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venerdì 13 gennaio 2012

Roma e una lunga scia di sangue Ma nessuno conta gli agguati




Roma e una lunga scia di sangue
Ma nessuno conta gli agguati




Da una parte l’emergenza sicurezza, dall’altra i primi 130 poliziotti arrivati in blocco per “salvare” la città. Nel mezzo una lunga scia di sangue fatta di omicidi irrisolti. Ancora meno si sa degli agguati dove non c’è scappato il morto. Non li conta perfino il Ministero degli Interni che tra i reati censiti non ha previsto la voce “gambizzazioni”. Sono inserite nel capitolo “Lesioni dolose” e il dato aggiornato fino a settembre 2011 ne conta ben 2763 DI C. VOGANI
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Da una parte l’emergenza sicurezza, dall’altra i primi 130 poliziotti arrivati in blocco per “salvare” la città. Nel mezzo una lunga scia di sangue targata 2011 con 35 omicidi. E un 2012 che dopo la tragedia di Tor Pignattara non ha nulla di buono da raccontare.
Stando alle modalità e allo spessore criminale delle vittime “almeno dieci di questi omicidi sono di matrice mafiosa” sostiene il segretario del Silp Cgil Roma Gianni Ciotti, per questo bisogna “fare la radiologia dei personaggi e dei luoghi se si vuole venire a capo di omicidi e capire cosa si sta muovendo dietro la Roma criminale”. Certo è che lavorare per emergenze non aiuta. Anzi, negli ultimi anni “la forbice degli omicidi irrisolti si è allargata” dice il sindacalista.
GLI AGGUATI - Ancora meno si sa degli agguati dove non c’è scappato il morto. Non si contano. Non li conta perfino il Ministero degli Interni che tra i reati censiti non ha previsto la voce “gambizzazioni”. Sono inserite nel capitolo “Lesioni dolose” e il dato aggiornato fino a settembre 2011 ne conta ben 2763.
“Chiaramente non sono tutte gambizzazioni – spiega il segretario del Silp Cgil Roma – ma sarebbe interessante capire quante di quelle lo sono”. Perché le gambizzazioni quasi mai sono un atto finale. E la morte di Flavio Simmi insegna: ucciso il 5 luglio 2011 a Prati, era stato gambizzato  l’8 febbraio dello stesso anno a piazza Monte di Pietà.
LA POLITICA - Pure secondo il sindaco Alemanno il volto violento di Roma si è fatto insopportabile: “La pazienza dei romani è finita” ha detto facendosi finalmente interprete di quelli che no ne possono più da prima che lui se ne accorgesse. “Ci sono troppe armi in giro” ha poi contestato Alemanno e il vice sindaco Sveva Belviso si è fatta venire l’idea di “perquisire tutti gli edifici anche senza l’ok della Procura”.
“Peccato non si possa più fare dal 2006” precisa Ciotti che scuote la testa quando parla del nuovo Patto Sicurezza: “E’ uno spreco di soldi, l’unica cosa positiva è il controllo delle licenze per le attività commerciali – dice – vogliono mappare i crimini ma è un lavoro che fa già la Questura, sarebbe meglio reinvestire quel denaro nella creazione di strumenti più efficaci”. “La politica dovrebbe parlare di bassa scolarizzazione, di riappropriazione degli spazi pubblici, di emergenza sociale” conclude Ciotti. Ma giocare a fare i poliziotti, forse, è più divertente.
Carmen Vogani 
fonte
www.paesesera.it

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