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sabato 1 agosto 2020

= Sicurezza: Garante a forze Polizia,rischio lacerazione sociale =

VENERDÌ 31 LUGLIO 2020 16.22.41


= Sicurezza: Garante a forze Polizia,rischio lacerazione sociale =

(AGI) - Roma, 31 lug. - Il Garante nazionale dei diritti dei detenuti e delle persona private della liberta', a seguito di "gravi fatti che hanno coinvolto alcuni operatori di diverse Forze di polizia", ha incontrato i vertici della polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della polizia penitenziaria per esprimere "la preoccupazione per il rischio del diffondersi di una cultura della contrapposizione che non potrebbe che portare a una lacerazione sociale, una lacerazione di cui il Paese nel suo complesso finirebbe per essere vittima". (AGI)Oll 311622 LUG 20 NNNN

VENERDÌ 31 LUGLIO 2020 16.28.44


Sicurezza: Garante a forze Polizia, rischio lacerazione sociale (2)=

(AGI) - Roma, 31 lug. - Il Garante ricorda le indagini su "episodi di violenza nell'istituto penitenziario di Torino" - le cui carte "hanno evidenziato anche una cultura di alcuni settori, altrettanto grave proprio perche' espressione di persone che indossano una divisa: tale aspetto pone seri interrogativi sulla capacita' e sulla volonta' di intervento da parte di chi aveva il compito di vigilare e di indirizzare, al contrario, verso una cultura della tutela di quanto la Costituzione e l'ordinamento normativo del nostro Paese prevedono" - nonche' la "devianza culturale" emersa dall'inchiesta sul "piccolo ma destabilizzante gruppo di carabinieri di Piacenza, anch'esso portatore, al di la' dei reati penali che e' compito della magistratura accertare, di una visione del proprio ruolo e dei poteri e degli obblighi che da esso discendono in pieno contrasto con la tradizione dell'Arma e con i valori su cui la Repubblica si fonda e il cui rispetto affida proprio alle Forze dell'ordine". Inoltre, "altri episodi riferiti in questi giorni e relativi a un fermo a Roma, per ora affidati all'iniziale accertamento di quanto riportato, chiamano in causa - rileva il Garante - alcuni agenti della Polizia di Stato e portano nuovamente all'attenzione quanto il Garante ha recentemente segnalato alla procura di Agrigento circa la concezione di taluni del proprio ruolo nei confronti di persone fermate o ristrette: persone affidate al loro controllo, responsabilita' e tutela". Si tratta, afferma ancora il Garante, di "episodi differenti che chiamano in campo settori diversi e che certamente, pur non rappresentando la complessiva cultura delle Forze di appartenenza dei singoli, pongono interrogativi al Garante nazionale che per compito istituzionale collabora con tutte le Forze di Polizia in una prospettiva di cooperazione e critica propria del mandato. Un ruolo che certamente e' riconosciuto dalle Forze stesse come contributo di valore nel proprio operare: come e' stato condiviso da tutti gli interlocutori - osserva - non e' tollerabile il linguaggio che si e' visto emergere da carte che riportano intercettazioni di colloqui di appartenenti a Forze dell'ordine. non e' ammissibile che le persone, una volta riportate sotto il controllo di chi esercita l'autorita' in nome della collettivita', possano subire forme di violenza, ne' e' accettabile qualsiasi indulgenza o asserita inconsapevolezza perche' finirebbe implicitamente per proiettare quell'innegabile messaggio di impunita' che e' il vero germe distruttivo delle Forze dell'ordine in una democrazia". (AGI)Oll 311628 LUG 20 NNNN

VENERDÌ 31 LUGLIO 2020 16.33.42


Sicurezza: Garante a forze Polizia, rischio lacerazione sociale (3)=

(AGI) - Roma, 31 lug. - Il presidente del Garante nazionale; Mauro Palma, insieme a una delle due componenti del collegio, Daniela de Robert, ha quindi incontrato il prefetto Franco Gabrielli, il comandante generale Giovanni Nistri, il comandante generale Giuseppe Zafarana e il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia: al centro degli incontri, spiega ancora il Garante, la "condivisione di tre termini che rischiano per taluni di costituire dei costruttori culturali negativi e che richiedono quindi particolare attenzione nelle fasi di formazione iniziale e in itinere: la prima parola erroneamente declinata riguarda la produttivita' della propria azione, interpretata come quantita' di operazioni portate avanti, quale indicatore della positivita' del proprio ruolo e della speranza di carriera. La seconda parola e' 'inimicizia', qualora essa finisca per connotare la relazione tra chi esercita la funzione di repressione del reato e il relativo autore, non piu' visto come responsabile di quanto commesso e quindi necessario destinatario dell'azione repressiva e sanzionatoria, ma come nemico da annientare. La terza parola riguarda il rischio di implicita impunita' che puo' nascondersi dietro un male interpretato spirito di appartenenza a un Corpo, non piu' visto come espressione dei suoi valori, ma come velo difensivo anche di chi tali valori ha offeso". Il Garante nazionale afferma infine di aver "preso atto, con soddisfazione e certamente senza stupore", della volonta' di tutti i vertici delle Forze di Polizia di "proseguire nella collaborazione, ragionando insieme su come rafforzare gli esistenti protocolli di intesa stipulati gia' nel passato con il Garante, nell'ottica della costruzione di una cultura che a ogni livello sviluppi e dia concretezza a quei valori di cui ciascuna Forza e' portatrice: la costituzione del proprio Corpo come parte civile in processi che si potranno tenere per gli episodi oggi oggetto di cronaca sara' - conclude il Garante nazionale - un elemento tangibile di volonta' in tale direzione". (AGI)Oll 311633 LUG 20 NNNN

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