Translate

giovedì 18 febbraio 2021

COVID: INFETTIVOLOGO GORI, 'IN TROPPI RIFIUTANO IL VACCINO ASTRAZENECA' =

 


GIOVEDÌ 18 FEBBRAIO 2021 08.38.31

COVID: INFETTIVOLOGO GORI, 'IN TROPPI RIFIUTANO IL VACCINO ASTRAZENECA' =

ADN0104 7 CRO 0 ADN CRO NAZ RLO COVID: INFETTIVOLOGO GORI, 'IN TROPPI RIFIUTANO IL VACCINO ASTRAZENECA' = 'Un errore che può costare caro, non è di serie B' Milano, 18 feb. (Adnkronos Salute) - "Ma perché non posso scegliermi il vaccino da fare?". Ad Andrea Gori, direttore di Malattie infettive al Policlinico di Milano, lo stanno chiedendo da giorni in modo pressante al telefono, con messaggini, via mail, e lui non si stanca di rispondere che "AstraZeneca non è il vaccino di serie B". In un'intervista pubblicata sulle pagine milanesi del 'Corriere della Sera', l'esperto racconta che "in troppi rifiutano" il siero anti-COVID prodotto dall'azienda anglo-svedese, per il quale l'Agenzia italiana del farmaco Aifa ha appena dato il via libera all'uso fino ai 65 anni in persone senza rischi specifici di progressione della malattia verso forme gravi. Dire no a questo vaccino, avverte Gori, è "un errore che può costare caro". "Molte delle persone candidate a quel vaccino si lamentano di essere state dirottate su un vaccino scadente - spiega l'infettivologo - Si chiedono perché ai medici è stato fatto quello migliore. Che se non lo fanno a così tante categorie, qualcosa dietro ci sarà". Ebbene, "la sensazione è che in troppi abbiano male interpretato i dati: il fatto che Pfizer e Moderna abbiano efficacia al 94% e AstraZeneca al 65% non significa che quest'ultimo non funziona. E' un ottimo vaccino che evita la malattia", assicura lo specialista. "Dobbiamo chiederci qual è la finalità di questa vaccinazione: è importante che protegga dallo sviluppo di forme gravi - precisa - quindi dalla morte e dal ricovero in ospedale. E in questo senso l'efficacia è al 100%. Posso avere una forma di infezione lieve se sono sfortunato, ma non è un dramma per nessuno avere un po' di febbre". Il clima nato intorno al vaccino AstraZeneca "penso dipenda da una certa pubblicità negativa o comunque dalla leggerezza con cui questi dati sono stati illustrati. Si sposta l'attenzione da una certezza che abbiamo: non stare male. Invece c'è chi fingerà una patologia immaginaria per farsi dirottare su un altro farmaco", prospetta Gori. (segue) (Red-Opa/Adnkronos Salute) ISSN 2465 - 1222 18-FEB-21 08:38 NNNN

GIOVEDÌ 18 FEBBRAIO 2021 08.38.31

COVID: INFETTIVOLOGO GORI, 'IN TROPPI RIFIUTANO IL VACCINO ASTRAZENECA' (2) =

ADN0105 7 CRO 0 ADN CRO NAZ RLO COVID: INFETTIVOLOGO GORI, 'IN TROPPI RIFIUTANO IL VACCINO ASTRAZENECA' (2) = 'Bene Aifa su ok fino a 65 anni ma bisogna limitare anche altre limitazioni' (Adnkronos Salute) - "Bisogna credere in questo vaccino - esorta l'infettivologo del Policlinico di Milano - E' l'unico che può portarci all'immunità di gregge", anche perché è quello di cui l'Italia ha opzionato più dosi. "Non solo: se puntiamo a fare una vaccinazione di massa in un breve periodo di tempo, l'efficacia della singola somministrazione non conta sia al 65 o al 94% - sostiene Gori - Quello conterebbe nel caso di una campagna diversa, più ristretta e mirata ad alcune fasce della popolazione". Ci sono altri vantaggi dello 'scudo' AstraZeneca che la gente sottovaluta? "Rispetto a Pfizer, ad esempio - risponde l'esperto - ha un livello di tossicità inferiore, in particolare in occasione della seconda dose. Significa che può generare reazioni avverse minori e in molti meno casi. E poi ha un altro grande vantaggio che la gente non ha colto. Se vogliamo cambiare passo e accelerare la campagna di vaccinazione, cosa decisiva in questo momento per arginare l'impatto delle varianti" del virus Sars-CoV-2, "AstraZeneca consente di distanziare il richiamo. Se per Pfizer e Moderna è tassativa la seconda dose a 21 giorni, il vaccino inglese si potrà fare dopo 12 settimane. Importante per allargare la platea della gente immunizzata nel breve periodo. Con un'efficacia garantita già dalla quarta settimana. Per quella di Pfizer tocca aspettare una settimana dopo il richiamo, quindi quasi un mese". Quanto alla Commissione tecnico scientifica dell'Aifa, che ha ribadito la possibilità di somministrare il prodotto anche oltre i 55 anni, fino ai 65, per Gori è un buon segno, "ma credo che serva ancora 'limitare le limitazioni'. Aifa, rispetto a Ema, aveva sconsigliato l'uso anche su soggetti con patologie troppo comuni sopra i 55 anni. Dall'ipertensione al diabete, in molti sarebbero stati tagliati fuori senza un rischio realmente concreto". Ma negli altri Paesi che succede? Il medico cita il caso dell'Inghilterra, "dove la campagna di immunizzazione è molto avanti: hanno iniziato con Pfizer e ora stanno procedendo con AstraZeneca. Nessuno ha detto niente". (Red-Opa/Adnkronos Salute) ISSN 2465 - 1222 18-FEB-21 08:38 NNNN

Nessun commento: