NOVA0478 3 ECO 1 NOV INT Tim: Cassazione solleva d'ufficio questione su impugnazione per restituzione canone Roma, 27 mag - (Agenzia_Nova) - La Corte di Cassazione ha sollevato d'ufficio una questione su un potenziale vizio di forma relativo alla correttezza dell'impugnazione da parte di Tim all'inizio del procedimento, nel 2018, sulla restituzione del canone da circa un miliardo del 1998. In particolare - secondo quanto si apprende - la Corte di Cassazione chiede di verificare se, all'epoca dei fatti, fosse stato corretto presentare l'appello - come fece Tim - oppure se si sarebbe dovuto ricorrere al cosiddetto regolamento di competenza. In origine, il Tribunale di Roma si era dichiarato incompetente a giudicare, ritenendo applicabile l'articolo che attribuisce la competenza alla Corte d'appello territorialmente piu' vicina in caso di procedimenti relativi alla responsabilita' civile dei magistrati, individuando in questo caso la Corte d'appello di Perugia. Tim si era dunque rivolta a quest'ultima, che, con sentenza passata in giudicato, aveva chiarito che il caso in oggetto non rientrava tra quelli previsti dalla norma, visto che si trattava di un'azione di risarcimento del danno promossa nei confronti dello Stato. La competenza, secondo il giudice di Perugia, spettava alla Corte d'appello di Roma. Da quel momento, la causa ha proseguito il suo iter a Roma, dove si e' infine conclusa con la sentenza favorevole a Tim per la restituzione del canone. L'attuale intervento riguarda esclusivamente un aspetto procedurale e non incide sul merito della decisione. La Corte ha cosi' concesso alle parti 30 giorni per depositare osservazioni su questo punto. Qualora la Corte ritenesse necessario un regolamento di competenza, la procedura riprenderebbe da Roma - foro gia' indicato come competente da due precedenti sentenze. In ogni caso, eventuali sviluppi si riferirebbero alla forma dell'impugnazione e non al contenuto della pronuncia di merito favorevole a Tim. (Rec)
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martedì 27 maggio 2025
Blasi (Rete No Dl Sicurezza): "Non siamo contro Polizia ma contro l'uso che se ne fa"
https://www.youtube.com/embed/47TC6yUdyjA (Agenzia Vista) Roma, 27 maggio 2025 "Ho un ematoma alla testa, danni a un occhio e contusioni sul braccio, ma soprattutto resto colpito dall'assoluta ingiustificabilità dell'aggressione, vista la situazione del tutto pacifica. Non ce l'abbiamo con la polizia. Il problema non è la polizia, ma l'uso che ne viene fatto" così Luca Blasi, assessore del Municipio III di Roma e portavoce della Rete contro il Dl Sicurezza, a margine del flashmob davanti a Montecitorio contro il decreto stesso. Durata: 01_08 Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev - agenziavista.it 27 MAG 2025
DL SICUREZZA, BLASI: PROBLEMA NON E' POLIZIA, MA USO CHE NE FA IL GOVERNO
9CO1666435 4 POL ITA R01 DL SICUREZZA, BLASI: PROBLEMA NON E' POLIZIA, MA USO CHE NE FA IL GOVERNO (9Colonne) Roma, 27 mag - "Noi avevamo detto che non avremmo accettato il divieto di poter manifestare sotto i palazzi. In tanti paesi, tra l'altro con scontri sociali molto più importanti e molto più anche duri di quelli che ci sono in Italia, si può arrivare a manifestare sotto i luoghi della decisione, come cittadini, quando si discute della nostra vita, delle leggi che regolano la vita comune di un paese. E questo lo abbiamo fatto in maniera auto-protetta e ci tengo a dire una cosa: il nostro problema non è la pulizia, sarebbe facile se nostro problema fosse la pulizia. Il problema è il governo e l'uso che lo stato fa della Polizia". Così Luca Blasi, assessore al III Municipio di Roma con delega in materia di Politiche Culturali e Diritto all'Abitare e portavoce della rete nazionale No Ddl Sicurezza, rimasto ferito ieri nel corso del sit-in contro il dl Sicurezza a Piazza Barberini, colpito alla testa da alcuni agenti. Secondo Blasi, "se per mesi si dice che chiunque manifesta anche pacificamente, anche se sedendosi per terra, anche bloccando una strada contro la crisi climatica, è un terrorista, se ci si augura che le persone soffochino dentro le nuove volanti (un riferimento a una frase del sottosegretario Delmastro, ndr), allora poi succede anche che qualcuno prenda e decida di colpire qualcuno dei portavoce che erano in piazza in quel momento a cercare di gestire la situazione". Secondo Blasi quello è successo ieri è totalmente grave, ma non perché è successo a me, perché semplicemente è successo in un momento in cui non c'era nessun bisogno di usare la forza nei confronti di persone che erano rimaste visibili, senza casco". (Sis) https://www.youtube.com/embed/b-IsOOfkSRs 271603 MAG 25
NTW Press - Aggressioni sui treni: arriva la bodycam sulle divise del personale di Ferrovie dello Stato
NTW Press - Aggressioni sui treni: arriva la bodycam sulle divise del personale di Ferrovie dello Stato
Aggressioni sui treni: arriva la bodycam sulle divise del personale di Ferrovie dello Stato
Si tratta di una sperimentazione resa necessaria da un contesto che è sempre più critico

Martedì 27 Maggio 2025 16:02
Minacce, aggressioni verbali e fisiche nei confronti del personale di Ferrovie dello Stato sono ormai all'ordine del giorno sui treni. Ora però gli operatori di Fs avranno uno strumento sul quale contare: bodycam addosso alle divise.
Una nuova forma di tutela
Quella che sta per partire è una sperimentazione (in avvio in Piemonte dopo Liguria, Puglia e Toscana) che verrà poi valutata in base ai risultati resa necessaria a causa di un contesto sempre più critico, una forma di tutela che prevede che qualora ci siano segnali aggressivi, l'operatore ferroviario informi il pendolare di essere in procinto di iniziare la sua videoregistrazione.
Il gruppo Fs informa che "al termine del periodo di sperimentazione, previsto tra quattro mesi, verrà somministrato un questionario agli operatori coinvolti per raccogliere feedback sull'esperienza e valutare eventuali sviluppi futuri dell'iniziativa".
La questione della privacy
Per quanto riguarda la privacy bisogna sottolineare che l'operatore non potrà mai accedere alle immagini che registra. La telecamera sarà generalmente spenta e verrà accesa esclusivamente nel momento in cui c'è una situazione di pericolo e di crescita della conflittualità. Le immagini verranno criptate e il personale che potrà visionare queste immagini sarà diverso dall'operatore che ha attivato la bodycam.
Tutti gli accessi saranno tracciati e loggati. Il destinatario dei video sarà solamente il personale di polizia giudiziaria che le richiederà in caso di minacce e aggressioni.
Inoltre, sui treni saranno presenti tabelloni informativi che segnaleranno ai viaggiatori la presenza di personale con bodycam.
Aggressioni sui treni: arriva la bodycam sulle divise del personale di Ferrovie dello Stato
Si tratta di una sperimentazione resa necessaria da un contesto che è sempre più critico

Martedì 27 Maggio 2025 16:02
Minacce, aggressioni verbali e fisiche nei confronti del personale di Ferrovie dello Stato sono ormai all'ordine del giorno sui treni. Ora però gli operatori di Fs avranno uno strumento sul quale contare: bodycam addosso alle divise.
Una nuova forma di tutela
Quella che sta per partire è una sperimentazione (in avvio in Piemonte dopo Liguria, Puglia e Toscana) che verrà poi valutata in base ai risultati resa necessaria a causa di un contesto sempre più critico, una forma di tutela che prevede che qualora ci siano segnali aggressivi, l'operatore ferroviario informi il pendolare di essere in procinto di iniziare la sua videoregistrazione.
