5 miliardi, è stata nomina
ministro dell'Istruzione. Elaine Chao, che è la moglie del leader
della maggioranza Gop al Senato, Mitch McConnell, ai Trasporti e la
governatrice, di origine indiana, Nikki Haley sarà il nuovo
ambasciatore all'Onu. Mentre l'unico afroamericano, il medico Ben
Carson che è stato avversario di Trump alle primarie, sarà ministro
dell'Edilizia popolare. (segue)
(Ses/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
22-GEN-17 13:36
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(AdnKronos) - Ma la questione che provocando polemiche è il fatto che
Trump, che ha vinto le elezioni promettendo il pugno di ferro contro
gli immigrati ispanici senza documenti, e la costruzione di un muro
sul confine con il Messico, non abbia nominato nessun ministro
ispanico. Così per la prima volta dal 1988, dagli ultimi mesi della
seconda amministrazione Reagan, attorno al tavolo della White House
Cabinet Room non vi sarà nessun rappresentante della principale
minoranza etnica del Paese. Gli ispanici nel 2014 erano 55 milioni,
vale a dire il 17% della popolazione del Paese, e, come è noto, il
loro numero è in costante ascesa.
In realtà dovrà passare ancora qualche giorno prima che Trump potrà
riunire l'intero suo governo alla Casa Bianca: ad oggi infatti hanno
ottenuto la conferma al Senato solo il generale Mattis, alla guida del
Pentagono, e il generale Kelly, alla Sicurezza Interna. Trump, che
entra alla Bianca con un'impopolarità record del 54%, anche su questo
fronte registra un altro record negativo, dal momento che erano
decenni che un presidente si insediava senza un gruppo consistente di
ministri confermati. (segue)
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(AdnKronos) - Ad allungare i tempi del processo di conferma - anche se
non si prevedono bocciature o sorprese dal momento che i repubblicani
hanno la maggioranza al Senato e le nuove regole impediscono ai
democratici di bloccare le nomine con il filibuster - sono non solo
questioni politici ma soprattutto questioni etiche e di conflitti di
interessi posti dai patrimoni ed investimenti dei nominati. Ecco la
lista dei principali ministri di Trump, a partire dai due confermati.
James Mattis, Difesa
Ex generale dei Marines, 66 anni, in prima linea in Afghanistan ed in
Iraq, dove ha partecipato alla battaglia di Falluja, comandante
dell'Us Central Command fino al 2013, anno in cui è andato in
pensione, Mattis è noto per le sue dichiarazioni taglienti e schiette
che gli sono valse il soprannome di 'mad dog'. Nel 2005 finì al centro
di una controversia per aver detto "è divertente sparare contro delle
persone" parlando alle reclute a San Diego. Contrario alla politica di
Barack Obama in Medio Oriente ed in particolare all'accordo sul
nucleare con Teheran, ha definito l'Iran come "la singola più duratura
minaccia alla pace ed alla stabilità" nella regione. (segue)
(Ses/AdnKronos)
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(AdnKronos) - John Kelly, Sicurezza Interna
Il 66enne generale dei Marines a riposo fino allo scorso febbraio
guidava l'U.S. Southern Command, che coordina le operazioni militari
in centro e sud America ed ha anche la supervisione della prigione di
Guantanamo. Ha 40 anni di carriera militare alle spalle, ed è un Gold
star father avendo perso il figlio militare ucciso in Afghanistan nel
2009. La sua scelta da parte di Trump è anche dovuta al fatto che il
generale ha ha infatti più volte lanciato l'allarme riguardo al fatto
che dal Messico possono entrare negli Stati Uniti, insieme al flusso
di migranti, droga e terroristi, attaccando i "burocrati" di
Washington che non prendono in considerazione queste minacce e
insistendo sulla necessità di rafforzare la difesa militare del
confine meridionale.
Rex Tillerson, segretario di Stato
L'Ad Exxon Mobil che Donald Trump ha nominato segretario di Stato,
incarico che Barack Obama nel 2009 diede ad una donna Hillary Clinton,
è finito sotto il fuoco di fila delle domande dei senatori, tra i
quali anche il repubblicano Marco Rubio, che hanno messo in
discussione i suoi troppo stretti rapporti con la Russia e con
Vladimir Putin. Senza contare le preoccupazioni per il rischio di
conflitto di interessi a cui potrà essere esposto il capo della
diplomazia americana dopo che per decenni ha guidato il gigante
petrolifero, dotato in una propria agenda geopolitica. Da parte sua,
Trump nell'annunciare la nomina di Tillerson aveva rivendicato questo
aspetto un 'grande vantaggio": "è molto più di un manager, è un attore
di classe mondiale, è alla guida della compagnia più grande del mondo,
e per me è una grande vantaggio che conosca, e conosca bene, molti
degli attori globali". (segue)
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(AdnKronos) - Jeff Sessions, segretario alla Giustizia
Sempre motivi politici, ma di politica interna, hanno reso burrascosa
l'audizione di Jeff Sessions, il senatore dell'Alabama, che Trump ha
nominato segretario alla Giustizia, incarico che Obama nel 2009 diede
all'afroamericano Eric Holder, poi sostituito da un'altra
afroamericana Loretta Lynch. Senatori democratici, e anche dimostranti
in aula, hanno infatti ricordato come negli anni ottanta il senatore,
allora procuratore nello stato del profondo Sud, non era stato
confermato giudice federale dalla stessa commissione che lo valuta
oggi perché accusato di razzismo nei confronti degli afroamericani. Un
viatico certamente controverso per il ministro che oltre ad avere in
mano uno dei dossier più delicati dell'amministrazione Trump, quello
sull'immigrazione, si troverà a gestire anche le tensioni razziali
profonde riemerse in America con le proteste per l'eccessivo uso della
forza da parte della polizia contro gli afroamericani. Trump e
Sessions hanno già fatto dichiarazioni pubbliche riguardo alla
necessità di contrastare quella che definiscono "cultura anti-polizia"
che si è diffusa nel Paese.
Steven Mnuchin, segretario al Tesoro
Fa parte del consistente drappello di ex Goldman Sachs entrati nel
governo di Trump che ha fatto campagna elettorale attaccando le elite
di Washington e di Wall Street. In effetti Goldman Sachs è una
tradizione di famiglia del 53enne finanziere, di fede ebraica: suo
padre, Robert, ha lavorato per 33 anni nella banca e il fratello Alan,
è il vice presidente. Mnuchin ha lavorato 17 anni nella banca
arrivando nel 1999 all'incarico di chief information officer. Dopo che
Mnuchin ha lasciato, dopo un periodo al fianco George Soros, ha
fondato il proprio private equity fund, Dune Capital Management,
registrata alle Cayman. Il suo più famoso, e controverso, investimento
è stato l'acquisto della banca IndyMac, specializzata in mutui per
l'acquisto di case, nel momento più drammatico della crisi finanziaria
del 2009. Rifondata e trasformata in OneWest, la banca ha raddoppiato
le filiali ed aumentato il capitale, ma è finita sotto accusa per la
politica aggressiva di pignoramenti e discriminazioni nei confronti
dei proprietari di casa afroamericani.
(Ses/AdnKronos)
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