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sabato 5 agosto 2017

ANSA/ Sempre piu' papa' baby sitter, congedo lavoro raddoppia


ANSA/ Sempre piu' papa' baby sitter, congedo lavoro raddoppia


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ANSA/ Sempre piu' papa' baby sitter, congedo lavoro raddoppia
Uhy, passati dal 7% al 15% in 7 anni. Nel 2015 44 mila
(ANSA) - ROMA, 5 AGO - Sempre meno bambini ma piu' accuditi
dai papa'. Nell'Italia della decrescita, l'indicatore dei
congedi parentali presi dai genitori di sesso maschile e' in
continua crescita da diversi anni ed in breve tempo la
percentuale di chi ne usufruisce e' raddoppiata: dal 7% del 2008
al 15% del 2015, un numero che avvicina l'Italia all'Europa. Nel
2015 il numero dei "papa' babysitter" in congedo parentale per
accudire i neonati, dopo la maternita' obbligatoria della madre
sono stati 44.400 contro i 19.586 del 2008.
E' quanto emerge da una ricerca di UHY Italy, network che
raggruppa societa' di consulenza fiscale, revisione e consulenza
del lavoro.
In Italia negli ultimi 8 anni fra i lavoratori dipendenti sono
stati oltre 240.000 i padri che hanno beneficiato del congedo
parentale, contro quasi 2 milioni di donne. Nonostante il calo
delle nascite, il numero annuale di permessi e' cresciuto nel
tempo, passando da 263.000 del 2008 ai quasi 300.000 del 2015.
Il fenomeno e' piu' diffuso tra i genitori piu' maturi: due
terzi dei lavoratori dipendenti che nel 2015 hanno fruito del
congedo parentale infatti ha un'eta' fra 30 e 39 anni mentre un
quarto del totale, oltre 79 mila e' rappresentato dagli
ultraquarantenni. In diminuzione, invece, le coppie sotto i 30
anni che beneficiano dei permessi: 31.954 nel 2015, rispetto a
34.601 del 2014.
Le regole sui congedi in Italia sono ancora in evoluzione ed a
partire dal 2013 e' stato introdotto anche un congedo
obbligatorio di paternita'. "Inizialmente si trattava di 1
giorno, poi sono diventati 2 e dal 2018 saranno 4", come ricorda
Luca Bianchin partner UHY che guida il team di consulenti del
lavoro. Il nostro paese per ora e' pero' ancora indietro in Europa
nella spesa per congedi parentali, misurata, per ogni nato, in
percentuale del prodotto interno lordo pro-capite. In Italia il
contributo si ferma al 19%, rispetto al 29% di Gran Bretagna,
27% di Germania, 24 % della Francia e 21% della Spagna. Fanalino
di coda l'Irlanda con il 7%. In vetta Repubblica Ceca, Ungheria
e Paesi Scandinavi con percentuali oltre il 50%.(ANSA).
PAT/CAR
05-AGO-17 13:10 NNNN