Il gruppo Fs informa che "al termine del periodo di sperimentazione, previsto tra quattro mesi, verrà somministrato un questionario agli operatori coinvolti per raccogliere feedback sull'esperienza e valutare eventuali sviluppi futuri dell'iniziativa".
La questione della privacy
Per quanto riguarda la privacy bisogna sottolineare che l'operatore non potrà mai accedere alle immagini che registra. La telecamera sarà generalmente spenta e verrà accesa esclusivamente nel momento in cui c'è una situazione di pericolo e di crescita della conflittualità. Le immagini verranno criptate e il personale che potrà visionare queste immagini sarà diverso dall'operatore che ha attivato la bodycam.
Tutti gli accessi saranno tracciati e loggati. Il destinatario dei video sarà solamente il personale di polizia giudiziaria che le richiederà in caso di minacce e aggressioni.
Inoltre, sui treni saranno presenti tabelloni informativi che segnaleranno ai viaggiatori la presenza di personale con bodycam.
- Potere al Popolo, poliziotto-spia nel partito. Interrogazione Pd
Potere al Popolo, poliziotto-spia nel partito. Interrogazione Pd La denuncia a Fanpage, "un infiltrato da noi per 10 mesi" (ANSA) - ROMA, 27 MAG - "Alla luce della denuncia pubblicata da Fanpage circa l'attività sotto copertura di un agente della Polizia di Stato che avrebbe spiato per dieci mesi le attività del partito Potere al Popolo, riteniamo doveroso e urgente che il Ministero dell'Interno fornisca immediatamente chiarimenti su quanto accaduto. Sarebbe un fatto gravissimo, in totale contrasto con i principi democratici sanciti dalla nostra Costituzione. Per questa ragione depositeremo un'interrogazione parlamentare rivolta al Ministro Piantedosi, auspicando una risposta chiara e tempestiva. Tale denuncia assume un peso ancora maggiore alla vigilia dell'approvazione del cosiddetto "decreto sicurezza", che introduce misure fortemente restrittive e rischia di comprimere ulteriormente ogni forma di dissenso, incidendo in maniera pericolosa sull'ordinamento giuridico e sulle libertà fondamentali. Se alla compressione di ogni voce critica dei cittadini si accompagna anche il controllo occulto dei partiti politici, è evidente che siamo davanti a una preoccupante compressione dei nostri valori costituzionali. L'Italia non può e non deve scivolare verso una deriva autoritaria" così i deputati dem, Mauro Berruto e Chiara Gribaudo. La vicenda fa seguito ad una denuncia di Potere al Popolo al sito di informazione che, con il portavoce nazionale Giuliano Granato, ha raccontato di essere stati "infiltrati e spiati dalla polizia per 10 mesi". "L'agente sotto copertura - si legge nel servizio di Fanpage - sarebbe un giovane di 21 anni, uscito dalla scuola di polizia nel 2023. Si sarebbe presentato agli attivisti di PaP a Napoli come studente fuori sede. Assiduo frequentatore di tutte le iniziative di Potere al Popolo, ha partecipato anche a diversi incontri nazionali del partito (oltre al blocco di sfratti e lotte studentesche). A far saltare la copertura però - viene raccontato - sarebbero stati proprio gli atti ufficiali del suo ingresso in polizia. Da una semplice ricerca infatti, è stato possibile trovare non solo il risultato del concorso in polizia che ha vinto, ma anche le foto del giuramento in polizia e, attraverso una serie di contatti social, a foto di gruppo in divisa con altri colleghi". "Una volta scoperto - viene ancora riferito - il presunto agente sotto copertura non avrebbe battuto ciglio, allontanandosi ed augurando "Buona giornata" agli attivisti di Pap". A fare insospettire gli attivisti napoletani di Potere al Popolo era il fatto che fosse "estremamente presente quando c'erano iniziative politiche, ma non ha mai legato personalmente con nessuno. Mai una serata insieme, una birra, una cena, molto strano per uno studente universitario fuori sede" spiega Granato. (ANSA).
