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sabato 10 giugno 2017

Usa: l'era Trump sta "ferendo" il turismo =


Usa: l'era Trump sta "ferendo" il turismo =

(AGI) - Washington,  10 giu. - E' quasi una guerra al
turismo.  Anche se indirettamente, infatti, le posizioni
isolazioniste del presidente americano stanno incidendo in
maniera negativa su questa voce molto importante per le casse
degli Stati Uniti.
Sembra che la retorica di Donald Trump contro gli immigrati
e i musulmani, i decreti come quello del "travel ban", i suoi
tweet contro il sindaco di Londra dopo l'attentato e
recentemente l'uscita dell'Unione dall'accordo di Parigi sul
clima, diano "la sensazione ai viaggiatori stranieri che
l'America voglia chiudere le sue porte. E questo e' un
problema",  spiega la CNN in un articolo in cui analizza come
"Trump stia ferendo il turismo americano".
E' un problema perche' i turisti spendono ogni anno nelle
principali citta' americane centinaia di miliardi di dollari.
Secondo quanto calcolato dall'organizzazione "Global Business
Travel Association", gli Stati Uniti perderanno nel 2017 circa
1.3 miliardi in spese legate a questo settore. Ci saranno meno
turisti e quindi meno prenotazioni di hotel, meno cene in
ristorante, meno affitti di macchine, meno shopping e file piu'
corte presso le principali attrazioni americane. Sono a rischio
circa 4200 posti di lavoro.
Ancora la Cnn riporta un'analisi fatta da ForwardKeys,
un'azienda che si occupa di fare ricerca in questo campo: gli
Stati Uniti sono l'unico grande Paese che nella stagione estiva
sta registrando una diminuzione delle prenotazioni rispetto
all'anno precedente. Ad esempio, l'acquisto dei biglietti
aerei, a giugno, luglio e agosto, e' calato del 3.5% rispetto
al 2016.
Questo segno meno, non ha dubbi il portavoce di
ForwardKeys, e' direttamente collegato al "travel ban" voluto
dal presidente. Si tratta di un decreto che, nelle intenzioni,
prevedeva lo stop ai visti per i cittadini di vari Paesi a
maggioranza musulmana. Nella prima versione annunciata a
gennaio e poi bloccata da una corte federale, la lista
riguardava: Iran, Iraq, Syria, Yemen, Somalia, Sudan e Libia. A
marzo, in una versione-bis rivista, i Paesi sono diventati sei,
ma la sorte e' stata la stessa perche' anche in questo caso il
provvedimento e' stato fermato dai giudici federali.
"Quando Donald Trump ha presentato il bando, si e'
registrata una considerevole diminuzione (dei viaggi)", ha
detto al canale televisivo americano  il portavoce
dell'azienda, David Tarsh. "Poi - spiega ancora - dopo il
blocco del bando si era registrata una ripresa, per ricadere di
nuovo dopo l'annuncio del decreto "corretto"".(AGI)
way/ney/nic
101206 GIU 17
NNNN