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giovedì 28 agosto 2014

MEDICINA: FLUORESCENZA PROTAGONISTA A VARESE, DONNA SALVATA DA 2 ANEURISMI =



MEDICINA: FLUORESCENZA PROTAGONISTA A VARESE, DONNA SALVATA DA 2 ANEURISMI =
IL MESE SCORSO LA TECNICA AVEVA PERMESSO UN 'AUTOTRAPIANTO'
UNICO IN ITALIA

Milano, 28 ago. (AdnKronos Salute) - Illuminare con un 'faro'
speciale i vasi sanguigni che alimentano il rene, rendendoli
fluorescenti e visibili attraverso una particolare telecamera, e
permettendo così al chirurgo di monitorare la corretta
vascolarizzazione dell'organo e di operare in condizioni di maggiore
sicurezza. E' la tecnica della 'fluorescenza', ancora una volta
protagonista a Varese dove una donna di 57 anni di Milano è stata
salvata da un doppio aneurisma. Un intervento "unico nel suo genere",
annunciano gli autori, condotto da un'équipe dell'università
dell'Insubria all'ospedale di Circolo e Fondazione Macchi. Un nuovo
successo, dopo un 'autotrapianto' di rene eseguito a luglio su un
cinquantenne affetto da un raro aneurisma dell'arteria renale.

Nell'intervento del mese scorso la fluorescenza era stata
impiegata per una procedura "mai utilizzata al mondo" per un aneurisma
dell'arteria renale. L'operazione era durata 12 ore e aveva previsto
il prelievo dell'organo malato, l'asportazione dell'aneurisma in
ipotermia, la ricostruzione microchirurgica del vaso e il re-impianto
nel paziente del rene 'rimesso a nuovo'. Questa volta è toccato a una
donna colpita da una rara dilatazione dell'arteria renale (un
aneurisma di circa 6 centimetri), e da un secondo aneurisma
dell'arteria splenica (quella che raggiunge la milza) di circa 3 cm.
"Nonostante le notevoli dimensioni dell'aneurisma renale - spiegano i
medici - grazie alle tecniche innovative utilizzate si è potuto
salvare un organo importante come il rene". In tutto 10 ore di sala
operatoria. (segue)

(Opa/Opr/Adnkronos)
28-AGO-14 14:04

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MEDICINA: FLUORESCENZA PROTAGONISTA A VARESE, DONNA SALVATA DA 2 ANEURISMI (2) =

(Adnkronos Salute) - "Si è trattato di un intervento tanto
delicato quanto complesso, eseguito in team dalle équipe afferenti
alla chirurgia generale, vascolare e a quella dei trapianti",
riferisce Luigi Boni, direttore del Centro di ricerche in chirurgia
mini-invasiva dell'ateneo insubrico. La gravità del caso era legata
alla probabile e improvvisa rottura delle due dilatazioni che
avrebbero potuto causare sanguinamenti importanti e potenzialmente
fatali.

"Mentre la milza, se necessario, può essere 'sacrificata' se
l'asportazione della dilatazione della sua arteria ne causa ischemia -
prosegue Boni - il rene volevamo se possibile preservarlo. Tuttavia,
la sede e le caratteristiche della dilatazione non permettevano di
trattarlo in sicurezza con una tecnica endovascolare radiologica.
L'unica possibilità era l'asportazione della dilatazione e la
ricostruzione dell'arteria, ma a causa della localizzazione questo
poteva essere fatto solo al di fuori dell'addome, dopo aver prelevato
temporaneamente il rene, con tecnica microchirurgica cosiddetta 'da
banco'". (segue)

(Opa/Opr/Adnkronos)
28-AGO-14 14:05

MEDICINA: FLUORESCENZA PROTAGONISTA A VARESE, DONNA SALVATA DA 2 ANEURISMI (3) =

(Adnkronos Salute) - Quattro le fasi dell'operazione. Nella
prima Boni e il suo gruppo hanno prelevato il rene destro della
paziente, con una tecnica mini-invasiva che prevede 4 piccole
incisioni addominali, e utilizzando la metodica della fluorescenza
"che l'ospedale di Varese è tra i primi al modo ad aver adottato e che
permette una 'navigazione' intra-operatoria, impiegata in questo caso
per l'identificazione dei vasi sanguigni", spiega l'università
dell'Insubria. Una volta estratto, il rene è stato sottoposto in
ipotermia all'asportazione dell'aneurisma e alla ricostruzione
microchirurgica dell'arteria renale dall'équipe di Matteo Tozzi,
chirurgo vascolare e trapiantologo dell'ospedale di Circolo.

Nel frattempo Boni ha trattato, sempre con tecnica mini-invasiva
a fluorescenza, l'altra dilatazione sull'arteria splenica. Infine,
Tozzi ha re-impiantato il rene è alla paziente.

Un'impresa per diverse ragioni: "Prima di tutto le dimensioni
particolarmente elevate e la sede dell'aneurisma a livello
dell'arteria renale destra, a ridosso del rene - precisa Boni - e la
concomitante presenza di un'altra dilatazione all'arteria splenica.
Spesso in una situazione del genere il paziente deve essere sottoposto
all'asportazione del rene che lo mette al riparo della temibile
rottura dell'aneurisma, ma lo priva di un organo estremamente
importate per la sua vita". Seconda particolarità "l'approccio
mini-invasivo che ha permesso, anche impiegando la fluorescenza, di
eseguire in sicurezza sia l'intervento al rene che alla milza, senza
impiegare ampie incisioni a livello della parete addominale, e
favorendo il decorso post-operatorio. La paziente infatti sta bene ed
è stata dimessa".

(Opa/Opr/Adnkronos)
28-AGO-14 14:08

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