BOLOGNA. PROTESTA CONTRO MELONI, STUDENTI BRUCIANO BANDIERA UE /VIDEO
DIR1838 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR MVD/TXT BOLOGNA. PROTESTA CONTRO MELONI, STUDENTI BRUCIANO BANDIERA UE /VIDEO "NON CI FANNO PASSARE". COLLETTIVI BLOCCATI TRA ALDO MORO E COSTITUZIONE (DIRE) Bologna, 27 mag. - Prosegue la protesta dei collettivi studenteschi a Bologna promossa in occasione della presenza di Giorgia Meloni all'assemblea nazionale di Confindustria nel quartiere fieristico. I manifestanti, circa una settantina, hanno dato fuoco a uno striscione dell'Unione Europea. L'Ue? Una "merda imperialista", gridano, mentre sullo striscione le scritte "No riarmo, no repressione, no Dl" si consumano lentamente dalle fiamme. "Corteo, corteo", invocano poi Osa e Cambiare rotta insieme a Potere al popolo, intonando cori contro lo "Stato di polizia" e la presidente del Consiglio. "Fateci passare", gridano i circa 70 manifestanti, bloccati dal cordone di Polizia posizionato all'incrocio tra viale Aldo Moro e piazza Costituzione, a pochi metri dall'evento istituzionale, e partiti dal parco Don Bosco. "Un dispiegamento assurdo di Forze dell'ordine", lamentano i collettivi. "È questa la vostra democrazia?", chiedono ironicamente. Per protesta, quattro manifestanti si sono sdraiati davanti agli agenti in tenuta antisommossa, tra i cori riservati non solo alla premier, ma anche al sindaco Matteo Lepore e al Pd. Intanto continua il faccia a faccia tra collettivi e Forze dell'ordine, tra richieste di "dimissioni" di Meloni e della ministra Bernini e di "andare in miniera" alla segretaria del Pd Elly Schlein. (Dav/ Dire) 13:29 27-05-25
Russia: Lavrov, Francia in guerra con noi, suoi missili usati per colpire obiettivi civili
NOVA0387 3 EST 1 NOV Russia: Lavrov, Francia in guerra con noi, suoi missili usati per colpire obiettivi civili Mosca, 27 mag - (Agenzia_Nova) - La Francia e' in guerra con la Russia perche' i suoi missili sono usati per attaccare obiettivi civili. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov al termine dei colloqui con l'omologo turco Hakan Fidan a Mosca. "La Francia e' in guerra contro la Russia perche' i suoi missili a lungo raggio sono utilizzati dal regime nazista di Kiev per colpire il territorio della Federazione Russa, soprattutto obiettivi civili", ha dichiarato Lavrov, commentando la dichiarazione del ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot secondo cui la Francia "non e' in guerra contro il popolo russo", ma assiste le Forze armate ucraine. (Rum)
Speciale difesa: Kubilius, Russia in tre mesi produce piu' armi della Nato in un anno
NOVA0232 3 EST 1 NOV INT Speciale difesa: Kubilius, Russia in tre mesi produce piu' armi della Nato in un anno Roma, 27 mag - (Agenzia_Nova) - La Russia in tre mesi "produce piu' armi dei Paesi Nato, inclusi gli Usa, in un anno". Lo ha dichiarato il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, durante un'audizione davanti alle commissioni Difesa e Politiche Ue del Senato e alla commissione Politiche Ue della Camera. Quella russa "e' un'economia di guerra", ha detto Kubilius, sottolineando che pero', allo stesso tempo, Mosca "cerca di ridurre le nostre capacita' politiche di difenderci" con propaganda e attacchi ibridi. Da parte sua, l'Ue non ha "una vera strategia nei confronti della Russia" per ridurne l'aggressivita', ha avvertito il commissario. (Res)
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